Per alcune persone allergiche ai pollini, mangiare un frutto o una verdura può scatenare i sintomi di un’allergia crociata polline-cibo. La causa è la presenza di pan-allergeni, cioè allergeni con strutture simili tra gli inalanti e gli alimenti.
Approfondiamo l’argomento con il dottor Giovanni Paoletti, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica di Humanitas San Pio X.
Quali sono le cause delle allergie crociate?
Quando individui sensibilizzati ai pollini manifestano reazioni allergiche a determinati alimenti si parla di allergie crociate polline-cibo. La causa della reattività crociata tra antigeni dei pollini e dei cibi è legata alla somiglianza strutturale tra gli allergeni presenti nei pollini e alcune proteine contenute in frutta, verdura e frutta a guscio. Questi allergeni simili tra loro sono noti anche come pan-allergeni e sono la principale causa di allergia alimentare negli adulti e nei bambini.
In Europa, le allergie alimentari associate al polline di betulla sono le più comuni, con circa il 70% dei pazienti allergici a tale polline che può manifestare reazioni anche ad alcuni cibi che hanno proteine similie. Le persone sensibilizzate ai pollini di betulla, ad esempio, possono sviluppare reazioni allergiche comunemente di lieve entità a numerosi tipi di frutta quali mele, pesche, ciliegie, pere, fragole, albicocche, mandorle, kiwi, mango, e di vegetali, quali sedano, carote, patate, soia. Anche i soggetti allergici al polline delle graminacee, uno degli allergeni più diffusi nel territorio italiano, possono avere reazioni dopo l’ingestione di melone, anguria, pomodoro, patate, arancia, sedano, banana, arachidi, kiwi. Nei soggetti allergici ai pollini dell’ambrosia si possono avere reazioni all’ingestione di melone, anguria e banana, mentre l’allergia all’artemisia può indurre reazioni crociate con sedano, carote e mango.
Questo fenomeno di allergia crociata è spiegato dalla presenza di immunoglobuline IgE specifiche che riconoscono sia gli antigeni pollinici che quelli alimentari, attivando cellule del sistema immunitario chiamate mastociti, e inducendo il rilascio di istamina e altri mediatori infiammatori nella mucosa orale, con sintomi prevalentemente locali.
Quali sono i sintomi delle allergie crociate?
I sintomi principali delle allergie crociate si manifestano rapidamente dopo l’ingestione dell’alimento scatenante. Sebbene la maggior parte dei casi sia limitata a sintomi locali e lievi, in alcuni individui possono comparire sintomi più gravi, quali difficoltà respiratoria e, raramente, anafilassi. Tra i sintomi più comuni di allergia crociata polline-cibo si possono riscontrare:
- prurito e gonfiore delle labbra, lingua e mucosa orale
- pizzicore alla gola e sensazione di costrizione
- rinorrea e starnutazione
- congiuntivite allergica con lacrimazione e prurito oculare
- orticaria localizzata o diffusa
- nausea, dolore addominale e diarrea.
In genere, i sintomi tendono ad essere più intensi a seguito dell’assunzione di cibi crudi. La cottura, infatti, denatura molte delle proteine responsabili della reazione, riducendo il rischio di reazioni allergiche, ma non eliminandolo completamente, specialmente in soggetti sensibilizzati a proteine termostabili, che non si modificano con il calore. In alcuni tipi di allergia ai pollini, invece, può bastare sbucciare il frutto per prevenire l’allergia crociata.
Quali esami servono per la diagnosi di allergia crociata?
In caso di sintomi che possano far sospettare un’allergia crociata è importante rivolgersi all’allergologo per una valutazione specialistica e per la diagnosi basata su:
- storia clinica del paziente (anamnesi)
- associazione tra rinite allergica e sintomi dopo il consumo di specifici alimenti
- test allergologici su base molecolare che possano dimostrare la presenza di sensibilizzazione verso proteine comuni al polline e all’alimento con cui si è avuta la reazione.
Sulla base dei risultati ottenuti, e dall’analisi delle IgE specifiche è possibile distinguere tra allergia primaria e reattività crociata, indirizzando il medico verso la gestione terapeutica più adeguata caso per caso.
Visite ed esami
-
2.3 milioni visite
-
+56.000 pazienti PS
-
+3.000 dipendenti
-
45.000 pazienti ricoverati
-
800 medici

