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Asma allergica: quali sono i benefici dell’immunoterapia?

L’immunoterapia allergene-specifica, indicata in caso di allergie, non serve solo a tenere sotto controllo i sintomi, ma ha il potenziale di proteggere nel tempo la funzione dei bronchi e di rallentare la progressione della malattia allergica in asma. Tuttavia, come dicono studi recenti, le evidenze scientifiche su questo aspetto richiedono ulteriori approfondimenti.

Ne parliamo con il dottor Giovanni Paoletti, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica di Humanitas San Pio X.

Rinite allergica, infiammazione bronchiale, asma: come agisce l’immunoterapia? 

L’immunoterapia allergene-specifica non si limita a controllare i sintomi dell’allergia, inclusa la rinite allergica, ma è l’unica terapia in grado di modificare il decorso naturale della malattia allergica. Questo trattamento, che può essere somministrato per via sottocutanea o sublinguale, agisce modulando la risposta immunitaria agli allergeni responsabili dei sintomi respiratori. Le linee di raccomandazione internazionali, comprese quelle della Global Initiative for Asthma, la consigliano in casi selezionati.

Il razionale scientifico si fonda sul concetto di “united airways disease“, che considera le vie respiratorie superiori e inferiori come un continuum infiammatorio. In parole più semplici, l’infiammazione che inizia a livello nasale, tipica della rinite allergica, estendendosi ai bronchi può favorire l’insorgenza o l’aggravamento dell’asma. 

Intervenire precocemente con l’immunoterapia significa quindi agire sull’intera cascata infiammatoria, con potenziali benefici che vanno oltre il semplice sollievo dai sintomi. 

Funzione polmonare e immunoterapia: cosa dicono gli studi

Studi recenti hanno dimostrato che l’immunoterapia riduce significativamente i sintomi, il rischio di riacutizzazione dell’asma e diminuisce il bisogno di farmaci, inclusi i corticosteroidi inalatori. Inoltre, è bene considerare il concetto di protezione della capacità polmonare: infatti, il suo declino porta alla progressione della malattia verso una progressiva ostruzione delle vie aeree, con implicazioni dirette sulla qualità di vita della persona durante tutto il corso della sua vita. Ma mentre l’efficacia dell’immunoterapia nel migliorare il controllo clinico dell’asma è ben documentata, la sua capacità di preservare la funzione polmonare nel tempo rimane un ambito della ricerca meno esplorato. 

Uno studio prospettico di particolare rilevanza ha seguito per quindici anni pazienti trattati con immunoterapia sublinguale per sensibilizzazione agli acari della polvere. I risultati hanno mostrato che i pazienti sottoposti al trattamento mantenevano una funzione polmonare stabile o addirittura migliorata rispetto al gruppo di controllo – che non assumeva l’immunoterapia specifica -, che invece presentava un progressivo deterioramento. Particolarmente interessante è l’osservazione di un effetto dose-durata. Infatti, coloro che avevano proseguito l’immunoterapia per quattro o cinque anni mostravano benefici più marcati e duraturi rispetto a chi si era fermato a tre anni di trattamento.

Anche lo studio GAP, condotto su oltre settecento bambini e adolescenti con asma da acari della polvere, ha fornito indicazioni promettenti, sebbene non abbia dimostrato modifiche significative nella capacità polmonare. Lo studio ha però evidenziato una riduzione del rischio di progressione della malattia, suggerendo che l’immunoterapia può contribuire a mantenere la funzionalità delle basse vie respiratorie nel tempo.

Altri studi – ad esempio la ricerca EfficAPSI – condotta su oltre quattrocentomila pazienti francesi, ha dimostrato che l’immunoterapia sublinguale riduce significativamente il rischio di sviluppare asma nei pazienti con rinite allergica e rallenta la progressione della malattia in chi già ne soffre. Analogamente, lo studio REACT tedesco ha documentato una riduzione delle riacutizzazioni, delle polmoniti e dei ricoveri ospedalieri. 

Al momento, i dati disponibili supportano l’utilizzo dell’immunoterapia allergene-specifica come strumento terapeutico che va oltre il controllo sintomatico, con un potenziale ruolo protettivo sulla salute respiratoria a lungo termine.

Allergologie E Immunologia Clinica

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