L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che un crescente numero di studi associa a un possibile aumento del rischio di patologie cardiovascolari. Si tratta di disturbi che condividono alcuni fattori di rischio e meccanismi comuni, in particolare legati all’infiammazione cronica.
Ne parliamo con gli specialisti di Humanitas San Pio X, il dottor Gianluca Ruffin, Responsabile di Cardiologia e il dottor Giovanni Paoletti, allergologo.
Asma e malattie cardiache: fattori comuni
L’asma è una patologia complessa che può avere effetti sistemici che coinvolgono altri organi oltre al sistema respiratorio. Secondo le evidenze scientifiche esiste una possibile associazione tra asma e l’aumento del rischio cardiovascolare, mediata principalmente alcuni fattori di rischio comuni – ad esempio sedentarietà, obesità, fumo, sindrome metabolica – e da infiammazione sistemica, stress ossidativo e alterazioni emodinamiche.
In particolare, l’infiammazione sistemica che caratterizza l’asma cronica può estendersi a livello sistemico e favorire lo sviluppo di aterosclerosi, contribuire alla formazione e progressione delle placche arteriose e alterare la funzione endoteliale. Alcuni studi indicano:
- una maggiore prevalenza di placche aterosclerotiche nei soggetti con asma persistente e non controllata, con una probabilità quasi doppia rispetto ai non asmatici
- livelli elevati di marcatori sistemici di infiammazione – misurabili nel sangue – come proteina C-reattiva (PCR) e interleuchina-6 (IL-6), noti fattori di rischio cardiovascolare
- aumento dello stress ossidativo, con incremento del rischio di danno dell’endotelio vascolare, ridotta capacità di vasodilatazione e aumentata rigidità delle arterie.
Nel tempo, questi fattori aumentano il rischio di sviluppare malattia cardiovascolare e il rischio di eventi come infarto e ictus.
Infine, nelle riacutizzazioni asmatiche, la riduzione dell’ossigeno nel sangue (ipossia) causata dall’asma può aumentare il carico di lavoro del cuore, si può verificare un aumento della pressione intratoracica, con effetti sulla funzione cardiaca e sulla frequenza cardiaca che tende ad aumentare, incrementando il consumo miocardico di ossigeno. Nel lungo periodo, queste condizioni possono contribuire a un rimodellamento cardiaco e a una maggiore vulnerabilità cardiovascolare.
Asma: prevenzione e controlli raccomandati
Sebbene siano necessari ulteriori studi per chiarire pienamente il legame tra asma e rischio cardiovascolare, la possibile associazione indica che in presenza di asma persistente o grave diagnosticata in età adulta e associata ad altri fattori di rischio comuni per le patologie cardiovascolari, può essere raccomandato il monitoraggio periodico del profilo cardiovascolare.
In questi casi, sono raccomandate:
- visite cardiologiche periodiche
- esami del sangue e controllo di colesterolo, glicemia e pressione arteriosa
- adozione di uno stile di vita attivo e sano
- buon controllo della malattia asmatica.
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