L’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari associate sono patologie croniche che ancora oggi rappresentano la causa principale delle morti premature in Europa, spesso correlate allo stile di vita, inclusa attività fisica e dieta.
Ne parliamo con il dottor Gianluca Ruffin, responsabile di cardiologia di Humanitas San Pio X.
Aterosclerosi: cos’è?
L’aterosclerosi è una malattia infiammatoria e degenerativa in cui le pareti delle arterie cambiano lentamente struttura, perdendo elasticità e diventando più rigide, a causa dell’accumulo al loro interno di placche formate prevalentemente da colesterolo. Una volta iniziato il processo di formazione delle placche – chiamate in termini medici placche ateromasiche -, queste tendono a progredire, aumentare di volume o rompersi. Quando accade, il passaggio del sangue all’interno dell’arteria può diventare difficoltoso, riducendo l’apporto di sangue a organi e tessuti, e arrivando a generare un trombo che può occludere completamente l’arteria, interrompendo bruscamente il flusso sanguigno. La presenza di grosse placche ateromasiche, infatti, è un fattore di rischio per eventi cardiovascolari quali ictus e infarto.
Aterosclerosi: cause e fattori di rischio
L’aterosclerosi e, in generale, le malattie cardiovascolari hanno cause multifattoriali strettamente connesse allo stile di vita. Tra i fattori che possono causare aterosclerosi si trovano:
- elevati livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia)
- pressione alta (ipertensione)
- diabete mellito
- sovrappeso e obesità
- familiarità per l’aterosclerosi e malattie cardiovascolari
- stile di vita.
Quest’ultimo, in particolare, si riferisce a fumo di sigaretta, un’alimentazione ricca di grassi saturi e povera di minerali e vitamine, consumo eccessivo di alcolici, sedentarietà o scarsa attività fisica.
Le persone identificate ad alto rischio cardiovascolare – sulla base di criteri quali età e presenza di uno o più fattori -, in molti casi possono ridurre il ricorso a una terapia farmacologica se incoraggiate a smettere di fumare, a fare scelte alimentari appropriate, a ridurre il sovrappeso e ad aumentare l’attività fisica.
Aterosclerosi, malattie cardiovascolari e alimentazione
Per una persona con alto rischio cardiovascolare, seguire una dieta sana ed equilibrata è importante per rallentare la progressione della malattia aterosclerotica e ridurre quindi anche il profilo di rischio.
La dieta raccomandata prevede la riduzione del consumo totale di grassi (saturi e insaturi), e in particolare la riduzione drastica dei grassi saturi da carni rosse, burro e derivati, da sostituire con grassi mono e polinsaturi di origine vegetale (olio extravergine di oliva, ad esempio); l’aumento del consumo di frutta fresca, cereali, verdure, pesce; la riduzione dell’apporto calorico totale, qualora sia necessaria la riduzione del peso, e dell’assunzione di sale e di alcol laddove la pressione arteriosa sia elevata.
Insieme alla dieta, tutte le persone con un profilo di rischio cardiovascolare dovrebbero essere incoraggiate e sostenute ad aumentare l’attività fisica, specie l’esercizio aerobico: per esempio, camminare a passo veloce, nuotare, ballare o andare in bicicletta per almeno 30 minuti, per 5 volte la settimana, e se si riesce, tutti i giorni. Questo perché essere fisicamente attivi aiuta anche a ridurre il peso, e se l’attività fisica viene associata a una dieta corretta, favorisce anche l’aumento del colesterolo HDL, la riduzione dei trigliceridi e della tendenza alla trombosi.
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