L’attività fisica è uno dei pilastri della prevenzione cardiovascolare. Fare sport regolarmente, a qualunque età, contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiache, a migliorare valori di colesterolo, glicemia e pressione arteriosa, oltre a evitare il sovrappeso.
Ne parliamo con il dottor Gianluca Ruffin, Responsabile di Cardiologia di IRCCS Humanitas San Pio X.
Cuore e fattori di rischio modificabili
Un fattore di rischio modificabile è un comportamento o un’abitudine che ha dimostrato avere effetti negativi sulla salute. In particolare, i fattori di rischio modificabili individuati in ambito cardiovascolare sono:
- Sedentarietà: caratterizzata da un livello di attività fisica insufficiente rispetto alle raccomandazioni per la salute. In termini pratici, si riferisce a uno stile di vita in cui prevalgono comportamenti a basso dispendio energetico, come stare seduti o sdraiati per molte ore al giorno (ad esempio lavorare al computer, guardare la televisione, usare dispositivi elettronici), senza compensare con un’adeguata attività motoria. Si considera sedentaria una persona che non raggiunge almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata (o equivalente), soglia minima indicata per ottenere benefici cardiovascolari e metabolici.
- Fumo di sigaretta: è uno dei fattori più importanti nel determinare il rischio cardiovascolare. Le sostanze tossiche contenute nel tabacco, infatti, danneggiano la parete dei vasi sanguigni e favoriscono lo sviluppo di aterosclerosi. Smettere di fumare riduce significativamente il rischio già dopo pochi anni.
- Ipertensione arteriosa: la pressione arteriosa elevata danneggia progressivamente arterie, cuore e altri organi, tra cui i reni. È uno dei principali fattori di rischio per infarto e ictus. La sedentarietà contribuisce al suo sviluppo, mentre uno stile di vita attivo aiuta a prevenirla e controllarla.
- Colesterolo elevato: maggiore è la concentrazione di colesterolo non HDL, più alto è il rischio cardiovascolare, perchè può depositarsi nelle pareti arteriose formando placche aterosclerotiche L’inattività fisica favorisce profili lipidici sfavorevoli.
- Diabete: soprattutto se non ben controllato, accelera i processi aterosclerotici e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari. Sedentarietà e sovrappeso rappresentano fattori chiave nello sviluppo della malattia. L’attività fisica favorisce invece il controllo del peso corporeo e un miglior controllo della glicemia.
- Obesità: è spesso associata a ipertensione, diabete ed elevati livelli di colesterolo, contribuendo allo sviluppo dell’aterosclerosi e aumentando il rischio di infarto e ictus. La sedentarietà e un’alimentazione non equilibrata rappresentano le principali cause dell’obesità. Anche una riduzione moderata del peso corporeo può portare benefici significativi, migliorando i parametri metabolici e riducendo il rischio cardiovascolare complessivo.
Cuore: quanta e quale attività fisica praticare
L’attività fisica regolare, ovvero un movimento moderato e costante, ha dimostrato di esercitare un effetto protettivo cardiovascolare efficace, riducendo la mortalità cardiovascolare, e di contribuire al benessere generale, dalla salute mentale alla qualità del sonno.
Un aspetto fondamentale è che non è mai troppo tardi per iniziare e si possono ottenere benefici significativi iniziando gradualmente un’attività fisica regolare, anche dopo anni di sedentarietà. Il cuore, infatti, mantiene una buona capacità di adattamento anche in età avanzata e non è necessario essere atleti: fare le scale, camminare invece di usare l’auto e integrare il movimento nelle attività quotidiane sono sane abitudini che contribuiscono alla salute cardiovascolare.
Le raccomandazioni indicano che per ottenere benefici cardiovascolari è sufficiente praticare un’attività fisica moderata regolare (camminata veloce, bicicletta) di almeno 150 minuti a settimana oppure 75 minuti di attività intensa (corsa, nuoto, sport di squadra). A ogni età, la regolarità è più importante dell’intensità dell’attività fisica.
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