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Curling: cos’è?

Il curling è uno sport olimpico su ghiaccio che prevede lo scivolamento e il lancio di pietre di granito di circa 20 kg verso un bersaglio circolare. Nonostante l’apparente tranquillità, le posizioni da assumere nel curling e il carico asimmetrico sugli arti inferiori, possono causare infortuni da sovraccarico. 

Ne parliamo con il dottor Federico D’Amario, Responsabile dell’Unità Operativa di Protesica di anca e di ginocchio di Humanitas San Pio X.

Cos’è il curling e come si gioca?

Il curling è uno sport a squadre antico, nato in Scozia e inserito tra gli sport olimpici nel 1924 con l’evento maschile. Il campo di gioco (sheet) è una lunga pista di ghiaccio su cui a ogni estremità è tracciata un’area bersaglio detta “house”, o “casa”, composta da cerchi concentrici che aiutano a identificare il centro, detto “tee” o “button”. 

Ogni squadra è composta da quattro giocatori, con ruoli definiti, che lancia due pietre per ogni mano (end). Una partita consiste tipicamente in 10 mani per eventi maschili e femminili; per il doppio misto, invece, si giocano 8 end e ogni squadra lancia cinque pietre per end

Lo scopo è collocare le proprie pietre più vicine possibile al centro della house rispetto a quelle avversarie: si assegnano dei punti per ogni stone più vicina al centro rispetto alla migliore stone dell’avversario, purché entro il perimetro della house. Al termine dell’ultimo end vince la squadra con il maggior numero di punti; in caso di parità si gioca un extra end. 

Il lancio (delivery) della pietra avviene con una spinta a cui viene impressa una rotazione (curl) che fa curvare la traiettoria della pietra e poi lasciata scivolare sul ghiaccio. Dopo il lancio, due membri della squadra spazzolano (sweep) il ghiaccio davanti alla pietra per sciogliere leggermente la superficie di ghiaccio e formare un velo d’acqua che riduce l’attrito, permettendo alla pietra di viaggiare più lontano e in traiettoria più stabile. Il momento, la pressione e la durata della spazzolata influenzano traiettoria e rotazione. 

Curling: infortuni più frequenti

Infortuni e cause 

Una partita di curling può sembrare poco fisica, ma può esporre gli atleti a infortuni soprattutto da sovraccarico o da movimenti ripetuti. In particolare, le azioni del curling che possono aumentare il rischio di infortuni sono:

  • la posizione di lancio (delivery): il giocatore assume una posizione curva simile a un affondo profondo, con una gamba carica e l’altra scivolante, che comporta estrema flessibilità e stabilità di ginocchio, anca e colonna vertebrale. Tra gli infortuni più frequenti associati al lancio ci sono dolori lombari, tendiniti dell’anca e del ginocchio, sindrome femoro-rotulea, distorsione del ginocchio.
  • la spazzolata ripetuta (sweeping): richiede movimenti intensi e ripetuti di spinta con la scopa, coinvolgendo spalle, gomiti, polsi, schiena e anche gli arti inferiori per mantenere equilibrio su ghiaccio. Gli infortuni più comuni sono le tendiniti da sovraccarico al polso e alla cuffia dei rotatori.

Infine, come in tutti gli sport, allenamenti, gare o sessioni di gioco ravvicinate senza adeguato recupero, aumentano il rischio di lesioni da uso eccessivo (overuse).

Curling: i trattamenti

I sintomi tipici del sovraccarico funzionale sono: 

  • dolore localizzato che compare dopo la partita o nelle ore successive
  • gonfiore e arrossamento dell’articolazione colpita
  • limitazione del movimento, specie del ginocchio, con riduzione della flessione/estensione dell’articolazione, rigidità, difficoltà nel caricare peso, debolezza muscolare, sensazione di instabilità.

Con questi sintomi è importante rivolgersi a uno specialista in ortopedia per la valutazione dell’entità della lesione – anche con esami diagnostici come ecografia e RMN – e iniziare la terapia appropriata.

In genere, alla comparsa del dolore è importante fermarsi dall’attività fisica, applicare il ghiaccio e comprimere l’arto con una fascia elastica. Se è presente anche gonfiore, è necessario elevare l’arto sollevato per ridurre l’edema.

In caso di tendiniti, distorsioni, dolori muscolo-scheletrici da sovraccarico, il trattamento è di fisioterapia con un programma di rinforzo muscolare e stabilizzazione, massaggi miofasciali e, se indicato dal medico, anche terapie fisiche. In caso di lesioni articolari o legamentose più gravi, il trattamento dipende dalla valutazione clinica, ma in genere, la terapia è conservativa con fisioterapia, rinforzo muscolare, farmaci antinfiammatori e infiltrazioni, se necessarie.

Prima di tornare a praticare il curling, è necessario che il medico valuti il pieno recupero muscolare e articolare, per evitare recidive e danni cronici.In caso di trauma acuto (caduta, distorsione, sospetta frattura), è necessaria una valutazione specialistica immediata, con eventuali esami strumentali (radiografia, ecografia, risonanza) per definire l’entità e indirizzare la terapia.

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