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Dermatite allergica da contatto: cos’è e come riconoscerla

Arrossamento, prurito, pelle secca o irritata dopo aver utilizzato un cosmetico, indossato un gioiello o maneggiato un detergente, sono sintomi di una dermatite allergica da contatto spesso causata da una o più sostanze di uso comune. Il patch test è l’esame che si utilizza per riconoscere l’allergene e impostare una terapia adeguata.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Giovanni Paoletti, allergologo di Humanitas San Pio X.

Dermatite allergica da contatto: di cosa si tratta

Con il termine dermatite allergica da contatto si intende una reazione immunologica verso una sostanza che normalmente è innocua. Il sistema immunitario delle persone che si sono già sensibilizzate all’allergene, al contatto con una determinata sostanza reagisce attivando un processo infiammatorio cutaneo. 

Le dermatiti allergiche da contatto sono piuttosto comuni nella popolazione generale, spesso associate all’uso di cosmetici, profumi o prodotti per la cura personale, oppure materiali (ad esempio il lattice dei guanti) o sostanze chimiche in alcune professioni. Le aree del corpo più di frequente coinvolte sono quelle maggiormente esposte agli allergeni o agli irritanti, come mani, viso e pieghe cutanee, ma anche ascelle o inguine, soprattutto nei bambini. 

I sintomi della dermatite da contatto

Il sintomo caratteristico della dermatite allergica da contatto è il prurito cutaneo, spesso accompagnato da

  • arrossamento della pelle
  • secchezza
  • desquamazione

in alcuni casi anche comparsa di vescicole o eczema, gonfiore o irritazione localizzata.
Se la reazione persiste nel tempo, la pelle può diventare più spessa, secca e fissurata. 

Fattori predisponenti

Come per molte patologie allergiche, anche per la dermatite da contatto esiste spesso una predisposizione individuale a sviluppare sensibilità e allergie. 

Alcuni fattori possono inoltre contribuire alla comparsa o al peggioramento dei sintomi, come ad esempio lo stress, che non rappresenta una causa diretta ma può influenzare il sistema immunitario e favorire l’insorgenza delle manifestazioni cutanee. 

Quando rivolgersi allo specialista?

Prurito e arrossamento della pelle non sempre indicano una dermatite allergica, ma quando i sintomi persistono o tendono a ripresentarsi è consigliabile una valutazione specialistica.

Il continuo prurito, infatti, può portare a grattarsi danneggiando, nel tempo, la barriera cutanea e facilitando l’ingresso di microrganismi che aumentano il rischio di infezioni della pelle. In questi casi è spesso consigliata la valutazione combinata di allergologo e dermatologo e l’esecuzione di esami quali il patch test, per identificare ed evitare l’allergene responsabile.

Il test consiste nell’applicazione sulla schiena di cerotti con delle cellette contenenti diverse sostanze potenzialmente allergizzanti tra cui:

  • metalli come nichel, cromo e cobalto
  • conservanti e additivi
  • profumi e ingredienti cosmetici
  • componenti di detersivi e detergenti
  • lattice e materiali in gomma. 

I cerotti rimangono sulla pelle per 48-72 ore e successivamente il medico valuta la comparsa di eventuali reazioni cutanee. La dermatite allergica da contatto è infatti una reazione allergica ritardata, che può comparire anche 48-96 ore dopo l’esposizione alla sostanza responsabile. 

Terapia e prevenzione della dermatite allergica

Quando la dermatite è in fase acuta, cioè sono presenti i sintomi, il medico può prescrivere trattamenti locali per ridurre l’infiammazione e il prurito con creme a base di cortisone, prodotti lenitivi, creme emollienti e idratanti particolarmente utili perché aiutano a ripristinare la barriera cutanea e a prevenire nuove irritazioni.

La cura della pelle ed evitare i prodotti e sostanze che contengono l’allergene sono azioni che possono aiutare a ridurre il rischio di successive irritazioni e dermatiti.

Allergologie E Immunologia Clinica

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