Dopo il parto accade di frequente di sentirsi sola, stanca, disorientata e con l’impressione di dover essere già brava in qualcosa che non si è mai fatto prima. Da questa osservazione clinica nasce MAMA che emozioni, un laboratorio esperienziale in tre incontri dedicato alle neomamme nel post parto.
Ne parliamo con la dottoressa Maria Antonietta Martinoli, Responsabile del Servizio di Psicopatologia Perinatale del Punto Nascita di Humanitas San Pio X.
Sentirsi sola dopo il parto
Se in gravidanza ci si sente al centro dell’attenzione, con tante attività, corsi, visite e controlli, nel post parto ci si ritrova sole con un neonato, e con la sensazione di potercela fare o di non farcela affatto.
A questo si può aggiungere la sensazione di perdita di identità, in molti casi sottovalutata, poiché spesso le donne che hanno lavorato fino a pochi giorni prima del parto, si ritrovano da un momento all’altro senza la struttura, la competenza professionale, il riconoscimento sociale a cui erano abituate. È come se quella parte di sè svanisse, lasciando la sensazione di solitudine e perdita di identità.
MAMA che emozioni!
MAMA che emozioni! è un laboratorio di confronto tra donne che vivono lo stesso identico momento, il post parto e, anche, nello stesso ospedale. Nel post parto ci si sente fragili, come se si fosse su un terreno sconosciuto. Trovarsi in un piccolo gruppo con altre mamme e altri neonati permette di osservare, di apprendere attraverso il confronto con altre mamme, di capire che non si è sole e, certamente, non si è l’unica neomamma ad affrontare queste emozioni.
I tre incontri
Il percorso è strutturato in tre sessioni progressive:
- Il primo incontro è dedicato alla conoscenza reciproca e al sostegno del gruppo. È un luogo dove l’esperienza del parto può essere messa in parole, permettendo di fare emergere le emozioni: la sensazione di aver superato qualcosa di grande, oppure un senso di inadeguatezza, o ancora qualcosa di irrisolto. È uno spazio per nominare quello che spesso non viene detto.
- Il secondo incontro sposta il focus sul bambino. Come si leggono i suoi segnali, come si impara a sintonizzarsi su quello che, non il neonato dei manuali o dei social, ma il proprio bambino sta comunicando in quel momento. Imparare ad ascoltare a partire da sé stesse, e poi verificarlo sul bambino, costruisce piano piano un senso di competenza, e il proprio ruolo di madre in base al proprio bambino.
- Il terzo incontro è dedicato alla coppia, e si svolge con la presenza del partner. Diventare genitori non è solo l’arrivo di un figlio, ma significa anche trasformazione di un equilibrio a due in uno a tre. La coppia può arrivare al parto molto affaticata o molto solida, ma in ogni caso si modifica. Subito dopo il parto gli occhi di entrambi sono sul bambino, ed è normale; questo però può generare la sensazione che la coppia sia scomparsa. Il terzo incontro serve a reinvestire su quel legame a due, a guardarlo come nuovo.
A chi è rivolto
Il laboratorio è pensato per le donne nelle prime settimane dopo il parto, idealmente entro i primi due-tre mesi dalla nascita. La presenza del neonato durante le sessioni è parte integrante del percorso.
In Humanitas San Pio X è presente un’équipe di psicologia e psicopatologia perinatale, composta da un team multidisciplinare di specialisti in psicologia, psicoterapia e psichiatria, che si prende cura del benessere psicologico della donna e della coppia. Il supporto è pensato lungo l’intero percorso di maternità: dagli incontri di accompagnamento alla nascita in gravidanza ai colloqui nel post parto durante il ricovero in ospedale. È disponibile inoltre un percorso ambulatoriale di psicologia perinatale.
Per approfondimenti sui servizi e l’equipe di psicologia e psicopatologia perinatale → visita la pagina dell’ambulatorio
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