COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 6951 1
PRENOTAZIONE SSN
+39 02 6951 6000

LUNEDì – VENERDì
dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 14 alle 16.30
SABATO CHIUSO

PRENOTAZIONE PRIVATI, ASSICURATI, CONVENZIONATI
+39 02 69 51 7000

LUNEDì – VENERDì
dalle 8.00 alle 19.00
SABATO - dalle 08.00 alle 13.00

PRENOTAZIONE PRELIEVI
02 69517000

Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

HUMANITAS PER LEI
+39 02 69 51 5151

Dal lunedì al venerdì
Privati, Assicurati e Convenzionati
dalle 9 alle 17

SSN dalle 10:30 alle 17

CENTRO PRIMO INTERVENTO ORTOPEDICO

Dal lunedì alla domenica
Dalle 8.00 alle 20.00

+39 02 69 51 5555

Il servizio è effettuato in regime privato.

Esofago di Barrett: cos’è e come si cura con la radiofrequenza

L’esofago di Barrett è una trasformazione pre tumorale della mucosa esofagea, associata principalmente alla malattia da reflusso gastroesofageo cronico, che aumenta il rischio di progressione verso adenocarcinoma esofageo. La diagnosi precoce attraverso endoscopia con biopsie è essenziale per identificare precocemente i cambiamenti nella mucosa e, quando presenti, tecniche di ablazione termica come la radiofrequenza rappresentano strumenti terapeutici efficaci per eliminare il tessuto anomalo e ridurre il rischio di evoluzione maligna. 

Ne parliamo con i professionisti di Humanitas San Pio X, la professoressa Roberta Maselli, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, e il dottor Luciano Guerra, specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Cos’è l’esofago di Barrett?

L’esofago di Barrett è un’alterazione pre tumorale di un segmento dell’esofago esposto ripetutamente agli acidi provenienti dallo stomaco. In condizioni di salute, l’esofago è rivestito da un epitelio squamoso protettivo che, nell’esofago di Barrett, cambia in cellule più simili a quelle della mucosa intestinale (metaplasia). Il cambiamento nella tipologia di cellule deriva dalla risposta dell’organismo all’aggressione acida causata dalla malattia da reflusso gastroesofageo, una condizione in cui i succhi gastrici risalgono costantemente dallo stomaco verso l’esofago per via di un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore.

In genere, le lesioni tipiche dell’esofago di Barrett non danno sintomi specifici oltre a quelli associati al reflusso gastrico, come:

  • frequente bruciore retrosternale
  • difficoltà nella deglutizione
  • dolore toracico
  • tosse persistente.

Tuttavia, in caso di sintomi da reflusso è raccomandato rivolgersi allo specialista per escludere la presenza di lesioni e, se già presenti, prevenire la progressione a quelle alterazioni cellulari che preludono allo sviluppo di un adenocarcinoma esofageo, un tumore con prognosi spesso infausta. Per identificare tali alterazioni si effettua la gastroscopia (EGDS), per visualizzare direttamente la mucosa sospetta anche mediante l’ausilio di colorazioni virtuali che permettono lo studio cellulare, con biopsie, prelevando campioni per l’analisi citologica. 

Nelle fasi iniziali, il monitoraggio periodico delle lesioni precancerose dell’esofago di Barrett, attraverso esami endoscopici è spesso sufficiente per seguire l’evoluzione della condizione. Tuttavia, quando vengono identificate alterazioni cellulari pretumorali o la displasia è indicata una terapia più attiva, come ad esempio l’ablazione con radiofrequenza, per ridurre il rischio di progressione verso il tumore dell’esofago. 

Ablazione con radiofrequenza: cos’è e quando è indicata? 

In casi selezionati, una delle tecniche più consolidate è l’ablazione con radiofrequenza (Radiofrequency Ablation – RFA), una forma di ablazione termica che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere in modo controllato il tessuto atipico dell’esofago di Barrett. Pur essendo efficace nell’eliminare il tessuto anomalo, l’ablazione con radiofrequenza non elimina il reflusso gastroesofageo che è la causa dell’esofago di Barrett. Pertanto, il trattamento con radiofrequenza è in genere associato a terapie specifiche per la gestione del reflusso come modifiche dello stile di vita, farmaci anti-acido e, in alcuni casi selezionati, trattamenti endoscopici volti a rafforzare lo sfintere esofageo inferiore o ridurre il reflusso biliare e acido.

L’ablazione con radiofrequenza è una procedura endoscopica che prevede l’introduzione di un catetere endoscopico dotato di un elettrodo a radiofrequenza nell’esofago attraverso il canale operativo del gastroscopio e, mediante energia termica (calore), l’induzione della necrosi controllata del tessuto anomalo preservando le strutture circostanti. 

Si tratta di una procedura effettuata in sedazione, la cui durata è di circa 15-30 minuti, ripetibile se necessario, e prevede un controllo programmato post procedura per valutare l’eventuale presenza di residui di Barrett o di nuove aree da trattare. Dopo il trattamento, è possibile riprendere a mangiare gradualmente. Sono raccomandati controlli con endoscopie programmate perché l’esofago di Barrett può recidivare o persistere in aree non trattate, e la sorveglianza consente di trattare prontamente eventuali nuove alterazioni cellulari. 

Chirurgia Generale

Visite ed esami

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
Torna su