La presenza di fibromi uterini è molto comune nella popolazione femminile. Si tratta di una patologia benigna spesso diagnosticata durante la visita ginecologica di controllo, per la presenza di sintomi o, in alcuni casi, per una gravidanza che non arriva.
Ne parliamo con il dottor Tommaso Bignardi, Responsabile di Ostetricia e Ginecologia in Humanitas San Pio X.
Quali sono i sintomi dei fibromi uterini?
I sintomi dei fibromi uterini, chiamati anche miomi, possono variare sulla base di diversi fattori, tra cui la dimensione, numero di fibromi, e la zona dell’utero in cui si formano. I fibromi possono infatti formarsi nella cavità uterina, nello spessore della parete dell’utero o sulla sierosa, la superficie dell’utero.
In generale, la presenza di fibromi all’utero può manifestarsi con:
- disturbi mestruali
- mestruazioni ravvicinate
- con flussi abbondanti (menometrorragie)
- perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra
- dolore pelvico cronico
- dismenorrea, ovvero mestruazioni dolorose
- frequente bisogno di urinare
- mal di schiena.
In molti casi, però, la presenza di fibromi è del tutto asintomatica, tanto che la donna che desidera avere una gravidanza, potrebbe non essere a conoscenza della presenza di fibromi.
Fibromi: è possibile avere una gravidanza?
La presenza di fibromi uterini non ostacola in genere la gravidanza, a meno che si tratti di fibromi nella cavità uterina o nella parete, specie se di grosse dimensioni. In questi casi, i fibromi possono essere la causa di una gravidanza che non arriva perché possono ostacolare l’impianto dell’ovocita fecondato e quindi il concepimento.
Pertanto, se la gravidanza è avviata, è bene sapere che i fibromi in genere non sono pericolosi per la crescita e per la salute del bambino, e che la gravidanza può essere portata a termine senza problemi. In alcuni casi, però, i fibromi possono contribuire a ridurre la crescita del feto o causare dolore, contrazioni uterine, parto prematuro, presentazione fetale podalica e quindi parto cesareo, e aumentare il rischio di abortività ripetuta.
Fibromi uterini e gravidanza: la fase del parto
Al momento del parto, i fibromi possono ostacolare il travaglio se si trovano nel canale del parto, oppure possono provocare un’aumentata perdita di sangue, specie in caso di taglio cesareo.
Intervenire per rimuovere i fibromi durante il taglio cesareo in genere non è indicato perché può aumentare le probabilità di avere maggior dolore e perdite di sangue nel post operatorio, allungando i tempi di recupero. Nella maggior parte dei casi, dopo la gravidanza i fibromi tendono a tornare alla situazione pre-gravidanza.
Fibromi uterini: è sempre necessaria la chirurgia?
La visita ginecologica di controllo permette di diagnosticare la presenza di fibromi e, in caso di pianificazione di una gravidanza, mettere in atto le terapie più adeguate. Infatti, proprio perché i fibromi uterini sono formazioni molto frequenti, non sempre è necessaria la chirurgia, sebbene sia la scelta terapeutica prevalente in caso di sintomi importanti che influenzano negativamente la qualità di vita della persona. Esistono infatti altre opzioni di trattamento disponibili, anche di tipo radiologico o farmacologico, che vanno a ridurre i sintomi e in alcuni casi anche le dimensioni dei fibromi.
La terapia medica trova più spesso indicazione nelle donne in età più avanzata, perimenopausale, come terapia ponte prima della menopausa che è una fase della vita in cui i fibromi tendono naturalmente a ridursi e riassorbirsi.
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