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Gastrite: sintomi e alimentazione

La gastrite è una condizione molto comune caratterizzata dall’infiammazione della mucosa gastrica, che può manifestarsi con bruciore o dolore epigastrico, senso di pesantezza dopo i pasti, nausea e gonfiore addominale. Nella maggior parte dei casi è legata a pasti abbondanti o a periodi di stress e tende a risolversi spontaneamente. Tuttavia, alcune abitudini alimentari e stili di vita possono favorirne la comparsa o il peggioramento dei sintomi.

Ne parliamo con la dottoressa Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas San Pio X.

Gastrite: sintomi e cause

La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica che può comparire o riacutizzarsi in presenza di diversi fattori, tra cui l’infezione da Helicobacter pylori, l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), il consumo eccessivo di alcol e il fumo di sigaretta. In alcuni casi, anche un’alimentazione sbilanciata può contribuire al peggioramento della gastrite. 

In particolare, la nicotina stimola la secrezione acida e riduce il flusso sanguigno della mucosa gastrica e duodenale, rendendo lo stomaco più vulnerabile e rallentando i processi di guarigione delle lesioni gastriche, mentre l’alcol aumenta la produzione di acido cloridrico e compromettendo la funzione protettiva della mucosa.

Nella maggior parte dei casi i sintomi gastrici si attenuano nel giro di pochi giorni, soprattutto se si adottano alcune attenzioni quotidiane. Durante la fase acuta è consigliabile ridurre o evitare temporaneamente caffè e tè, cioccolato, spezie piccanti o molto aromatiche, menta, condimenti ricchi di grassi, cibi fritti e alimenti precotti. Se però il bruciore allo stomaco e gli altri disturbi persistono oltre una o due settimane, oppure se sono particolarmente intensi o ricorrenti, è opportuno rivolgersi al medico. 

Sintomi simili a quelli della gastrite possono infatti essere presenti anche in altre condizioni, come reflusso gastroesofageo, ernia iatale, esofagite, ulcera gastrica o duodenale e alterazioni della motilità dello stomaco e dell’esofago. 

Alimentazione e gastrite

Quando la mucosa gastrica è irritata, la revisione delle abitudini alimentari è uno dei primi interventi consigliati: ad esempio, è preferibile evitare pasti abbondanti e ricchi di grassi, soprattutto nelle ore serali, e non coricarsi subito dopo aver mangiato.

Dal punto di vista nutrizionale, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato che un’alimentazione ricca di fibre, in particolare di fibre solubili presenti in avena, legumi, orzo e in alcune varietà di frutta e verdura, è associata a un rischio ridotto di ulcera duodenale. Frutta e verdura di stagione, crude o cotte, possono essere consumate regolarmente, prestando attenzione a limitare alcuni alimenti potenzialmente irritanti, come cavoli, cavolfiori, broccoli, pomodori e agrumi. Sono indicati anche il pesce e le carni bianche, preferibilmente cucinati in modo semplice e con un uso moderato di condimenti.

Un’adeguata idratazione è importante per favorire la digestione: acqua anche ai pasti, e tisane, distribuite nell’arco della giornata, possono contribuire ad alleviare i sintomi. Alcuni infusi, come quelli a base di camomilla, finocchio, malva, valeriana o melissa, possono avere un effetto lenitivo sulla mucosa gastrica. È invece consigliabile evitare le tisane alla menta, che in alcune persone possono accentuare il bruciore. Alcune evidenze suggeriscono che il consumo regolare di tè verde possa essere associato a una riduzione del rischio di gastrite, probabilmente grazie alle proprietà antiossidanti e antibatteriche delle catechine.

Biologia Applicata Alla Scienza Della Nutrizione

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