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Gastroenterite: come riconoscerla e come affrontarla

Dolori addominali, nausea, vomito e diarrea sono alcuni dei più comuni sintomi legati alla gastroenterite, un’infiammazione a carico della mucosa dello stomaco e del tenue, il tratto iniziale dell’intestino. La gastroenterite può essere dovuta a tossinfezioni batteriche e infezioni virali, ma anche ad alterazioni del microbiota intestinale. Se l’infiammazione interessa anche il colon si parla di gastroenterocolite. Sebbene i sintomi siano simili, vi sono alcune peculiarità a seconda della causa scatenante.

Ne parliamo con i professionisti di Humanitas San Pio X, la professoressa Roberta Maselli, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, e il dottor Luciano Guerra, specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Gastroenterite da tossinfezioni batteriche: i sintomi

Tra le 6 e le 72 ore dopo l’ingestione di cibo o acqua contaminati da batteri si possono avvertire: 

  • crampi nel basso ventre, sotto e intorno all’ombelico
  • scariche di diarrea molto frequenti (da 5-6 fino a 15-20 in 24 ore), anche con possibili tracce di sangue
  • febbre
  • nausea
  • vomito
  • brividi. 

La tossinfezione batterica – più comunemente dovuta a campylobacter, escherichia coli o salmonella – determina una gastroenterocolite, con interessamento anche del colon.

Gastroenterite da tossinfezioni batteriche: cosa fare

  • non assumere antidiarroici perché la diarrea aiuta a espellere i batteri e dunque a risolvere l’infezione
  • bere molti liquidi, come integratori salini, tè e tisane
  • seguire una dieta leggera evitando latticini, alcolici o cibi grassi 

Se in un paio di giorni la sintomatologia non tende a regredire, compaiono sintomi da disidratazione o la diarrea si accompagna a tracce di sangue o con presenza di febbre alta è bene recarsi dal medico. Grazie a un esame delle feci sarà infatti possibile identificare il batterio responsabile e procedere a un’eventuale cura antibiotica.

Gastroenterite virale: i sintomi

Comunemente chiamata influenza intestinale, la gastroenterite di origine virale si può manifestare anche dopo 12-48 ore dall’assunzione virale con: 

  • diarrea frequente (da 5-6 scariche fino a 15-20 in 24 ore)
  • febbre inferiore ai 38° C
  • nausea
  • vomito
  • mancanza di appetito
  • mal di testa 
  • dolori osteoarticolari e muscolari. 

È tipica della stagione invernale e, a dispetto del nome, non è legata al virus dell’influenza stagionale, ma ad altri virus come norovirusadenovirus e rotavirus (quest’ultimo soprattutto nei bambini).

Gastroenterite virale: cosa fare

  • evitare gli antidiarroici
  • assumere molti liquidi  
  • se necessario, assumere farmaci di automedicazione per contrastare mal di testa, febbre e dolori. 

In genere i disturbi si risolvono spontaneamente in 3-5 giorni; in caso contrario è bene consultare il medico. 

Alterazione del microbiota intestinale 

I sintomi – diarrea con numerose scariche o stipsi, lieve mal di pancia e raramente febbre – sono legati a un’alterazione (disbiosi) dell’equilibrio dei batteri e altri microrganismi del microbiota intestinale, composto in genere da lattobacilli e bifidobatteri, e da alcuni ceppi più aggressivi come l’Escherichia coli. La disbiosi può verificarsi per diversi motivi, tra cui un momentaneo cambio di abitudini, come avviene per esempio nel caso di un viaggio all’estero o in seguito a una cura antibiotica.

Cosa fare in caso di alterazione del microbiota intestinale 

In genere la situazione si risolve in un paio di giorni, durante i quali è raccomandato:

  • bere molto per reintegrare i liquidi persi
  • assumere un farmaco antidiarroico da banco per contrastare le scariche solo se necessario
  • assumere probiotici (bifidobatteri o lattobacilli) che aiutano a riequilibrare la flora.

In tutti i casi, se i sintomi non passano è importante rivolgersi al medico.

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