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Gravidanza e cambiamenti della pelle

Durante la gravidanza la pelle può andare incontro a numerosi cambiamenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni fisiologiche, legate agli ormoni, che regrediscono spontaneamente dopo il parto. In altri casi, invece, possono richiedere una valutazione specialistica.

Ne parliamo con il dottor Salvatore Rini, dermatologo di Humanitas San Pio X.

Perché la pelle cambia in gravidanza?

Le modificazioni cutanee in gravidanza sono molto frequenti: si stima che fino al 90% delle donne presenti almeno un cambiamento della pigmentazione (il colore) della pelle a causa degli ormoni. In particolare estrogeni e progesterone aumentano in modo significativo in gravidanza, influenzando direttamente l’attività dei melanociti, le cellule responsabili della pigmentazione. A questo si aggiungono cambiamenti del sistema immunitario, adattamenti vascolari e la progressiva distensione dei tessuti dovuta alla crescita dell’addome.

Quali sono i cambiamenti cutanei in gravidanza?

  • Aumento della pigmentazione
    Uno dei cambiamenti cutanei più comuni è l’aumento della pigmentazione (iperpigmentazione), che coinvolge la regione genitale, i capezzoli, le ascelle e la linea alba che può diventare più scura fino a formare la cosiddetta linea nigra. 

    L’alterazione della colorazione cutanea avviene per effetto della stimolazione dei melanociti da parte degli ormoni, ma è una condizione fisiologica e reversibile, che tende a regredire spontaneamente nei mesi successivi al parto.
  • Melasma o maschera gravidica
    Il melasma è una forma localizzata di iperpigmentazione del volto che compare soprattutto su fronte, guance e labbro superiore, causato dalle variazioni ormonali. Sebbene possa manifestarsi anche al di fuori della gravidanza, ad esempio nelle donne che assumono contraccettivi orali, durante la gestazione il melasma è particolarmente frequente.

    I trattamenti specifici vengono generalmente rimandati al post parto, mentre è fondamentale la prevenzione proteggendo la pelle dal sole con filtri ad alto fattore protettivo per evitare che le macchie si intensifichino o diventino persistenti.
  • Smagliature (striae gravidarum)
    Le smagliature sono tra i cambiamenti più visibili e spesso più temuti. Compaiono soprattutto su addome, seno, fianchi e cosce e sono il risultato sia della distensione meccanica della pelle sia delle modificazioni ormonali che alterano le fibre elastiche.

    Nella fase iniziale appaiono rossastre, per poi schiarirsi progressivamente, lasciando una cute più sottile e meno elastica.

    L’applicazione quotidiana di prodotti elasticizzanti associata a un massaggio regolare può contribuire a mantenere la pelle più elastica. I primissimi mesi post parto, quando la smagliatura è ancora in fase di maturazione – cioè quando ancora è rossa – è il timing ideale per ottenere il miglior risultato estetico. Le smagliature più inveterate (biancastre) sono suscettibili di trattamento, ma il risultato può non essere del tutto ottimale.
  • Capelli e unghie
    Durante la gravidanza, i capelli presentano un aspetto più voluminoso e brillante. Questo fenomeno è dovuto all’aumento dell’estrogeno, il quale possiede capacità trofiche per il capello.

    Nel post partum, in alcune donne, si può osservare una maggiore caduta dei capelli, nota come telogen effluvium, che tende a risolversi spontaneamente in alcuni mesi. È probabilmente dovuto al calo degli estrogeni e alla condizione di stress post partum sia fisico che mentale.

    Le unghie possono apparire più fragili o opache, ma nella maggior parte dei casi si tratta di alterazioni transitorie. Quando i cambiamenti sono marcati o persistenti, è comunque opportuno rivolgersi a uno specialista.
  • Alterazioni vascolari
    Possono comparire piccole alterazioni vascolari come gli angiomi spider, caratterizzati da una tipica forma a raggiera, che tendono a regredire spontaneamente dopo il parto, oppure gli angiomi rubino, che possono persistere nel tempo. Quando rappresentano un problema estetico o clinico, possono essere trattati con tecnologie laser dopo la gravidanza.

    Un discorso a parte meritano le varici venose alle gambe dovute all’ostacolo dell’utero al drenaggio venoso e linfatico degli arti inferiori.
  • Nei
    I nei presenti prima della gravidanza possono subire variazioni durante la gestazione, sia in termini di dimensioni sia di pigmentazione. Sebbene sia un fenomeno fisiologico, richiede un’attenta osservazione di eventuali cambiamenti nella forma, nei bordi o nel colore. 

    In presenza di alterazioni sospette, è raccomandata una valutazione dermatologica: il melanoma, infatti, può inizialmente somigliare a un neo ma ha caratteristiche evolutive diverse e più aggressive. Le lesioni melanocitiche sono, infatti, stimolate dall’azione dell’estrogeno, motivo per cui il melanoma in gravidanza va trattato tempestivamente.

    Un controllo regolare, anche in gravidanza, permette di distinguere i cambiamenti benigni da quelli che necessitano di approfondimento diagnostico.

In caso di patologie della pelle presenti prima della gravidanza, o comparsa di prurito ed eruzioni cutanee, è consigliato rivolgersi al dermatologo per una valutazione specialistica al fine di distinguere i cambiamenti fisiologici da quelli patologici e di individuare le strategie più sicure per la madre e per il bambino.

Esistono dermatosi specifiche della gravidanza, che si manifestano con prurito intenso, eruzioni cutanee o lesioni vescicolari che, anche se rare, richiedono trattamenti specifici. Queste manifestazioni possono essere una spia di qualcosa di più serio che può potenzialmente mettere in pericolo di vita sia la madre che il feto. Per tale motivo, senza creare allarmismi, comunicare tutti i cambiamenti del corpo o stato di salute al medico di fiducia è una buona norma di comportamento da assumere durante la gestazione.

Infine, in gravidanza è sempre consigliabile evitare l’automedicazione, anche quando si tratta di prodotti topici apparentemente innocui.

Dermatologia E Venerologia

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