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Gravidanza extrauterina: sintomi e rischi

La gravidanza extrauterina è una condizione rara ma potenzialmente pericolosa per la salute della donna nelle fasi iniziali della gravidanza. La diagnosi tempestiva, al riconoscimento dei sintomi, permette di prevenire il rischio di rottura della tuba e di emorragia. 

Approfondiamo l’argomento con il dottor Tommaso Bignardi, Responsabile di Ginecologia e Ostetricia in Humanitas San Pio X

Gravidanza extrauterina: cos’è?

Una gravidanza extrauterina (o gravidanza ectopica) si verifica quando l’ovulo fecondato si trova al di fuori dell’utero. In condizioni normali, dopo che l’ovulo è stato fecondato dallo spermatozoo nella tuba, migra nell’utero. In alcuni rari casi, la migrazione non si verifica, dando origine a questo tipo di gravidanza.

Alcuni fattori di rischio della migrazione ritardata o deviata dell’ovulo fecondato verso l’utero sono noti, come ad esempio alterazioni e anomalie anatomiche e congenite, condizioni di tipo infiammatorio o la presenza di endometriosi.

Gravidanza extrauterina: sintomi e rischi

In genere, nella fase iniziale della gravidanza extrauterina il sintomo tipico sono continue perdite vaginali di sangue. Con il passare del tempo, al sanguinamento vaginale può associarsi dolore pelvico e dolore addominale. Nei casi più gravi, a seguito della rottura della tuba e della presenza di versamento di sangue nel peritoneo (emoperitoneo) può sopraggiungere lo shock emorragico, una condizione grave che richiede un trattamento in urgenza in Pronto Soccorso. 

La gravidanza extrauterina è un fattore di rischio di aborto, chiamato aborto tubarico, che avviene già nelle primissime fasi della gravidanza. La diagnosi e il trattamento precoce di una gravidanza extrauterina è però fondamentale al fine di preservare possibilità di future gravidanze. 

La diagnosi di gravidanza ectopica viene rilevata con l’ecografia trans vaginale e con il dosaggio delle HCG, a seguito di un test di gravidanza positivo a 4-6 settimane, a cui però non corrisponde la presenza della camera gestazionale all’interno dell’utero. 

Gravidanza extrauterina: cosa fare?

Quando insorgono dolori o perdite ematiche all’inizio della gravidanza, è necessario contattare il ginecologo curante o recarsi in Pronto Soccorso per una valutazione della gravidanza e per la diagnosi di un’eventuale gravidanza extrauterina. In questo modo è possibile prevenire situazioni di urgenza come l’emoperitoneo. 

Infatti, la diagnosi precoce di gravidanza extrauterina permette di ridurre il rischio di rottura della tuba, e quindi di emorragia per la donna, e intervenire con la somministrazione di terapia farmacologica a base di acido tranexamico, che ha lo scopo di ridurre il rischio di sanguinamento.

In altri casi, il trattamento può prevedere la chirurgia ginecologica laparoscopica per la rimozione della tuba interessata (salpingectomia) o la rimozione della gravidanza ectopica. 

Aggiornamento: maggio 2026
Online: ottobre 2023

Ginecologia E Ostetricia

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