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Infezioni urinarie in gravidanza: come prevenirle?

Le infezioni urinarie in gravidanza sono frequenti ma spesso prevedibili con semplici accorgimenti quotidiani e controlli regolari. In caso di sintomi sospetti, il consulto con lo specialista consente una diagnosi e un trattamento sicuri per mamma e bambino.

Ne parliamo con il dottor Tommaso Bignardi, Responsabile di Ostetricia e Ginecologia e con il dottor Davide Golino, ginecologo di Humanitas San Pio X.

Infezione urinaria: sintomi ed esami

Durante la gravidanza, alcuni cambiamenti fisiologici possono favorire la comparsa di infezioni urinarie: gli ormoni in circolo rallentano la motilità dell’apparato urinario e l’aumento di volume dell’utero può provocare un parziale ristagno di urina, creando un ambiente favorevole alla proliferazione batterica. 

È importante contattare il medico o il ginecologo se compaiono sintomi tipici di infezione urinaria, quali:

  • Bruciore durante la minzione
  • Stimolo urgente e frequente di urinare
  • Urine torbide o con odore intenso
  • Dolore o pesantezza al basso ventre.

Anche quando non causano sintomi evidenti, le infezioni delle vie urinarie possono aumentare il rischio di complicanze, come parto pre-termine o rottura prematura delle membrane. Per questo motivo, nelle prime fasi della gravidanza è opportuno eseguire esami delle urine e, se indicato, urinocoltura per identificare eventuali batteri responsabili prima che l’infezione si manifesti con segni clinici, così da pianificare una terapia sicura ed efficace per la gestante. In gravidanza una diagnosi tempestiva, infatti, permette di intervenire con trattamenti mirati prima che l’infezione si estenda o causi complicanze. 

Come prevenire le infezioni urinarie in gravidanza

  1. Idratazione adeguata
    Bere acqua in quantità sufficiente – almeno 1,5–2 litri di liquidi al giorno, salvo diversa indicazione medica – favorisce una diuresi regolare e aiuta a mantenere pulita l’uretra, riducendo la possibilità che i batteri risalgano verso la vescica.
  2. Igiene intima corretta
    Lavaggi delicati, all’alto verso il basso (dalla vagina verso l’area anale), aiutano a ridurre il trasferimento di batteri intestinali nella regione uretrale. È importante evitare detergenti aggressivi e preferire prodotti neutri o specifici consigliati dal ginecologo.
  3. Non trattenere l’urina
    Tenere la vescica “piena” per molte ore favorisce il ristagno delle urine, condizione che può facilitare la moltiplicazione batterica. Andare in bagno regolarmente e svuotare completamente la vescica è quindi un gesto semplice ma efficace.
  4. Cura dell’intestino
    Disturbi intestinali come stitichezza o diarrea possono aumentare il rischio di contaminazione batterica nelle vicinanze dell’orifizio uretrale. Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e fibre, può aiutare a mantenere regolare l’alvo e a ridurre questo rischio.
  5. Abbigliamento e tessuti
    Indossare biancheria intima in fibre naturali e non eccessivamente aderente aiuta a mantenere la pelle asciutta e limita l’ambiente favorevole alla proliferazione di batteri.
Ginecologia E Ostetricia
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