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Malattie cardiovascolari: come affrontare il caldo?

Nelle persone che soffrono di patologie cardiovascolari, afa, alte temperature e umidità possono alterare l’equilibrio della terapia e scatenare complicanze.

Ne parliamo con il dottor Gianluca Ruffin, Responsabile di Cardiologia di Humanitas San Pio X.

Caldo e sistema cardiovascolare: cosa accade?

Quando la temperatura esterna sale, il corpo umano attiva una serie di meccanismi fisiologici – tra cui la vasodilatazione periferica – per disperdere il calore in eccesso e mantenere stabile la temperatura interna. Con la vasodilatazione periferica i vasi sanguigni superficiali si dilatano per portare più sangue verso la pelle, dove il calore può essere ceduto all’esterno. Tuttavia, come conseguenza, la pressione arteriosa tende ad abbassarsi (ipotensione). 

In estate e con il caldo, l’insorgenza di alcuni sintomi in chi soffre di una patologia cardiovascolare dovrebbe portare a consultare il proprio medico. In particolare:

  • Stanchezza improvvisa e sproporzionata rispetto all’attività svolta (astenia marcata)
  • Capogiri o sensazione di testa leggera, specie in piedi o dopo movimenti bruschi
  • Palpitazioni, cioè la percezione di un battito cardiaco accelerato, irregolare o che salta (cardiopalmo)
  • Respiro corto (dispnea) anche a riposo o per sforzi minimi
  • Gonfiore agli arti inferiori (edemi), che può segnalare una ritenzione di liquidi
  • Svenimento o sensazione di svenimento 
  • Senso di pressione o dolore al petto, anche diffuso alle braccia o alla mandibola.

In caso di ipertensione, aritmie, malattie coronariche, le alte temperature estive possono richiedere ulteriori controlli, monitoraggio e variazioni temporanee della terapia usuale.

Ipertensione

Nei soggetti sani, l’organismo compensa il calo pressorio senza difficoltà, ma chi assume farmaci per l’ipertensione, ovvero per tenere sotto controllo una pressione arteriosa cronicamente elevata, la riduzione fisiologica della pressione può sommarsi all’effetto dei farmaci, producendo un calo pressorio maggiore di quello atteso dalla terapia. L’ipotensione può manifestarsi con sintomi quali: 

  • stanchezza intensa (astenia)
  • sensazione di testa vuota
  • capogiri
  • sincope, cioè perdita temporanea di coscienza, nei casi più gravi.

In molti casi, la sudorazione intensa causata dal calore e dall’afa estiva può portare a disidratazione, riducendo il volume di liquidi circolanti nel sangue e abbassando ulteriormente la pressione. 

Aritmie 

Per compensare la riduzione del flusso sanguigno causata dalla vasodilatazione periferica, il cuore accelera i propri battiti, aumentando la frequenza cardiaca. Una lieve tachicardia, cioè un battito cardiaco più rapido del normale in risposta al caldo è del tutto fisiologica, ma può aggravare i disturbi del ritmo cardiaco in caso di aritmie.

Inoltre, la perdita di elettroliti attraverso il sudore, in particolare il potassio (ipokaliemia) che ha il ruolo di stabilizzare l’attività elettrica delle cellule cardiache, può favorire la comparsa di aritmie o peggiorare quelle già presenti. In questi casi, il medico può valutare l’opportunità di integrare la dieta con integratori di potassio, sodio e magnesio.

Coronaropatia

In presenza di una patologia coronarica, cioè un restringimento delle arterie che portano sangue al cuore (stenosi coronarica), il freddo invernale tende normalmente a ridurre l’apporto di sangue al muscolo cardiaco attraverso la vasocostrizione. Tuttavia, quando la stenosi è significativa, anche la vasodilatazione tipica dei mesi estivi può determinare una riduzione critica del flusso coronarico, aumentando il rischio di un episodio ischemico, cioè un’interruzione temporanea dell’apporto di ossigeno al cuore.

Cardiomiopatia dilatativa 

In caso di cardiomiopatia dilatativa – malattia in cui il cuore si ingrossa e perde efficienza nel pompare il sangue nel circolo -, la quantità di liquidi da assumere quotidianamente, specie quando il caldo ne aumenta la perdita, va concordata con il medico curante o con il cardiologo di riferimento per prevenire la disidratazione e preservare la funzione cardiaca e renale.

Malattie cardiovascolari: come affrontare il caldo?

  • Evitare di uscire nelle ore più calde, e preferire le passeggiate nelle prime ore del mattino o alla sera. 
  • Scegliere abiti leggeri, e in tessuti naturali e traspiranti. 
  • Non digiunare e privilegiare un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione, alimenti che, oltre a idratare, forniscono sali minerali utili per il cuore. 
  • Evitare di restare a lungo in piedi, posizione che favorisce il ristagno del sangue negli arti inferiori e può accentuare il calo pressorio. 
  • Tenersi lontani da ambienti sovraffollati e surriscaldati. 
  • Bere regolarmente nel corso della giornata, senza attendere lo stimolo della sete, concordando con il proprio medico la quantità giornaliera ottimale in base alla propria condizione clinica.
  • Infine, non modificare autonomamente la terapia farmacologica, ma rivolgersi al medico per qualsiasi aggiustamento del dosaggio, anche temporaneo.

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