La salute cardiovascolare femminile è protetta dagli estrogeni fino alla menopausa, quando calano gli ormoni. Dopo la menopausa, il rischio cardiovascolare nella popolazione femminile cresce fino ad avvicinarsi ai livelli tipici di quella maschile.
Approfondiamo l’argomento con il dottor Gianluca Ruffin, Responsabile di cardiologia di Humanitas San Pio X.
Rischio cardiaco in menopausa: cos’è?
Il rischio cardiaco in menopausa si riferisce all’aumentata incidenza di patologie cardiovascolari che si osserva nelle donne nel periodo successivo alla cessazione dell’attività ovarica: la menopausa. La riduzione progressiva degli estrogeni comporta la perdita di numerosi effetti vasoprotettivi, tra cui la riduzione dell’elasticità delle pareti delle arterie, l’aumento dei valori di colesterolo LDL e la diminuzione di quelli HDL. Contestualmente, le alterazioni del metabolismo favoriscono l’accumulo di tessuto adiposo viscerale (a livello dell’addome), l’infiammazione cronica di basso grado e l’aumento della resistenza insulinica, cioè fattori associati a un maggior rischio di ipertensione, aterosclerosi e coronaropatie.
Inoltre, spesso sono presenti altri fattori di rischio cardiaco che non sono associati alla menopausa, come ad esempio familiarità per patologie cardiache, alimentazione ricca di grassi, consumo di alcol e fumo, sedentarietà, che contribuiscono ad aumentare ulteriormente il rischio di infarto cardiaco, ictus cerebrale e ipertensione arteriosa.
Prevenzione cardiovascolare in menopausa: quando iniziare?
La prevenzione cardiovascolare in menopausa è un approccio basato su controlli cardiologici, gestione dei fattori di rischio (colesterolo, trigliceridi, glicemia, pressione arteriosa) e adozione di uno stile di vita sano, per proteggere il cuore e il sistema vascolare dal rischio di malattia. Astensione dal fumo di sigaretta, alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica, controllo del colesterolo e del peso corporeo sono abitudini da adottare fin da giovani, per allontanare il rischio di aterosclerosi, ovvero l’accumulo di depositi di grasso all’interno delle arterie.
Tuttavia, diventa ancora più importante adottare stili di vita sani e un approccio preventivo alle patologie cardiovascolari durante il periodo della transizione alla menopausa, soprattutto in presenza di familiarità per cardiopatie e valvulopatie. L’obiettivo è ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari in questa fase della vita.
Esami per la prevenzione del rischio cardiaco
Per la prevenzione delle malattie cardiovascolari in menopausa è importante la valutazione e lo studio della salute e del funzionamento del cuore e del sistema vascolare eseguendo la visita cardiologica con elettrocardiogramma, per quantificare correttamente il profilo di rischio cardiovascolare e valutare la necessità di eventuali approfondimenti diagnostici.
Aggiornamento: gennaio 2026
Online: ottobre 2024
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