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Menopausa: cosa significa prevenzione del rischio cardiaco?

Per prevenzione del rischio cardiaco si intende l’insieme degli stili di vita, dieta, esami e controlli specifici che hanno l’obiettivo di preservare l’integrità del sistema cardiaco e vascolare. La menopausa espone le donne a una maggiore vulnerabilità verso le patologie cardiovascolari.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Gianluca Ruffin, responsabile di cardiologia di Humanitas San Pio X.

Cosa si intende per prevenzione del rischio cardiaco?

Per prevenzione del rischio cardiaco si intende l’insieme delle azioni comportamentali (stili di vita, dieta) e delle strategie cliniche (esami e controlli specifici) che hanno l’obiettivo di preservare l’integrità del sistema cardiaco e vascolare. È scientificamente accertato che la prevenzione debba iniziare sin dalla giovane età, adottando stili di vita salutari per contrastare l’insorgenza della patologia aterosclerotica caratterizzata dalla formazione di placche lipidiche all’interno delle arterie (nell’endotelio) e che è alla base del rischio di ictus e infarto.

La prevenzione del rischio cardiovascolare fin da giovani prevede: 

  • astensione dal fumo di sigaretta, anche quelle elettroniche
  • dieta sana ed equilibrata finalizzata al controllo nel sangue dei lipidi (colesterolo, trigliceridi) e del glucosio
  • attività fisica regolare per il mantenimento dell’efficienza cardiaca e dell’elasticità dei vasi sanguigni, e per il controllo del peso corporeo, della glicemia e dei lipidi
  • controlli periodici del peso, della circonferenza addominale e della pressione arteriosa, sulla base dell’età e del rischio individuale.

In menopausa è importante aggiungere controlli specifici per il funzionamento del cuore e del sistema vascolare come: 

Alcuni esami di approfondimento, cambiamenti dello stile di vita e terapie possono essere prescritti in base ai risultati diagnostici e in caso di fattori di rischio (diabete, ipertensione, sovrappeso, tachicardia). 

Rischio cardiaco: perché aumenta in menopausa?

Durante l’età fertile, la salute cardiovascolare femminile è sostenuta dall’azione degli ormoni estrogeni, principalmente l’estradiolo, che garantiscono l’elasticità delle arterie e favoriscono il mantenimento di alti livelli di colesterolo HDL a discapito del colesterolo LDL responsabile della formazione di placche ateromasiche.

Con la menopausa, e le alterazioni metaboliche che ne conseguono, aumentano alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali:

  • accumulo di grasso in sede addominale 
  • aumento della rigidità arteriosa con conseguente incremento dei valori della pressione massima (ipertensione sistolica) 
  • tachicardia, palpitazioni e fiato corto (dispnea).

In questa fase, il rischio di infarto del miocardio, ictus cerebrale e ipertensione risulta significativamente aumentato, specialmente in presenza di familiarità per cardiopatie.

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