Il polipo intestinale è una piccola escrescenza della mucosa del colon o del retto. In genere asintomatico, rappresenta la principale forma precancerosa del tumore del colon-retto. La diagnosi precoce con esami di screening e la rimozione del polipo sono strumenti di prevenzione oncologica.
Ne parliamo con i professionisti di Humanitas San Pio X, la professoressa Roberta Maselli, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, e il dottor Luciano Guerra, specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.
Sintomi del polipo intestinale
Nelle fasi iniziali, la presenza di uno o più polipi intestinali è spesso priva di sintomi. I polipi, infatti, possono rimanere silenti per lungo tempo, fino a quando sviluppano forme tumorali e compaiono sintomi e segni clinici specifici per il tipo di tumore e localizzazione.
In alcuni casi, un polipo intestinale può dare sintomi generici quali:
- sangue nelle feci
- anemia da carenza di ferro
- crampi o dolore addominale
- gonfiore addominale
- alterazioni dell’alvo (diarrea o stitichezza)
- perdita di peso
- stanchezza o riduzione dell’appetito.
Questi segni non sono esclusivi dei polipi intestinali, ma devono essere sempre valutati dal medico, soprattutto se persistenti.
Come si effettua la diagnosi di polipo intestinale?
La diagnosi si basa inizialmente su esami di screening, in particolare la ricerca del sangue occulto nelle feci, consigliata tra i 50 e i 75 anni con cadenza biennale. Poiché si tratta di un test che da solo non permette di diagnosticare la presenza di un polipo intestinale, l’esame di riferimento diagnostico è la colonscopia. Questo esame permette di:
- visualizzare direttamente la mucosa intestinale
- identificare anche polipi di piccole dimensioni
- rimuoverli nella stessa seduta.
Le tecnologie più recenti, come l’intelligenza artificiale applicata alla colonscopia, hanno permesso di migliorare ulteriormente la capacità di individuare lesioni anche difficili da riconoscere.
Quali sono le terapie in caso di polipi intestinali?
Una volta diagnosticata la presenza di uno o più polipi intestinali, il trattamento di rimozione è principalmente endoscopico. Durante la colonscopia, il polipo può essere eradicato, cioè eliminato alla radice, attraverso una procedura chiamata polipectomia.
L’esecuzione della polipectomia avviene utilizzando l’endoscopio della colonscopia attraverso il quale vengono introdotti strumenti che permettono di afferrare il polipo con un’ansa (una sorta di cappio metallico) e rimuoverlo completamente alla sua base.
La procedura è indolore, ben tollerata, eseguita in sedazione e non richiede incisioni chirurgiche. Dopo la rimozione, il polipo viene recuperato sempre attraverso l’endoscopio e inviato in laboratorio per l’esame istologico per valutare la natura del polipo (benigna o con segni di trasformazione maligna).
La rimozione precoce dei polipi rappresenta una strategia efficace di prevenzione del tumore del colon-retto.

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