La stenosi del canale spinale è una condizione caratterizzata dal restringimento dello spazio all’interno del canale vertebrale, più spesso a livello lombare, attraverso cui passano le radici dei nervi spinali. Quando lo spazio si riduce, i nervi vengono compressi e possono comparire dolore e disturbi neurologici che possono limitare la mobilità e la qualità di vita.
Ne parliamo con il dottor Giuseppe J. Sciarrone, neurochirurgo co-Responsabile del Centro di Chirurgia Vertebrale e Robotica di Humanitas San Pio X.
Stenosi del canale spinale: le cause
La stenosi del canale spinale consiste nel restringimento del canale vertebrale che determina la compressione delle strutture nervose al suo interno. Si tratta di una condizione più frequente a livello della colonna lombare tra L3-L4 e L4-L5, e più raramente del tratto L5-S1, e talvolta può coinvolgere la colonna cervicale C1-C7.
Il restringimento del canale spinale può essere di origine congenita (stenosi primaria) o acquisita (stenosi secondaria). La stenosi primaria è una forma rara, presente fin dalla nascita, in cui il canale vertebrale è più stretto del normale. La forma più frequente è invece la stenosi secondaria, che si sviluppa nel tempo, soprattutto in relazione ai processi degenerativi della colonna vertebrale associati prevalentemente all’invecchiamento. Tuttavia, diversi fattori possono concorrere alla progressiva riduzione dello spazio vertebrale, tra cui:
- ispessimento delle articolazioni tra le vertebre
- aumento di volume delle lamine vertebrali
- ispessimento o calcificazione dei legamenti spinali
- ernia del disco
- spondilolistesi, cioè lo scivolamento di una vertebra sull’altra
- deformità della colonna (scoliosi)
- esiti di precedenti interventi chirurgici alla colonna.
Sintomi della compressione dei nervi spinali
I sintomi della compressione spinale sono in genere di tipo neurologico, ma possono variare da persona a persona perchè dipendono dall’entità del restringimento e dal numero di livelli vertebrali coinvolti.
I disturbi più frequenti includono:
- dolore lombare, che può irradiarsi ai glutei e agli arti inferiori
- formicolio o intorpidimento (parestesie) a gambe e piedi
- difficoltà a camminare a lungo o claudicatio neurogena, con dolore agli arti inferiori che compare dopo aver camminato per un certo tratto e tende a migliorare quando ci si siede o quando si assume una posizione piegata in avanti
- debolezza muscolare degli arti inferiori.
In presenza di dolore lombare o sintomi di compressione spinale è importante rivolgersi al medico per una valutazione specialistica ed esami diagnostici (TC, RMN della colonna) allo scopo di escludere il restringimento del canale spinale e iniziare il percorso terapeutico più adatto al problema.
Come si cura la stenosi spinale?
Il trattamento della stenosi spinale dipende da diversi fattori, tra cui la gravità dei sintomi, lo stato di salute della persona e l’età. In generale, le terapie non chirurgiche – le cosiddette terapie conservative – sono il primo approccio nei casi di sintomi lievi e stenosi di basso grado. L’approccio conservativo può prevedere fisioterapia, esercizi per migliorare mobilità e forza, farmaci antidolorifici e antinfiammatori, infiltrazioni ecoguidate.
Il trattamento chirurgico è indicato in caso di sintomi invalidanti e quando le terapie conservative non danno alcun risultato. In questi casi, l’obiettivo della chirurgia è decomprimere il canale vertebrale, liberare lo spazio necessario per i nervi spinali, risolvendo così la causa dei sintomi.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale, può interessare uno o più livelli vertebrali e può essere eseguito anche con tecnica di chirurgia vertebrale robotica specie quando, insieme all’intervento di decompressione è necessario l’utilizzo di mezzi di sintesi per stabilizzare la colonna. Dopo l’intervento è previsto un percorso di riabilitazione, utile per recuperare mobilità e forza e favorire il ritorno alle normali attività quotidiane.
Visite ed esami
-
2.3 milioni visite
-
+56.000 pazienti PS
-
+3.000 dipendenti
-
45.000 pazienti ricoverati
-
800 medici

