Iperidrosi è il nome con cui si definisce l’eccessiva sudorazione di una persona, che in questo periodo di caldo e afa può arrivare ad essere causa di grande imbarazzo per le persone che ne soffrono. «Si tratta infatti di un vero e proprio disturbo che colpisce circa il 2-3% delle persone in Italia, di cui nel 30-50% dei casi sarebbe dovuto a cause genetiche ed ereditarie – spiega la dottoressa Valentina Trevisan, dermatologa di Humanitas San Pio X -. Di iperidrosi ce ne sono due tipi: primaria, quando mani, piedi, viso e ascelle sono colpite dall’eccessiva sudorazione; secondaria, quando la causa è associata a malattie croniche, tra cui ipertiroidismo, gotta, diabete o patologie cardiache e respiratorie, oppure all’assunzione di farmaci. Nelle persone che ne soffrono, le ghiandole sudoripare, che sono circa 2 milioni nel nostro corpo, vengono sovrastimolate a reagire ai normali elementi che causano il sudore (caldo, ansia, stress, emozione) e questo provoca la sudorazione anomala. Per questo – chiarisce la specialista – proprio il periodo estivo può essere particolarmente difficile per le persone che soffrono di iperidrosi»

Per fermare il sudore si parte dalla diagnosi

«La diagnosi di iperidrosi necessita dell’intervento del dermatologo, che identifica le aree più soggette alla sudorazione attraverso un test apposito. Dato che nel caso di iperidrosi secondaria ci potrebbe essere associata una patologia, lo specialista potrebbe prescrivere accertamenti ed esami per escludere la presenza di diabete o qualche disfunzione della tiroide. In genere, il momento di rivolgersi al dermatologo è quando si inizia a notare eccessiva sudorazione alle mani, che poi si estende ad ascelle, piedi e viso. Le prime manifestazioni inizierebbero durante l’adolescenza. Dopo la diagnosi corretta, rimediare al disagio provocato dall’iperidrosi è possibile – conclude l’esperta -. Le soluzioni principali sono:

  • deodoranti astringenti o antitraspiranti a base di cloruro di alluminio per asciugare” le ghiandole sudoripare
  • iniezioni di tossina botulinica, effettuate sotto le ascelle e nei palmi di mani e piedi, che bloccano la muscolatura delle ghiandole sudoripare e inibiscono il rilascio di acetilcolina, un neurotrasmettitore che interviene nell’attività di secrezione delle ghiandole. Questa soluzione viene suggerita solo se la precedente non risulta efficace, L’effetto dura dai 4 ai 6 mesi dall’iniezione».