Il tumore ovarico è una neoplasia ginecologica spesso diagnosticata in fase avanzata, a causa della scarsa specificità dei sintomi iniziali. Una valutazione tempestiva e multidisciplinare, in centri specializzati, è fondamentale per migliorare la prognosi e definire il percorso di trattamento più appropriato.
Ne parliamo con la dottoressa Ilaria Sabatucci, ginecologa oncologa di Humanitas San Pio X.
Tumore ovarico: cos’è
Il tumore ovarico è una neoplasia che origina dalle ovaie, gli organi dell’apparato riproduttivo femminile deputati alla produzione degli ovociti e di ormoni come estrogeni e progesterone. Può svilupparsi da diverse tipologie cellulari (epiteliali, germinali o stromali), ma la forma più frequente è quella epiteliale.
Tumore ovarico: sintomi
I sintomi del tumore ovarico sono spesso aspecifici e facilmente confondibili con disturbi benigni. Tra i più comuni:
- gonfiore o aumento del volume addominale
- dolore pelvico o addominale
- senso di sazietà precoce
- alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea)
- disturbi urinari (urgenza o aumento della frequenza).
L’aspecificità dei sintomi e l’assenza di un test di screening che permette una diagnosi precoce fa sì che l’80% delle nuove diagnosi di tumore ovarico sia effettuato in uno stadio avanzato o metastatico.
In presenza di sintomi sospetti è importante rivolgersi allo specialista ginecologo per una valutazione diagnostica che può includere:
- visita ginecologica
- ecografia pelvica transvaginale
- dosaggio di marker tumorali (come il CA-125)
- esami di secondo livello (TC, PET, risonanza magnetica)
Tumore ovarico: il trattamento è sempre chirurgico?
La chirurgia gioca un ruolo fondamentale nel tumore ovarico sia in termini diagnostici che terapeutici. Una chirurgia ottimale con residuo tumorale zero, ovvero la rimozione completa della malattia visibile, ha un impatto prognostico significativo, aumentando la sopravvivenza globale delle pazienti. Per questo motivo, l’intervento deve essere eseguito in centri ad alta specializzazione e da team multidisciplinari esperti in oncologia ginecologica.
Quando la chirurgia non è immediatamente possibile, soprattutto nelle forme molto avanzate, e non è possibile ottenere fin da subito una chirurgia ottimale, in genere l’intervento viene posticipato. Prima, quindi, il percorso terapeutico può prevedere:
- chemioterapia neoadiuvante (prima dell’intervento), generalmente con carboplatino e taxani, considerati standard di cura
- chirurgia di intervallo, dopo circa tre cicli di chemioterapia, con l’obiettivo di ottenere il residuo tumorale zero
- completamento del trattamento oncologico, eventualmente con ulteriori terapie sistemiche che possono includere anche farmaci innovativi non chemioterapici, selezionati in base al profilo molecolare del tumore.
Una diagnosi tempestiva e una presa in carico in centri specializzati sono fattori importanti per migliorare gli esiti clinici in caso di tumore ovarico.
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