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Tumori femminili e screening gratuiti

In Italia, oltre il 40% dei tumori potrebbe essere evitato agendo su fattori modificabili come fumo, sedentarietà, alcol e alimentazione. Accanto a stili di vita sani, l’adesione agli screening gratuiti per mammella e cervice uterina resta lo strumento più efficace per diagnosi precoci e cure tempestive.

Ne parliamo con la professoressa Domenica Lorusso, Responsabile di Ginecologia Oncologica Medica di Humanitas San Pio X e docente ordinaria di Humanitas University, e la professoressa Carmen Criscitiello, Responsabile di Oncologia mammaria di Humanitas San Pio X e di IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e docente di Humanitas University.

Prevenzione oncologica femminile e fattori di rischio modificabili 

I fattori di rischio modificabili sono tutte quelle abitudini, comportamenti o condizioni ambientali su cui è possibile intervenire direttamente. A differenza dell’età o della genetica – che non possiamo cambiare – i fattori di rischio modificabili riguardano comportamenti e stili di vita che possono aumentare o ridurre la probabilità di sviluppare un tumore, senza però determinarlo con certezza. Secondo i risultati di un recente studio pubblicato su Nature Medicine e coordinato dall’International Agency for Research on Cancer, che ha analizzato 36 fattori di rischio per tumori in 185 Paesi, circa il 37,8% dei nuovi casi di tumore nel 2022 era attribuibile a fattori di rischio modificabili. In Italia questa percentuale sale addirittura al 41,7%: quasi la metà dei tumori potrebbe essere prevenuta intervenendo su comportamenti individuali, come gli stili di vita, e fattori ambientali.

I principali fattori di rischio modificabili per i tumori della mammella e della cervice uterina possono essere sintetizzati in:

  • Fumo di tabacco: oltre a essere il principale responsabile del tumore del polmone (in aumento tra le donne), il fumo è un fattore di rischio accertato per il tumore della cervice uterina, poiché favorisce la persistenza dell’infezione da HPV e indebolisce la risposta immunitaria locale. Esistono inoltre evidenze di un aumento del rischio anche per il tumore della mammella, in particolare in caso di esposizione prolungata.
  • Sedentarietà: la scarsa attività fisica è associata a un aumento del rischio di diversi tumori. L’attività fisica regolare contribuisce a ridurre l’infiammazione, migliorare il metabolismo e modulare i livelli ormonali, con effetti protettivi in particolare per il tumore della mammella.
  • Sovrappeso e obesità: il tessuto adiposo in eccesso produce mediatori infiammatori e, attraverso l’enzima aromatasi, aumenta la produzione di estrogeni. Dopo la menopausa, il tessuto adiposo diventa la principale fonte di estrogeni, aumentando il rischio di tumore della mammella e dell’endometrio.
  • Consumo di alcol: anche un consumo moderato è correlato a un aumento del rischio di tumore mammario, poiché l’alcol interferisce con il metabolismo degli estrogeni e aumenta lo stress ossidativo, con un effetto che cresce con la quantità consumata.
  • Infezioni: il Papillomavirus Umano (HPV) è responsabile della quasi totalità dei tumori della cervice uterina.

Tuttavia, il fumo resta di gran lunga il principale fattore di rischio modificabile: in Italia è responsabile del 24,4% dei tumori, seguito dalle infezioni (6,9%) e dal consumo di alcol (3,5%). Secondo i dati dello studio pubblicato su Nature Medicine, nelle donne che vivono nei Paesi occidentali il fumo rappresenta oggi il fattore di rischio prevenibile più rilevante e, nel loro complesso, i tumori attribuibili al tabacco superano quelli legati alle infezioni.

Tumori femminili: quali sono gli screening gratuiti?

Gli screening di routine sono esami specifici per valutare la presenza di cellule pretumorali o tumorali. In Italia è possibile aderire a esami di screening gratuiti, come nel caso del tumore della cervice uterina e del tumore della mammella

Lo screening per il tumore della cervice si basa su esami quali il Pap test  e l’HPV DNA test, che permettono di individuare precocemente  la presenza di lesioni precancerose causate dal virus HPV. Alcuni ceppi virali, in particolare l’HPV16 e HPV18, sono infatti associati allo sviluppo del tumore del collo dell’utero. Secondo le attuali raccomandazioni dei programmi di screening, il Pap test viene eseguito generalmente tra i 25 e i 29 anni, mentre a partire dai 30 anni fino ai 64 anni lo screening si basa principalmente sull’HPV DNA test, un esame più sensibile per individuare la presenza di infezioni da HPV ad alto rischio.

Insieme agli esami di screening, i controlli ginecologici periodici, anche in assenza di sintomi, possono aiutare nella diagnosi precoce di alcuni tumori ginecologici. Queste visite possono permettere di: 

  • diagnosticare tempestivamente eventuali alterazioni patologiche;
  • intervenire con trattamenti mini-invasivi, quando le lesioni sono ancora nelle fasi iniziali;
  • accedere precocemente ai percorsi terapeutici più appropriati
  • migliorare la prognosi e l’aspettativa di vita.

Lo screening mammografico è il programma di diagnosi precoce del tumore della mammella che, in Lombardia, è offerto gratuitamente alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni: comprende una mammografia annuale tra i 45 e i 49 anni e una mammografia ogni due anni tra i 50 e i 74 anni. 

La mammografia è l’esame di riferimento per la diagnosi precoce del tumore della mammella. Nelle donne sopra i 50 anni, fascia di età in cui l’incidenza della malattia aumenta, consente di individuare lesioni tumorali in fase preclinica, cioè prima che sia possibile identificare un nodulo all’autopalpazione. Come dimostrano numerosi studi scientifici, i ritardi diagnostici – soprattutto nelle donne a maggior rischio – possono avere conseguenze rilevanti rispetto alle donne che ricevono diagnosi e trattamenti tempestivi con un impatto su:

  • l tipo e la complessità delle cure oncologiche o chirurgiche necessarie
  • i tempi di guarigione 
  • la mortalità per tumore della mammella.
Ginecologia E Ostetricia

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