La chirurgia mininvasiva nei tumori ginecologici è una metodologia che, con piccole incisioni, permette di rimuovere il tumore con adeguata radicalità ma riducendo gli effetti collaterali del classico approccio laparotomico. Viene utilizzata prevalentemente nei tumori dell’endometrio, nei tumori iniziali dell’ovaio e, in casi selezionati, all’interno di studi clinici, nei tumori della cervice uterina.
Ne parliamo con il dottor Fabio Martinelli, responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia Oncologica Chirurgica di Humanitas San Pio X.
Chirurgia mininvasiva nei tumori ginecologici: indicazioni e approcci
La pianificazione dell’intervento chirurgico nei tumori ginecologici è il risultato di una valutazione multidisciplinare che integra valutazioni cliniche, ad esempio tipo istologico e stadio della neoplasia, e fattori individuali della paziente, tra cui l’età e il desiderio di preservare la fertilità.
L’intervento chirurgico costituisce frequentemente il primo atto terapeutico, e spesso anche diagnostico, nella gestione delle neoplasie ginecologiche.
Tumori dell’ovaio
La chirurgia con approccio mini-invasivo – o laparotomico a seconda dell’indicazione – nei tumori dell’ovaio, consente l’esplorazione sistematica della cavità addominale e degli organi pelvici, permettendo di definire sede di origine, caratteristiche macroscopiche e natura del tumore. In caso di conferma istologica di malignità, l’obiettivo dell’intervento è la resezione di tutti i tessuti e le strutture macroscopicamente coinvolti dalla malattia. In assenza di franca diffusione extraorgano (metastasi), la chirurgia mininvasiva consente inoltre un’adeguata stadiazione, determinante per l’orientamento dell’eventuale trattamento adiuvante.
Tumori dell’endometrio
Nel tumore dell’endometrio, la chirurgia ricopre un duplice ruolo diagnostico e terapeutico. Nei tumori endometriali, l’approccio prevalente è la chirurgia mini-invasiva eseguita con tecnica laparoscopica o robotica. L’accesso avviene mediante incisioni addominali di pochi millimetri, che consentono l’introduzione di un’ottica e di strumenti miniaturizzati per l’esplorazione della cavità addominale e pelvica e per l’esecuzione dell’intervento. La sola chirurgia mediante l’asportazione dell’utero e la valutazione linfonodale mediante la tecnica del linfonodo sentinella è curativa in oltre l’80% dei casi, senza necessità di ulteriori trattamenti (adiuvanti).
Tumori della cervice uterina
Nei tumori della cervice uterina, le procedure chirurgiche richiedono competenze specifiche in chirurgia radicale e nella gestione linfonodale, con particolare riferimento alle tecniche di identificazione e biopsia del linfonodo sentinella, la cui corretta esecuzione è determinante per la stadiazione e per evitare la linfadenectomia sistematica non necessaria.
In questi tumori l’approccio standard è laparotomico, con accesso mediante la classica incisione chirurgica ombelico-pubica o trasversale sovrapubica. Attualmente, solo in casi selezionati, e all’interno di trials clinici, i tumori della cervice possono essere trattati con tecnica mininvasiva.
Affidarsi a centri specializzati
Di fronte a una diagnosi di tumore ginecologico, la scelta del centro di cura è determinante per avere accesso a un team multidisciplinare specializzato anche in tecniche di chirurgia mininvasiva, e per offrire l’accesso a protocolli clinici e farmaci innovativi.
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