L’ulcera gastrica è una patologia che coinvolge la mucosa dello stomaco. Il dolore acuto a livello epigastrico, spesso dopo i pasti, è il sintomo più comune. La terapia prevede farmaci mirati sulla base delle cause, mentre la chirurgia tradizionale e i trattamenti endoscopici sono riservati alle complicanze e ai casi più complessi.
Ne parliamo con i professionisti di Humanitas San Pio X, la professoressa Roberta Maselli, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, e il dottor Luciano Guerra, specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.
Ulcera gastrica: sintomi e diagnosi
L’ulcera gastrica è una lesione della mucosa dello stomaco favorita da fattori tra cui l’infezione da Helicobacter pylori, l’uso cronico di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), il fumo, l’alcol e lo stress.
Il sintomo più comune è il dolore epigastrico, spesso descritto come bruciore o crampo, talvolta correlato ai pasti. Inoltre possono comparire nausea, senso di pienezza precoce, calo ponderale e, nei casi complicati, vomito con sangue (ematemesi) o feci scure (melena) per la presenza di sangue digerito.
La diagnosi si basa sull’esofagogastroduodenoscopia (EGDS), che consente la visualizzazione diretta della lesione, l’eventuale biopsia per escludere neoplasie e la ricerca di H. pylori, oltre a valutare la presenza di complicanze.
Ulcera gastrica: farmaci e trattamenti
Il trattamento farmacologico rappresenta la prima linea terapeutica nella gestione dell’ulcera gastrica non complicata. I farmaci chiamati inibitori di pompa protonica (IPP) permettono di ridurre la secrezione acida e favorire la cicatrizzazione della mucosa, mentre nei casi di ulcera associata a H. pylori, la terapia standard è antibiotica.
Quando l’ulcera gastrica è associata all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), lo specialista può sospendere il farmaco responsabile della lesione, associare gastroprotezione continuativa o valutare terapie antinfiammatorie alternative.
In caso di insuccesso della terapia farmacologica o di complicanze – emorragie, sanguinamenti, perforazioni – non controllabili con terapia farmacologica possono essere indicate l’endoscopia terapeutica o la chirurgia tradizionale.
Nel sanguinamento attivo e nella gestione della perforazione gastrica, possono essere utilizzati trattamenti endoscopici tra cui l’applicazione di clip emostatiche, la termocoagulazione, suture endoscopiche o combinazioni di tecniche.

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