Cos’è la rettosigmoidoscopia?
La rettosigmoidoscopia è un esame diagnostico che consente al medico endoscopista di guardare all’interno della parte finale dell’intestino più vicina all’ano, cioè il retto e il sigma. L’esame si esegue con una sonda flessibile del diametro del dito indice, dotato di una telecamera alla sommità e di una luce, che viene fatto risalire attraverso l’ano.
A cosa serve la rettosigmoidoscopia?
La rettosigmoidoscopia serve per lo studio della superficie interna dell’intestino crasso e per individuare o escludere la presenza di molte malattie e lesioni dell’ultimo tratto dell’intestino.
Sono previste norme di preparazione alla rettosigmoidoscopia?
Per garantire la buona riuscita della rettosigmoidoscopia è importante che il paziente segua scrupolosamente la preparazione indicata al momento della prenotazione. La preparazione è una parte fondamentale dell’esame perché permette all’operatore una visione ottimale delle pareti interne dell’intestino. In caso di insufficiente pulizia, infatti, l’esame dovrà essere rinviato e occorrerà ripetere la preparazione in maniera scrupolosa. Per una corretta esecuzione dell’esame è necessario, due ore prima dell’esame, eseguire due clisteri evacuativi e assumere soli liquidi fino a due ore prima la procedura. In genere, è possibile continuare le proprie terapie, a eccezione di alcuni farmaci che vanno sospesi, come, ad esempio, i farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, e gli integratori di ferro (da sospendere una settimana prima della rettosigmoidoscopia). In tutti i casi, prima di sospendere la terapia è importante rivolgersi al proprio medico di riferimento.
Prima dell’esame è inoltre importante portare al medico endoscopista eventuali esami precedenti inerenti la patologia o il quesito diagnostico per cui si effettua la rettosigmoidoscopia, e informarlo su allergie a farmaci, terapie in corso, eventuali patologie cardiache o interventi di protesi valvolari cardiache.
Come si svolge la rettosigmoidoscopia?
La rettosigmoidoscopia si svolge nell’Ambulatorio di Endoscopia e solitamente non richiede la somministrazione di farmaci sedativi, in quanto l’esame non è doloroso. In casi selezionati si può eseguire una sedazione cosciente per via endovenosa con iniezione di un farmaco ad azione sedativa.
Con il paziente disteso in posizione laterale, sul fianco sinistro, l’endoscopista inizia a introdurre l’endoscopio attraverso l’ano fino al sigma. Durante l’esame viene immessa dell’aria o dell’acqua attraverso l’endoscopio, per distendere le pareti e avere una visione chiara dell’interno dell’intestino. La distensione delle pareti può provocare qualche fastidio, come gonfiore addominale, dolore di tipo crampiforme, sensazione di evacuare.
L’esame dura in genere 10 minuti.
Durante la rettosigmoidoscopia, il medico può eseguire:
- biopsie: piccoli prelievi di tessuto da inviare al laboratorio per l’analisi microscopica. Le biopsie non sono dolorose e possono aiutare la diagnosi nei casi di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) o nel sospetto di tumori;
- asportazione endoscopica di polipi intestinali (polipectomia): si utilizza un particolare strumento che eradica il polipo, in modo del tutto indolore, tagliandolo alla base. Nella maggior parte dei casi, il tessuto asportato viene inviato in laboratorio per l’esame istologico.
Al termine dell’esame dopo un breve periodo di osservazione (circa 10 minuti) è possibile rientrare a casa in totale autonomia, in quanto generalmente non si esegue sedazione per l’esecuzione di tale esame. In caso di sedazione eseguita occorre essere accompagnati, in quanto la sedazione può provocare rallentamento dei riflessi e non è possibile guidare nelle 12 ore successive l’esame. Sulla base della valutazione del medico endoscopista, in alcuni casi il paziente può essere tenuto in osservazione più a lungo.
La rettosigmoidoscopia è un esame pericoloso?
La rettosigmoidoscopia è considerata una procedura sicura e solo raramente si possono verificare complicanze, quali perforazione dell’intestino, emorragia o alterazioni del ritmo cardiaco. Tali complicanze avvengono in meno di un caso su 1.000 e sono soprattutto legate alla presenza di gravi patologie concomitanti.
La rettosigmoidoscopia è un esame diagnostico che consente al medico endoscopista di guardare all’interno della parte finale dell’intestino più vicina all’ano, cioè il retto e il sigma.
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2025
Data online: Maggio 2017
