Mammografia con tomosintesi

Cos’è?

La mammografia con tomosintesi è un esame diagnostico che unisce i principi della mammografia tradizionale e quelli della tomografia. In particolare, si utilizzano radiazioni ionizzanti (raggi X) e si adotta una particolare tecnica digitale che permette di acquisire immagini della mammella su più piani. Successivamente, un software ricostruisce le immagini e le riproduce in 3D.

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A cosa serve?

La mammografia è molto importante sia per la diagnosi che per la prevenzione del tumore al seno. Infatti, grazie a questo esame, si riesce a notare la presenza di noduli, microcalcificazioni, distorsioni strutturali e altre anomalie nella mammella. La mammografia con tomosintesi garantisce un’elevata accuratezza diagnostica perché permette di avere una ricostruzione stratificata della mammella. In questo modo, si riesce a definire meglio il nodulo e la sua sede, individuare eventuali distorsioni, riconoscere lesioni anche molto piccole e quindi difficilmente visualizzabili con la mammografia tradizionale. Inoltre, la mammografia con tomosintesi permette di evitare di confondere le “lesioni di sommazione”, causate dalla sovrapposizione del tessuto mammario, con delle anomalie vere e proprie.

Quando va fatta?

La mammografia è consigliata a tutte le donne dopo i 40 anni, anche se può essere anticipata ai 35 se in famiglia ci sono o ci sono stati casi di tumore al seno. Nelle donne più giovani, salvo indicazioni particolari dello specialista, si preferisce l’ecografia che utilizza ultrasuoni invece di radiazioni ionizzanti. In particolare, la mammografia con tomosintesi è consigliata alle donne che hanno le mammelle fibroghiandolari dense o moderatamente dense.

Sono previste norme di preparazione all’esame?

Non sono previste particolari norme di preparazione.

Come si esegue?

La mammella viene posizionata su un “piatto” e viene leggermente compressa per ridurne lo spessore e quindi la quantità di radiazioni necessarie per ottenere le immagini. Successivamente, con uno strumento apposito, il mammografo, si proietta un fascio di radiazioni ionizzanti (raggi X) sulla mammella. Le immagini vengono acquisite in proiezione orizzontale (cranio caudale) e verticale (obliqua medio laterale). Le immagini così ottenute vengono visualizzate su monitor apposito e ricostruite in 3D, per poi essere analizzate e valutate dal radiologo.

Quanto dura?

Complessivamente richiede circa 7-8 minuti, ove ogni singola acquisizione mammografica varia da 10 a 15 secondi massimo.

L’esame è doloroso e/o pericoloso?

La mammografia è un esame non invasivo e di norma non doloroso, se non si considera la breve compressione necessaria della mammella che può risultare fastidiosa. Le radiazioni emesse dal mammografo sono considerate trascurabili perchè a dosaggio molto basso e personalizzato a seconda del tipo di mammella, soprattutto a fronte del beneficio di una diagnosi precoce.

Si può fare durante la gravidanza?

No, perchè in gravidanza non ci si sottopone in assoluto ad indagini diagnostiche che impiegano radiazioni ionizzanti, dannose per il feto.

Cosa succede dopo l’esame?

Una volta acquisito l’esame, le immagini vengono inviate alla postazione di refertazione dedicata dove il radiologo le valuta e richiede eventuali completamenti diagnostici, se del caso con ecografia o altre proiezioni mirate, e imposta poi i successivi controlli periodici.

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