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Aneurisma cerebrale non rotto


Cos’è l’aneurisma cerebrale non rotto?

L’aneurisma cerebrale non rotto è una dilatazione di un’arteria cerebrale che, in genere asintomatica, in genere viene riscontrata durante accertamenti per altre cause. Nel momento stesso in cui viene diagnosticato un aneurisma cerebrale non rotto, è fondamentale la valutazione del neurochirurgo per stabilire l’eventuale necessità di un trattamento o se è sufficiente tenere l’aneurisma sotto osservazione

Quali sono le cause di un aneurisma cerebrale non rotto?

La sede in cui compare un aneurisma cerebrale non rotto, in genere nella biforcazione dei vasi cerebrali, indica che la causa è spesso embriologica. La presenza di altri co-fattori quali l’ipertensione, l’abitudine al fumo, aneurismi multipli e patologie connettivali possono influenzare l’aumento della dimensione e la rottura degli aneurismi. 

Quali sono i sintomi di un aneurisma cerebrale non rotto?

In genere, la presenza di un aneurisma cerebrale non rotto è silente, ovvero non manifesta sintomi per tutta la vita. In rari casi, la dilatazione dell’arteria cerebrale interessata dall’aneurisma aumenta a tal punto da dare sintomi da “effetto massa”, come cefalea, disturbi della motilità oculare da compressione di nervi cranici, crisi epilettiche. Solo una piccola percentuale di aneurismi cerebrali tende a rompersi: le probabilità di rottura sono direttamente correlate alle dimensioni dell’aneurisma, all’età del paziente e alla valutazione del rischio di sanguinamento.

Come si effettua la diagnosi di aneurisma cerebrale non rotto?

La diagnosi di aneurisma cerebrale non rotto avviene, in genere, durante accertamenti per altre cause con TAC encefalo o RM. Una volta emerso il sospetto, vengono eseguiti esami di secondo livello con Angio RM, ovvero una RM senza mezzo di contrasto, e ANGIOTAC, ovvero una TAC con mezzo di contrasto.

Per confermare la diagnosi, in caso di dubbi, o per studiare il flusso cerebrale e le variazioni anatomiche dell’arteria, viene eseguita l’angiografia cerebrale, un esame che si effettua con un cateterismo attraverso l’arteria femorale, previa anestesia locale nel punto di inserzione del catetere, fino a raggiungere i vasi intracranici. Utilizzando un mezzo di contrasto iniettato attraverso il catetere, si ottiene una completa visualizzazione dinamica del flusso cerebrale. 

Quali sono i trattamenti per l’aneurisma cerebrale non rotto?

Attualmente, non sono disponibili dati della letteratura scientifica che forniscano linee guida affidabili per il trattamento dell’aneurisma cerebrale non rotto, ma solo degli orientamenti. Il neurochirurgo, sulla base della valutazione del singolo paziente, tenendo in considerazione la presenza dei co-fattori e dello stato psicologico della persona alla diagnosi, stabilisce il giusto approccio caso per caso. La valutazione tiene in considerazione anche che, nella maggior parte dei casi, il trattamento di un aneurisma non rotto presenta minori rischi di morbilità e mortalità rispetto all’emorragia subaracnoidea, in caso di rottura dell’aneurisma. Infatti, nell’eventualità di rottura, l’emorragia subaracnoidea rappresenta una patologia aggiuntiva con una serie di complicanze correlate al sangue che “irrita” la superficie cerebrale.

Il trattamento degli aneurismi non rotti, quando stabilito dal team multidisciplinare, può prevedere l’intervento neurochirurgico in microchirurgia o endovascolare. Si tratta di opzioni chirurgiche con indicazioni diverse. 

Il trattamento microchirurgico consiste nel posizionamento di una o più “clip” (piccole mollette) a livello del colletto della malformazione al fine di escludere la sacca aneurismatica. L’intervento viene eseguito con il supporto delle più moderne tecnologie quali il microscopio operatorio, la fluorangiografia intraoperatoria, il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, l’endoscopia 3D, il microdoppler intraoperatorio. I monitoraggi intraoperatori sono essenziali per la valutazione motoria e sensitiva del paziente durante l’intervento. I rischi di questo tipo di chirurgia sono contenuti, dal momento che l’intervento si effettua sulla superficie, senza superare il tessuto cerebrale.

Il trattamento endovascolare si effettua come una normale angiografia attraverso l’arteria femorale, che permette di riempire la sacca dell’aneurisma con piccoli filamenti in titanio o posizionare piccoli cilindri di materiali malleabili (stent) che escludono l’aneurisma dal flusso dell’arteria cerebrale.
I rischi di questa procedura sono associati alla possibilità di eventi ischemici transitori o permanenti, e nella possibile di rottura dell’aneurisma durante la procedura.
In alcuni casi, i risultati del trattamento endovascolare possono richiedere follow up seriati negli anni.

Come si può prevenire l’aneurisma cerebrale non rotto?

Non esiste un vero programma di prevenzione dell’aneurisma cerebrale non rotto. Tuttavia, in caso di aneurisma non rotto che richiede l’osservazione è imperativo controllare la pressione arteriosa evitando l’ipertensione e smettere di fumare.