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Allattare: i consigli per iniziare al meglio

Allattare è un gesto naturale, si pensi che il neonato fin dai primi istanti di vita è capace di raggiungere il seno della madre e iniziare a succhiare. Per la mamma invece, è un evento nuovo, che coinvolge il suo corpo e le richiede, sebbene non sembri, molte energie. Allattare significa non solo nutrire il proprio bambino, ma costruire con lui una relazione affettiva quotidiana, fatta di intimità, ritmo e dedizione. Allattare al seno è una esperienza coinvolgente e positiva, ma che può presentare anche alcune difficoltà.

Allattamento a richiesta

L’abitudine all’allattamento si costruisce fin dai primi momenti di vita, la pratica del contatto pelle a pelle immediatamente dopo la nascita facilita molto l’allattamento al seno. L’allattamento non ha orari, ogni bambino ha le proprie esigenze e un suo ritmo, che la mamma imparerà con il passare dei giorni e delle settimane a conoscere. Osservando il proprio bimbo sarà possibile, pian piano, imparare a riconoscere i segnali che indicano il suo bisogno di essere attaccato al seno: la manina alla bocca, la ricerca del seno con la bocca, un movimento di suzione con le labbra, fino ad arrivare al pianto, il segnale ultimo.

Allattamento, non solo fame

I motivi per cui un neonato può aver bisogno di essere allattato sono diversi. Fame, sete, ma anche bisogno di rassicurazione, protezione, coccole. La mamma rappresenta per un neonato la figura di riferimento, per tutto il periodo della gestazione infatti la mamma è stata la sua culla e una volta nato, questo legame strettissimo tenderà a evolversi e a cambiare. Nei primi mesi di vita però, l’allattamento resta il modo privilegiato per un bambino di sentirsi al sicuro. Ecco perché nella maggior parte dei casi non ci sono orari, la poppata non corrisponde sempre e solo al “pasto”.

Allattamento, anche di notte

Anche in questo caso, non c’è una regola precisa. Ci sono bambini che necessitano di essere attaccati spesso, anche nel corso della notte e bambini che dormono qualche ora in più tra una poppata e l’altra. È consigliabile posizionare la culla del bambino nella stanza dei genitori, cosicché la mamma sia facilitata nel prendere il piccolo e allattarlo, senza doversi alzare. La presenza del bambino nella stanza dei genitori allontana il rischio della Sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS), ma attenzione a non far dormire il piccolo nel lettone, soprattutto in mezzo ai due genitori.

Controllare la posizione e l’attacco al seno del bambino

I giorni in ospedale saranno utili per le neomamme perché avranno modo di sperimentarsi nelle prime poppate alla presenza di personale specializzato. Riceveranno così le prime indicazioni su come attaccare il bambino al seno e su come verificare che sia attaccato correttamente. Il bambino deve essere avvicinato al seno e deve poterlo raggiungere senza bisogno di allungarsi o girarsi. Se il piccolo è ben attaccato avrà la bocca aperta e ben riempita dal capezzolo, il labbro inferiore sarà rivolto in fuori e il mento sfiorerà la mammella. Un corretto attaccamento aiuta il bambino a succhiare bene ed evita che la mamma avverta dolore, prevenendo ragadi, ingorghi e mastiti. Rispetto alla propria posizione invece, ogni donna troverà quella in cui è più comoda.

Lasciargli il giusto tempo

L’allattamento richiede tempo, ogni bambino ha il proprio ritmo di suzione e il proprio ritmo tra una poppata e l’altra. C’è chi ha bisogno di essere attaccato spesso e chi invece lascia passare più tempo tra una poppata e l’altra. Ogni bambino allattato si autoregola e prende ciò di cui ha bisogno da ogni seno e ad ogni poppata. Ci sono bambini che succhiano e si riposano, sempre attaccati al seno, e bambini che succhiano senza interruzione finché non sono soddisfatti. Con il passare delle settimane e dei mesi e con il procedere dell’allattamento ogni mamma imparerà a conoscere il proprio bambino anche da questo punto di vista.

Basta il latte

Almeno per i primi sei mesi di vita del bambino, il latte materno è l’unico alimento di cui ha bisogno. Non ha bisogno nemmeno dell’acqua.

Aspettare a offrire il ciuccio

Sebbene l’allattamento sia per il bambino un fenomeno naturale, di cui ha capacità innata, ha bisogno di tempo per accordarsi con la mamma e prendere il ritmo. È bene dunque aspettare a offrire il ciuccio finché l’allattamento non è ben avviato, in modo da evitare confusione. In genere, si consiglia di aspettare che siano trascorsi 30-40 giorni.

Non occorre lavare il seno dopo ogni poppata

Il seno infatti è provvisto di ghiandole che provvedono a una naturale disinfezione dell’areola, non sono dunque necessari particolari accorgimenti oltre la consueta igiene personale.

Una dieta sana ed equilibrata

Così come nel corso della gravidanza, anche durante l’allattamento è importante che la mamma si assicuri una dieta sana ed equilibrata. Non ci sono alimenti da evitare in assoluto quando si allatta, occorre limitare le bevande gassate, non esagerare con la caffeina ed evitare i super alcoolici.

Chiedere aiuto

L’allattamento è un viaggio da vivere con il proprio bambino, può rivelarsi faticoso e a tratti presentare qualche ostacolo. L’importante è chiedere aiuto: in ospedale, in consultorio, a un consulente specializzato in allattamento. Molto spesso, con i consigli giusti si supera l’eventuale difficoltà e si prosegue ad allattare serenamente per molti mesi.

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con la dott.ssa Marangione, scomparsa prematuramente nel settembre 2019. La dottoressa Marangione ha diretto l’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale. La sua esperienza e competenza hanno contribuito alla crescita del Punto Nascita di Humanitas San Pio X e alla divulgazione di informazioni scientifiche chiare e corrette.

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