L’allergia ai farmaci è una reazione del sistema immunitario a sostanze contenute in un medicinale che normalmente non dovrebbero provocare una risposta di tipo allergico. Questo tipo di reazione può manifestarsi con sintomi lievi fino, nei casi più gravi, alla manifestazione dello shock anafilattico. È importante distinguere l’allergia da quelli che sono gli effetti collaterali non allergici e sapere come vengono diagnosticate e gestite queste condizioni.
Approfondiamo l’argomento con il dottor Giovanni Paoletti, allergologo di Humanitas San Pio X.
Allergia ai farmaci: le cause
Quando si parla di allergia ai farmaci si intende una reazione immunitaria anomala verso un medicinale che il nostro organismo interpreta come “pericoloso”, attivando anticorpi e cellule del sistema immunitario che scatenano una risposta di tipo allergico. Avere una reazione allergica è diverso da avere un effetto collaterale: infatti, gli effetti collaterali o eventi avversi solitamente non coinvolgono il sistema immunitario, mentre in caso di allergia è presente una sensibilizzazione immunologica verso alcune componenti del farmaco.
La sensibilizzazione può comparire, in persone predisposte, a seguito di ripetute somministrazioni (esposizione) del medicinale. In pratica, il sistema immunitario di alcune persone impara erroneamente a riconoscere una molecola presente nel farmaco come estranea e potenzialmente dannosa. Questo processo non è prevedibile prima della prima reazione, non esistono test affidabili per anticiparlo, e spesso emerge anche dopo anni di assunzione senza problemi di allergia.
Le categorie di farmaci più frequentemente associate a reazioni allergiche sono alcuni antibiotici a base di penicillina e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ma possono essere coinvolti altre classi di farmaco come ad esempio farmaci anestetici e mezzi di contrasto utilizzati negli interventi e nelle indagini diagnostiche. Nonostante la predisposizione genetica sia un elemento di rischio, avere altre allergie (ad esempio ai pollini o agli alimenti) non aumenta necessariamente la probabilità di sviluppare un’allergia ai farmaci.
I sintomi di un’allergia ai farmaci
I sintomi di un’allergia ai farmaci possono variare da reazioni cutanee come orticaria con prurito e pomfi sulla pelle, e angioedema, cioè gonfiore delle mucose come labbra e palpebre, fino al coinvolgimento dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e allo shock anafilattico.
In questi casi, i sintomi possono includere difficoltà a respirare (dispnea), abbassamento della pressione arteriosa, svenimento, quindi un’urgenza medica che richiede un trattamento immediato.
Nella maggior parte dei casi, i sintomi compaiono entro pochi minuti dall’assunzione del farmaco; tuttavia, non sono rare reazioni ritardate che possono emergere anche dopo giorni e coinvolgere non solo la pelle ma anche altri organi.
Cosa fare in caso di reazione allergica a un farmaco
- Sospensione del farmaco
In caso di sintomi che possano far sospettare un’allergia a un farmaco è fondamentale sospendere immediatamente il farmaco sospetto e rivolgersi a un medico specialista in allergologia (in caso di shock anafilattico chiamare il numero per l’emergenza medica 112), per una valutazione clinica ed eventuali test allergometrici specifici.
- Test allergologici
Per alcuni farmaci come le penicilline lo specialista può consigliare di eseguire dei test cutanei che consistono nell’applicazione di piccole quantità di allergene sulla pelle per osservare la reazione.
Per la maggior parte degli altri farmaci viene utilizzato un test di provocazione orale che si esegue in ambiente ospedaliero, sotto controllo medico. Infatti, il medico somministra dosi gradualmente crescenti del farmaco sospetto al paziente, mentre osserva le reazioni dell’organismo. La procedura avviene in sicurezza per il paziente: il medico, infatti, in caso di reazione allergica, interviene interrompendo tempestivamente la somministrazione del farmaco e somministrando i farmaci necessari per una regressione rapida dei sintomi. L’esame può prevedere l’assunzione controllata del farmaco per alcune ore, seguita da un periodo di osservazione.
Questi test devono essere eseguiti da specialisti esperti in centri specializzati perché comportano un rischio intrinseco di reazione allergica.
- Prevenzione secondaria
Evitare l’assunzione del medicinale responsabile della reazione è la più importante azione di prevenzione secondaria che riduce il rischio di allergia. Dal momento che la sensibilizzazione può avvenire nei confronti di una molecola presente in più farmaci, dopo la conferma diagnostica, lo specialista potrebbe fornire un elenco dei farmaci da evitare e suggerire alternative sicure quando possibile.
Per alleviare i sintomi lievi possono essere utilizzati farmaci antistaminici e, in alcuni casi, corticosteroidi per via orale o endovenosa, sempre secondo le indicazioni del medico.
Per le reazioni gravi come lo shock anafilattico, la terapia d’elezione è l’adrenalina e la successiva gestione in ambito ospedaliero di emergenza.
Aggiornamento: marzo 2026
Online: maggio 2021
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