Stare accanto a un familiare o una persona cara che soffre di disturbo di panico non è sempre facile, dato che molte volte ci si sente impotenti e non in grado di aiutare e migliorare la situazione. In particolare, il momento in cui compare l’attacco di panico può diventare una situazione complessa se non si sa bene come comportarsi – spiega la dottoressa Giovanna Vanni, medico-psicoterapeuta del Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X. Quando si verifica l’attacco di panico bisogna ricordare come prima cosa che per assistere la persona cara è necessario adottare un aiuto personalizzato e adattato alle necessità del momento della persona, alle sue caratteristiche e alle richieste che possono presentarsi in quei minuti. L’idea generale è di stare con la persona in modo gentile e calmo, tenendo presente che l’elemento principale da assicurare sempre è la sua sicurezza. 

Attacchi di panico i consigli dell’esperta

Assistere una persona che soffre di attacco di panico non è una cosa da lasciare al caso e all’improvvisazione, se si vuole evitare di complicare ulteriormente la situazione – sottolinea la dottoressa Vanni -. Ecco alcuni consigli per gestire al meglio l’attacco di panico quando si verifica nella persona che abbiamo accanto: 

1 Usare un tono rassicurante: è importante per non far sentire giudicata la persona che sta soffrendo dell’attacco di panico e tranquillizzarla sul fatto che non vi è nulla di male o vergognoso in quello che le sta succedendo.  

2 Evitare frasi che possono aggravare la situazione: ad esempio, “è tutto nella tua testa” oppure “stai esagerando”. Al loro posto, bisogna cercare di far sentire la persona compresa e al sicuro, senza colpevolizzarla o accusarla. 

3 Stabilire empatia: per una persona che sta vivendo un attacco di panico è molto importante sentirsi compresa e capita. Per questo bisogna cercare di mettersi il più possibile nei suoi panni e cercare di capire cosa sta provando, dicendo frasi come: “Lo so che è dura, stai molto male, aspettiamo insieme che passi”. 

4 Chiedere alla persona come vorrebbe che ci comportassimo: non bisogna imporre il proprio modo di fare, ma comportarci secondo le necessità della persona che sta soffrendo. Per questo è importante chiedere direttamente come vuole che ci comportiamo. Ad esempio, possiamo chiedere: “Posso abbracciarti?”, “Posso stringerti le mani?”, “Vuoi fare due passi?”.

5 Evitare “pressioni”: non insistere nel cercare di capire la causa dell’attacco o interpretarlo, in quanto questo creerebbe ancora più confusione nella persona.  

6 Regolare la respirazione: spesso chi sta avendo un attacco di panico ha la tendenza a fare brevi respiri rapidi rischiando di andare in iperventilazione o persino di non respirare affatto. Iperventilazione e tachicardia rischiano di spaventare ancora di più la persona e per questo ricordarle di rallentare e controllare la respirazione può essere utile per tranquillizzarla. Anche provare a chiedere di contare inspirazioni ed espirazioni, magari respirando e contando insieme, può essere utile. 

7 Regolare la temperatura corporea: a volte, durante l’attacco di panico è possibile che la persona avverta molto caldo o freddo. Per questo, può essere utile proporre di rinfrescarsi o avvolgersi in una coperta, a seconda del bisogno, del momento o di dove siamo.

8 Aspettare insieme che passi: in genere l’attacco di panico dura pochi minuti, anche se per la persone che lo sta vivendo sembra che non passi mai. Anche quando è trascorsa la fase acuta dell’attacco, rimanere con la persona finchè si sente completamente meglio è utile per dimostrare la propria vicinanza e farla sentire al sicuro.

9 Evitare discussioni: a volte la persona che sta subendo un attacco di panico può rivelarsi scortese e irritabile, può cercare di allontanare chi la sta aiutando o offenderla. Tuttavia, in questi casi va evitato di scatenare una discussione e bisogna cercare di continuare a mostrarsi comprensivi, concederle lo spazio richiesto tenendo a mente che quando non si sta bene può capitare a tutti di essere irritabili.

10 Rivolgersi a uno specialista: è il primo passo per aiutare una persona che soffre di disturbo di panico, dato che solo un esperto può individuare la terapia migliore per gestire il problema. Anche in questo caso, il suggerimento deve essere posto più gentilmente possibile, ad esempio con frasi come: “può capitare a tutti, magari capiterà anche a me e chiederò aiuto a uno specialista, che dici, lo cerchiamo insieme o vuoi che ti accompagni?