Come le mani, anche le superfici con cui veniamo in contatto devono essere lavate con cura. Questo perché anche le superfici dei luoghi che frequentiamo, calpestiamo o degli oggetti che tocchiamo, possono veicolare il nuovo coronavirus, e possono contribuire a portare in casa il virus. «Il virus sopravvive per tempi diversi su materiali diversi su cui si deposita – spiega la dottoressa Elena Azzolini, medico della direzione sanitaria di Humanitas Research Hospital -, e si riduce notevolmente il rischio di infezione con il passare del tempo. Per esempio, sembra che il virus resti attivo su plastica e acciaio fino a 72 ore, perché sono materiali che assorbono di meno le goccioline infette (droplet), su carta e cartone fino a 24 ore, mentre sul rame fino a 4 ore. Invece, il coronavirus non si trasmette con il cibo, a patto che chi manipola il cibo rispetti l’igiene delle mani e le altre precauzioni». 

Quali e come pulire le superfici e oggetti di uso quotidiano per ridurre il rischio di infezione

Oggetti: vanno disinfettati o sanificati con prodotti a base di alcol (etanolo), amuchina o candeggina, ipoclorito di sodio, quegli oggetti che vengono toccati più di frequente come maniglie delle porte, corrimano, chiavi, citofono, interruttori della luce, rubinetti, telefoni, tastiere e ovviamente il proprio cellulare. Attenzione: seguire le istruzioni e raccomandazioni sulle etichette dei prodotti per la pulizia. 

Abiti, capelli: è poco plausibile che i vestiti, o i nostri capelli possano essere contaminati dal virus quando usciamo, anche se andiamo in ambienti chiusi. E’ buona norma e regola di buon senso, evitare di appoggiare cappotto, sciarpe o borsa sul divano o sul tavolo, al rientro in casa.

Bucato in lavatrice: la sterilizzazione degli indumenti avviene per lavaggi in lavatrice a 60°per 30 minuti (o tempi più brevi per temperature superiori) con i comuni detersivi. Per gli indumenti che non resistono a quel tipo di temperature e lavaggio, è possibile aggiungere la quantità di candeggina delicata indicata sul flacone. 

Scarpe: in teoria è possibile che il virus venga trasportato sulle suole delle scarpe se calpestiamo catarro o secrezioni respiratorie espulse da una persona infetta. Tuttavia, sebbene sia difficile che le scarpe rappresentino un rischio di infezione perchè in genere non tocchiamo il pavimento con le mani, è buona regola togliere le scarpe all’ingresso o lasciarle fuori dalla porta, specie se in casa vivono bambini piccoli. Lavare le scarpe non è necessario, a meno che non siano visibilmente sporche; la La necessità di lavare le scarpe è equiparabile a quella precedente l’epidemia

Zampe del cane: come per le suole delle scarpe, in teoria è possibile che le zampe del cane trasportino il virus in casa se entrano in contatto con secrezioni infette, anche se finora non risultano casi di contagio avvenuti in questo modo. Per pulire le zampe del cane al rientro dalla passeggiata, si può usare acqua mista a euclorina, una sostanza simile alla candeggina ma meno aggressiva, poi  sciacquare bene le zampe per evitare irritazioni. Meglio però evitare che il cane salga su superfici come il divano o il letto.

Pavimenti e superfici: andrebbero lavate con prodotti a base di cloro allo 0,1%, come la candeggina o la varechina diluita.

Per prestare la giusta attenzione ai luoghi e alle superfici con cui è possibile venire in contatto più di frequente, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha da poco definito le regole per l’igiene e pulizia della casa, dell’ambiente di lavoro, negozi, uffici pubblici e mezzi di trasporto, e in generale di tutti gli ambienti chiusi: 

Garantire un buon ricambio dell’aria

Aprire regolarmente le finestre, evitando se possibile quelle su strade trafficate

Chiudere le finestre di notte

In funzione delle attività svolte, ottimizzare l’apertura delle finestre  

Pulizie e prodotti per la pulizia

Prima di utilizzare i prodotti , leggere etichette e istruzioni, rispettare i dosaggi raccomandati, prestare attenzione ai simboli di pericolo

Prima di iniziare le pulizie, indossare i guanti e/o i dispositivi di protezione individuale

Pulire gli ambienti, i materiali e gli arredi con acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5% (è un componente della candeggina)

Non mixare prodotti di pulizia diversi, specie con quelli che contengono candeggina o ammoniaca

Durante e dopo l’uso dei prodotti per le pulizie, areare gli ambienti (aprire le finestre)

Pulizia degli impianti di ventilazione

A casa: pulire regolarmente prese e griglie dell’aria condizionata e di ventilazione con un panno inumidito con acqua e sapone oppure alcol etilico 75%

Negli uffici e luoghi pubblici: gli impianti di ventilazione meccanica controllata devono essere mantenuti accesi, funzionanti, sotto controllo per i parametri come  temperatura, umidità relativa, CO2, eliminando totalmente il ricircolo dell’aria. Come per gli impianti domestici, pulire regolarmente i filtri e, eventualmente, sostituire il pacco filtrante con uno più efficiente.