SARS-CoV-2, uno dei virus dell’ampia famiglia dei coronavirus, dall’inizio della pandemia COVID-19 fa registrare oltre 52 milioni di casi finora confermati in tutto il mondo, con oltre 1.200.000 decessi. Si tratta di un virus mai comparso prima tra gli esseri umani e, non essendoci ancora gruppi di persone che possono essere considerati immuni,  tutta la popolazione mondiale è potenzialmente suscettibile a questa infezione. Come la maggior parte dei virus, anche il nuovo coronavirus responsabile di quella patologia che conosciamo come COVID-19, ha bisogno di un tempo di incubazione per sviluppare i sintomi. Cosa significa tempo di incubazione e quanto dura?

Cosa significa tempo di incubazione?

Per tempo di incubazione si intende quel periodo finestra tra il contagio, ovvero l’aggressione del corpo da parte del virus, e l’inizio della manifestazione dei sintomi della patologia che coincide, in genere, con il momento in cui diventiamo a nostra volta infettivi. E’ in questo momento che il tampone e gli altri test diagnostici sono in grado di rilevare la presenza dell’infezione. 

Qual è il tempo di incubazione di COVID-19?

Il periodo di incubazione del virus varia da persona a persona: può andare da 48-72 ore circa fino a due settimane. Dati emersi da un report degli Annals of Internal Medicine del 5 maggio 2020 indicano che il tempo di incubazione per COVID-19 è in media di 4-5 giorni con sintomi che durano circa 11 giorni. 

Quando si è più contagiosi?

In genere, quando compaiono i sintomi di COVID-19 la contagiosità di un individuo raggiunge il suo picco, ma va sottolineato che la carica virale e non la severità dei sintomi è correlata alla infettività, cioè alla probabilità di trasmettere il virus. Pertanto possono essere contagiosi anche individui “debolmente positivi” e gli asintomatici, ovvero coloro che pur contagiati non mostrano sintomi e potrebbero non sapere di aver contratto il virus. Tuttavia, l’infettività ha il suo picco massimo fino a due giorni prima e subito dopo la comparsa dei sintomi, e si estende oltre 10 giorni dopo il primo sintomo. 

Come si trasmette il virus SARS-CoV-2?

Altamente contagioso, il virus SARS-CoV-2 è molto veloce nella sua trasmissione tra gli individui che avviene principalmente attraverso il contatto ravvicinato, per l’esposizione ai droplet, ossia le particelle che emettiamo quando parliamo o, in misura sensibilmente maggiore, urliamo, cantiamo, starnutiamo o tossiamo. Le particelle di droplet possono contaminare anche superfici e sopravvivere per tempi che vanno da qualche ora fino ad alcuni giorni in base al materiale della superficie. Il virus quindi può essere trasmesso anche tramite le mani non lavate e disinfettate, magari toccandosi il viso, la bocca o il naso dopo aver toccato superfici contaminate dai droplet. Per questo motivo, insieme alla mascherina protettiva e alla distanza di almeno un metro, misure di protezione dalla diffusione di SARS-CoV-2 quando si esce di casa e si incontrano persone esterne ai propri conviventi, è molto importante lavare e igienizzare spesso le mani.

Cosa fare in caso di sintomi?

In caso compaiano sintomi riconducibili a COVID-19, occorre rimanere a casa e contattare il proprio medico di medicina generale che valuterà l’eventualità di prescrivere il tampone eseguito su un campione di cellule prelevate dalle vie respiratorie. In caso di contatti a rischio ma non sintomatici, il tampone va eseguito non prima del tempo minimo di incubazione (72 ore dal contatto) per rilevare un’eventuale infezione. 

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