Si chiamano curve di crescita e per molte mamme sono motivo di ansia e preoccupazione per lo sviluppo e la crescita del proprio bambino, così come il grafico e i percentili. Cosa sono, a cosa servono e quanto sono importanti e per quanto tempo è importante valutarli, lo spiega il dott. Fabrizio Ciralli, responsabile di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X di Milano.

Curve di crescita, misure ideali ma importanti

Le curve di crescita sono importanti misure con cui il pediatra valuta la salute e la crescita del neonato. «Definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – spiega il dott. Ciralli -, le curve di crescita fanno riferimento a misure ideali di crescita di bambini in diverse parti del mondo. Si tratta di misure ideali, appunto, di bambini in condizioni di crescita ideali,  allattati al seno fino a circa il 6° mese e poi  divezzati. Durante i controlli dal pediatra, che nel primo anno di vita è importante siano ravvicinati, il medico valuta lo stato di salute generale del bambino, e si confronta con i genitori sui progressi dello sviluppo neurologico, motorio e cognitivo, la crescita ponderale (il peso) e la statura, ma riceve informazioni anche sulle abitudini del bambino, sul sonno e sull’alimentazione, per esempio. Tutte informazioni utili e necessarie a valutare lo sviluppo e la crescita del bambino».

Percentili e grafico: misure importanti per il pediatra

Il pediatra ha bisogno di punti di riferimento, ovvero range statistici, che gli permettano di valutare, la normale crescita in peso, statura, e sviluppo della circonferenza cranica. «La valutazione statistica della crescita del bambino per percentili serve al pediatra – continua l’esperto -. I dati di crescita del bambino inseriti all’interno del range di normalità dei percentili, sono quindi un indice statistico che dipende anche dal target genetico familiare. Significa che ci saranno bimbi più grandi o più piccoli, a seconda delle caratteristiche dei genitori. Ad ogni controllo viene monitorato il trend di crescita in un grafico che può presentare variazioni, rallentamenti o scatti di crescita normali soprattutto nei primi mesi di vita. Lo scatto di crescita, ovvero una crescita superiore al trend di sviluppo del bimbo, non è importante, non è necessario e non tutti i bambini ce l’hanno. Se capita, potrebbe avvenire tra le 2-3 settimane di vita, oppure a 3 o 6 mesi di vita».

Fino a che età, e quanto sono importanti curva di crescita e percentili?

Se uno scatto di crescita non è importante, una riduzione o un rallentamento della curva di crescita non devono suscitare preoccupazioni, ma non vanno sottovalutate. «Le curve di crescita sono sempre importanti – sottolinea il dott. Ciralli -, sia da 0 a 24 mesi, ma anche quelle da 2 anni a 18 anni perché variazioni di crescita possono avvenire in qualunque momento, anche da adolescenti. Nei primi due anni di vita, per esempio, una riduzione del percentile di crescita di un bimbo allattato al seno non deve spaventare ma è importante rivolgersi al pediatra perchè potrebbe essere dovuta a una riduzione della produzione di latte materno, a intolleranze alimentari durante lo svezzamento, o altre cause anche transitorie. Invece, un rallentamento di crescita in un adolescente può dipendere dal target genetico».