Per ogni neogenitore la salute del proprio piccolo è fondamentale, sia quando è sveglio che quando fa la nanna. In alcuni casi però il controllo dei genitori non è sufficiente, se non è anche accompagnato da buone norme di comportamento che garantiscono la quasi totale sicurezza del piccolo. «È il caso della sindrome della morte in culla (SIDS) o “morte bianca”, che fa riferimento alla morte improvvisa dei neonati con meno di 1 anno, frequentemente fra il secondo e quarto mese di vita, che avviene per ragioni ancora poco chiare mentre il piccolo dorme – spiega il dott. Fabrizio Ciralli, responsabile di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X -. Nonostante l’imprevedibilità e la difficile individuazione delle cause, a partire dagli anni ‘90 è stata attivata una forte campagna di informazione e prevenzione che si è dimostrata molto efficace. Ad esempio, in Italia, ha ridotto anche del 90% i casi annuali, che attualmente si aggirano tra 0,2-0,5 per ogni 1.000 nati».

SIDS: fattori di rischio conosciuti

«Tra i fattori scatenanti della SIDS, ancora in corso di studi, si ritrovano difetti nel processo di sviluppo dei circuiti cerebrali che riguardano la “capacità di risvegliarsi” dei neonati, specie in situazioni di pericolo quali la mancanza di ossigeno dovuta a infezioni respiratorie o ostruzione delle vie aeree – continua l’esperto -. Ci sarebbero anche dei fattori concorrenti che aumenterebbero il rischio di SIDS, ovvero la prematurità e il basso peso alla nascita (meno di 2,5 kg) del neonato e l’abitudine al fumo e l’assunzione di alcool da parte della madre in gravidanza. Infine, sarebbero state individuate anche delle cause ambientali “precipitanti”, tra cui:

– dormire a pancia in giù o di lato, che favorirebbero il soffocamento del piccolo

– eccessivo calore

– fumo passivo

– somministrazione di latte formulare

– malattie febbrili intercorrenti

– sonno su superfici non idonee con troppe coperte o cuscini»

10 consigli per la buonanotte di ogni bebè

  • mettere il piccolo in posizione supina (a pancia in su)
  • posizionare la culla nella camera con i genitori, in modo da tenere sotto controllo qualsiasi situazione potenzialmente pericolosa
  • non esporre il neonato al fumo di sigaretta
  • evitare temperature più alte di 20° C nella camera da letto, non vestire con troppi indumenti o riempire di coperte e tenere il capo scoperto
  • evitare l’uso del cuscino, a meno che non sia prescritto dal pediatra come nel caso di quello per plagiocefalia. In caso di reflusso esofageo, in cui risulta utile mettere il piccolo in posizione inclinata, si può cambiare l’inclinazione del materasso al posto di utilizzare il cuscino che reclinerebbe solo la testa
  • usare un materasso rigido, della grandezza precisa della culla/lettino ed evitare oggetti morbidi intorno alla testa (peluches, paracolpi imbottiti, posizionatori per lattanti). Evitare anche divani, trapunte e letti ad acqua
  • evitare di far dormire il piccolo nel lettone prima dei 6-8 mesi, e comunque mai con più di due persone
  • usare l’umidificatore in caso di scarsa umiditá o se il bambino ha il naso chiuso (ma evitare le essenze profumate)
  • se possibile, scegliere l’allattamento al seno
  • abituare il neonato a rituali di educazione al sonno che insegnano ad addormentarsi da solo.
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