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Neurite vestibolare e labirintite: quando le vertigini durano a lungo

Può comparire all’improvviso e in modo inaspettato, e durare anche diversi giorni. É la sensazione che “tutto giri” data dalla vertigine che può scatenarsi quando si infiamma una delle strutture deputate al mantenimento dell’equilibrio.

«L’otorinolaringoiatra ha un ruolo fondamentale nella valutazione del paziente con vertigini. Sebbene ormai si sia abbastanza diffuso il concetto di vertigini posizionali (le cupolitiasi o canalolitiasi, condizioni in cui le vertigini sono scatenate dall’erroneo posizionamento di sassolini chiamati “otoliti”), c’è ancora molta confusione su quelle che normalmente vengono definite labirintiti. Spesso infatti con il termine “labirintite” si indicano, erroneamente, tutte le vertigini di lunga durata. In realtà –  dice la dott.ssa Marciante di Humanitas San Pio X – la labirintite si verifica in pochi casi ed è diagnosticabile con sicurezza soltanto quando è la diretta conseguenza di una infezione (virale o batterica) dell’orecchio medio, come ad esempio un’otite media acuta purulenta. Nel caso in cui le vertigini insorgano improvvisamente da una situazione di completo benessere e si protraggano per oltre 24 ore, eventualmente associate a perdita dell’udito, siamo più verosimilmente di fronte ad una neurite vestibolare, ovvero un danno del nervo vestibolare, che può essere riconducibile a diverse cause».

In genere, le vertigini (che sono tipicamente oggettive, ovvero il paziente ha l’impressione di veder girare tutto intorno a sé) possono accompagnarsi anche a:

  • acufeni
  • stordimento
  • nausea
  • vomito
  • febbre
  • mal d’orecchio
  • aumento della salivazione
  • malessere psicologico (ansia, attacchi di panico, paura, tremore, tachicardia, respiro affannato, depressione)

E’ importante ricordare che questi disturbi possono colpire non solo l’adulto, ma anche il bambino e l’anziano, e soprattutto possono confondersi con altri disturbi che nulla hanno a che fare con l’orecchio. Per tale ragione non solo non devono essere sottovalutati, ma devono essere studiati in tempi rapidi, anche per evitare l’aggravamento dell’eventuale ulteriore patologia scatenante la vertigine.

Vertigine, cosa fare?

«La presenza di questi sintomi – prosegue la dott.ssa Marciante – non sono però sufficienti per diagnosticare con buona certezza la causa delle vertigini. È necessario infatti visitare il paziente per esaminare tutti quei segni che possono comparire insieme alle vertigini (movimenti degli occhi, sbandamenti durante il cammino…), e che assumono un senso solo agli occhi dello specialista. Grazie all’attenta valutazione di questi elementi e alla possibilità di eseguire esami diagnostici mirati, come per esempio la videooculonistagmografia o l’esame audiometrico, sarò possibile formulare la diagnosi corretta. In casi selezionati, tuttavia, laddove la valutazione ambulatoriale non fosse in grado di escludere altre patologie come possibili cause delle vertigini, possono essere richiesti ulteriori approfondimenti, per es. con TC o RMN.

Il trattamento, ovviamente, sarà chiaramente impostato in base alla causa e ai disturbi del paziente, e potrà avvalersi di farmaci antibiotici, farmaci in grado di alleviare i sintomi o esercizi specifici in grado di ridurre i sintomi e soprattutto garantire una guarigione che sia rapida ma soprattutto in grado di restituire al paziente la sua quotidianità.

Ad ogni modo, va ricordato che la labirintite è curabile e seguendo le indicazioni dello specialista si possono recuperare benessere e qualità di vita, evitando che nuovi episodi si manifestino».

Otorinolaringoiatra
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