Di fronte alla scelta di come partorire, ci sono donne che scelgono di assecondare il parto anche nella componente dolorosa, mentre per molte altre il dolore del parto rappresenta un grande ostacolo da superare che assorbe molte energie e limita la partecipazione attiva e serena della mamma alla nascita del proprio bimbo. Ricorrere alla sedazione del dolore del parto non è l’alternativa al parto naturale, ma è un mezzo che la medicina offre per compiere una scelta libera e consapevole di partecipazione all’evento. Lo approfondiamo con la dottoressa Laura Balestra, anestesista di Humanitas San Pio X.

 Il dolore del parto

«Il dolore del parto ha caratteristiche uniche – spiega l’esperta -, ha una durata limitata nel tempo, è immediatamente seguito dal benessere e dalla gratificazione della nascita del bambino, è percepito in modo diverso da ogni donna a causa di esperienze precedenti, livello culturale, soglia del dolore.

Le fasi del travaglio di parto si associano alla presenza di contrazioni uterine sempre più dolorose:

  • Stadio dilatante: il dolore è simile a quello mestruale, di natura viscerale, profondo, diffuso e torpido, non ben localizzato, intorno all’ombelico e nella bassa schiena. E’ dovuto alla dilatazione della cervice e alle contrazioni uterine.
  • Stadio espulsivo: il feto progredisce nel canale del parto. Il dolore è ben localizzato, intenso, si sposta dall’addome alla vagina e fino all’ano. È dovuto alla pressione e distensione delle strutture pelviche e del perineo.
  • Stadio di secondamento: inizia dalla nascita e termina con l’espulsione o l’estrazione manuale della placenta».

L’analgesia epidurale

«L’analgesia, cioè l’uso di tecniche o farmaci per lenire il dolore, eseguita durante il travaglio su richiesta e in assenza di controindicazioni, aiuta la partecipazione serena e concentrata alla nascita del proprio figlio. La partoanalgesia maggiormente utilizzata è l’epidurale (o peridurale) – prosegue la dottoressa Balestra -. L’analgesia epidurale o peridurale, praticata da circa un secolo, l’analgesia peridurale è universalmente riconosciuta quale miglior tecnica per il controllo del dolore durante il parto».

 I benefici per la mamma e di riflesso per il suo bambino

  • contrazioni uterine percepite, ma non dolorose. I farmaci agiscono direttamente sulle radici nervose
  • efficace a dosaggi ridotti e quindi riduce gli effetti collaterali materni e fetali
  • non influisce sul travaglio o il parto: permette la scomparsa o la sensibile riduzione del dolore durante il travaglio mantenendo inalterata la sensibilità cutanea, la motilità e la sensazione di contrazione e di spinta
  • in caso di taglio cesareo, evita il ricorso all’anestesia generale. Questo non esclude la possibilità di modificare la tecnica, ricorrendo eventualmente all’anestesia subaracnoidea oppure all’anestesia generale, se necessario
  • non compromette la possibilità di allattamento.

Come si effettua la parto analgesia

La procedura di inserimento del cateterino epidurale prevede:

  • anestesia locale a livello della zona lombare in cui verrà introdotto il cateterino
  • introduzione nello spazio peridurale lombare di un sottile catetere attraverso un apposito ago

Il catetere resta posizionato per tutta la durata del travaglio di parto per la somministrazione ripetuta di boli di anestetico locale associabile a piccolissime dosi di oppiacei.

Complicanze ed effetti collaterali della Parto analgesia

«La peridurale eseguita da personale esperto e qualificato è una tecnica sicura ed abitualmente priva di complicanze – dice l’anestesista -. Il disturbo più frequente dopo il parto è il mal di schiena, un dolore transitorio presente anche in donne che non sono state sottoposte ad analgesia peridurale, probabilmente dovuto al riassetto della postura. L’eventuale complicanza più frequente (circa un caso su mille) è il mal di testa, che compare il giorno dopo il parto, se per problematiche anatomiche e tecniche, viene perforata la membrana dura madre durante l’esecuzione della manovra. Con il riposo in posizione supina, idratazione e terapia analgesica, la sintomatologia si risolve entro pochi giorni.

Il continuo controllo delle funzioni vitali prima, durante e dopo l’anestesia/analgesia consente di prevenire eventuali complicazioni che potrebbero manifestarsi in seguito alla manovra. In sala parto, tale presidio costituisce certamente uno strumento di sicurezza: una volta posizionato, in qualunque momento dovesse presentarsi un’emergenza che potenzialmente metta in pericolo la salute della mamma e/o del bambino, cambiando la concentrazione o la composizione dei farmaci è possibile convertire un’analgesia in un’anestesia ed effettuare prontamente un taglio cesareo in sicurezza».

Partoanalgesia: come richiederla in Humanitas San Pio X

La partoanalgesia è disponibile in Humanitas San Pio X 24 ore su 24. Il giorno del parto può essere richiesta dalla donna a travaglio avviato all’équipe ostetrico-ginecologica che avviserà l’anestesista. Intorno alla 36a settimana di gravidanza, è necessaria la visita anestesiologica per la valutazione di idoneità alla partoanalgesia.

La visita prevede: valutazione dello stato di salute della donna, rilevazione di eventuali controindicazioni ginecologiche e/o ostetriche, colloquio per rispondere a dubbi e richiesta informazioni sull’analgesia peridurale, compilazione della cartella di valutazione anestesiologica e raccolta del consenso informato alla procedura.   

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Per il Prericovero con la visita anestesiologica alla 36° settimana telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 13 al numero 02 69516411