Quasi 2 diabetici su 10 sviluppano lesioni note come piede diabetico, guaribili nella stragrande maggioranza dei casi grazie a diagnosi tempestiva e trattamenti mirati alla causa. «Il diabete può portare a gravi lesioni a carico del piede che hanno cause diverse, neuropatica o vascolare – spiega il dottor Davide Colli, podologo di Humanitas San Pio X -. In base alla causa, varia il trattamento che nel 90% dei casi è risolutivo, specie se la diagnosi è precoce. Importante però è che il paziente sappia riconoscere i segni e sintomi del piede diabetico, e rivolgersi tempestivamente al proprio medico». 

Non aspettare lesioni e ulcere

«Prima di arrivare alla formazione delle lesioni tipiche del piede diabetico – continua l’esperto -, quali ulcere sulla cute di gamba e piede, con possibile rischio di infezioni ed eventuale necessità di amputazione di parte del piede o dell’arto, si possono avere manifestazioni con segni e sintomi lievi, quali:

  • sensazione di formicolio ai piedi
  • dolore ai polpacci quando si cammina 
  • gambe e piedi irrequieti, anche quando si è a letto 
  • sensazione di freddo ai piedi nonostante al tatto la pelle risulti calda
  • lesioni sulla pelle simili a ematomi o macchie

Essendo il piede diabetico una complicanza della malattia diabetica, sono spesso presenti contemporaneamente problemi di tipo neuropatico e vascolare, ma anche scompenso della glicemia, insufficienza renale cronica, cardiopatia ischemica o altri problemi che richiedono un approccio multidisciplinare con più specialisti, come il chirurgo vascolare, il radiologo, l’ortopedico, il diabetologo, il nefrologo, il cardiologo, il podologo e l’infermiere. Nel modello minimo, il team di cura del piede diabetico è composto da un medico, un infermiere e/o un podologo, queste figure centrali hanno anche il compito di quantificare il rischio ulcerativo dei pazienti con screening specifici».

Terapia conservativa o chirurgia?

Sulla base dei sintomi, dei segni presenti sulla pelle, di test ed esami specifici, il team multidisciplinare può stabilire la causa e iniziare il trattamento, chirurgico o non chirurgico-conservativo. «Se sintomi e lesioni sono di natura ischemica, ovvero vascolare da arteriopatia, e di entità severa – prosegue il dottor Colli -, per salvare il piede e l’arto è necessario l’intervento chirurgico di rivascolarizzazione o bypass che si effettua in regime di degenza, mentre in caso di infezioni, per riparare i tessuti serve la “pulizia chirurgica” dell’infezione. Dopo la chirurgia, il paziente necessita di medicazioni e cure che vengono effettuate ambulatorialmente e di indossare ausili come tutori o scarpe da medicazione, fino alla completa guarigione. In casi meno gravi, ovvero di piccole lesioni al piede o alla gamba, possono essere curate conservativamente con medicazioni ambulatoriali e con l’utilizzo delle dovute calzature da medicazione».

Piede diabetico: 10 consigli per la cura di ogni giorno

«Non tutte le persone diabetiche svilupperanno il piede diabetico, ma tutti i diabetici dovranno imparare a prendersi cura dei loro piedi – dice l’esperto -, non solo come prevenzione per evitare la formazione delle ulcere, ma anche per evitare il rischio elevato che dopo l’intervento se ne formino di nuove. Il podologo riveste un ruolo importante nella prevenzione delle ulcere del piede diabetico: si occupa del corretto taglio delle unghie e rimozione delle callosità, di fornire consigli sulla detersione e cura della cute, ma anche di consigliare le corrette calzature e plantari al fine di prevenzione le ulcere tipiche del piede diabetico». 

Ogni giorno è quindi importante:

  • Ispezionare accuratamente i piedi, anche negli spazi tra le dita usando uno specchio per guardare sotto la pianta (oppure farsi aiutare)
  • Lavare i piedi con acqua corrente tiepida e sapone a pH fisiologico
  • Asciugare bene i piedi, anche tra le dita 
  • Idratare i piedi, soprattutto dove la pelle è secca
  • Indossare calzini morbidi, non troppo sottili e senza cuciture
  • Scegliere scarpe adatte alla misura e forma del piede, se consigliate dallo specialista utilizzare calzature e ciabatte specifiche di prevenzione
  • Prima di indossare le calzature, verificare che al loro interno non siano presenti detriti o corpi estranei 
  • Evitare scarpe con tacchi alti o scarpe a punta
  • Non camminare scalzi
  • Non tagliare le unghie con forbici o tronchesi appuntiti, ma limarle con una limetta di cartone o rivolgersi a un podologo, soprattutto se presenti complicanze come vasculopatia o neuropatia.