“Noooo”, non si può perdere il rigore decisivo perché urge correre al bagno e se poi è solo un sogno, non c’è nemmeno da preoccuparsi per la propria salute. E’ quello che pensano tanti uomini, ma siamo davvero sicuri che non avere sintomi sia un buon motivo per non andare dall’urologo?

La risposta nell’episodio “Il rigore decisivo” di “Man in Blue” dedicato alla prevenzione del tumore della prostata realizzato con la consulenza scientifica degli specialisti di Humanitas San Pio X. Anche in tempo di Covid-19, la prevenzione al maschile non si ferma e in occasione del mese di novembre con il cartoon vengono affrontati – a partire da scene di vita reale – falsi miti e credenze per spiegare cosa fare per prendersi cura della propria salute, dalla prostata ai capelli e fino alla vita sessuale. Perché anche per gli uomini le visite di controllo tengono lontane le malattie, le prevengono e aiutano a mantenersi in salute e in forma.

Il tumore alla prostata non si sente, ma si vede con la prevenzione

«Il tumore alla prostata è il più diffuso tra i maschi (ndr. l’81% degli uomini lo sa e il 53% ne ha paura) – dice il dott. Emanuele Scapaticci, urologo di Humanitas San Pio X -. In fase iniziale può essere asintomatico, per questo non avere sintomi non è un buon motivo per non andare dall’urologo. I controlli di prevenzione dovrebbero essere periodici. In particolare in assenza di patologie e sintomi: 

  • a 16 anni prima visita per la valutazione dell’apparato genitale, eventualmente ripetibile intorno ai 25 anni
  • intorno ai 40 anni prima visita per la valutazione della salute prostatica (soprattutto in caso di familiarità per patologie prostatiche)
  • dopo i 50 anni: visita urologica periodica (la periodicità viene definita dallo specialista in funzione di ogni singolo caso) con esplorazione rettale per palpazione della prostata e valutazione del PSA. Su indicazione del medico anche ecografia addominale completa, ecografia prostatica, e esame urine».

In caso di tumore, la prevenzione aiuta la guarigione

Il tumore alla prostata è la malattia più temuta dagli uomini. Secondo i recenti dati AIOM sui tumori, gli uomini si ammalano di meno di tumore in generale, ma quando accade la prognosi è peggiore rispetto alle donne. «Diversamente dalle donne, gli uomini tendono a sottovalutare i segnali del proprio corpo e vanno dal medico solo se stanno male – dice il dottor Emanuele Scapaticci, urologo di Humanitas San Pio X -. Più del 30% dei tumori alla prostata infatti viene diagnosticato quando la malattia si è diffusa oltre la prostata. Controlli periodici aiutano la prevenzione ed evitano di arrivare alla diagnosi quando la malattia è già a uno stadio avanzato. Infatti, se diagnosticato in fase precoce, anche grazie ad esami diagnostici innovativi e non invasivi come la risonanza magnetica multiparametrica e la biopsia di fusione,  il tumore alla prostata si cura e si guarisce con terapie spesso mininvasive. La chirurgia robotica, infatti, in questi casi permette di intervenire con effetti collaterali ridotti al minimo: si riesce ad esempio a recuperare una attività sessuale soddisfacente e il rischio di incontinenza urinaria è ridotto al minimo ».

Episodio 1: “Il rigore decisivo”

Salute della prostata 
Diretto da Luciano Nava e Emanuele Scapaticci, urologi

Lo stile di vita che aiuta la prevenzione

Tumori e disturbi possono dipendere anche dallo stile di vita: obesità, sedentarietà, dieta troppo ricca di calcio, grassi saturi e carne, aumentano il rischio di ammalarsi. Pertanto:

  • evita gli eccessi di alcol
  • smetti di fumare
  • segui una dieta equilibrata ricca di fibre, povera di grassi e carne
  • mantieni la corretta idratazione (1,5 litri di acqua al giorno)
  • fai regolare attività fisica