COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 6951 1
PRENOTAZIONE SSN
+39 02 6951 6000

LUNEDì – VENERDì
dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 14 alle 16.30
SABATO CHIUSO

PRENOTAZIONE PRIVATI, ASSICURATI, CONVENZIONATI
+39 02 69 51 7000

LUNEDì – VENERDì
dalle 8.00 alle 19.00
SABATO - dalle 08.00 alle 13.00

PRENOTAZIONE PRELIEVI
02 69517000

Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

HUMANITAS PER LEI
+39 02 69 51 5151

Dal lunedì al venerdì
Privati, Assicurati e Convenzionati
dalle 9 alle 17

SSN dalle 10:30 alle 17

CENTRO PRIMO INTERVENTO ORTOPEDICO

Dal lunedì alla domenica
Dalle 8.00 alle 20.00

+39 02 69 51 5555

Il servizio è effettuato in regime privato.

Stili di vita e alimentazione sana: cosa fa bene al cuore

Le malattie cardiovascolari legate all’aterosclerosi sono patologie croniche che ancora oggi rappresentano la causa principale delle morti premature in Europa. Le cause sono spesso correlate allo stile di vita. Ne parliamo con il dottor Gianluca Ruffin, responsabile di cardiologia di Humanitas San Pio X.  

Stile di vita e malattie cardiovascolari: quali sono le cause?

Le malattie cardiovascolari sono strettamente connesse allo stile di vita, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che oltre tre quarti della mortalità cardiovascolare globale può essere prevenuta mediante l’attuazione di adeguate modifiche nello stile di vita in particolare legate a:

  • consumo di tabacco
  • scorrette abitudini alimentari
  • sedentarietà
  • stress psicosociale

La stratificazione del rischio cardiovascolare avviene attraverso le consolidate carte del rischio che tengono conto di: 

  • età
  • presenza di uno o più fattori di rischio (fumo, ipertensione arteriosa, assetto lipidico) e presenza o meno di diabete mellito.

«Se ad alto rischio, i pazienti devono essere incoraggiati a smettere di fumare, a modificare la dieta, a perdere peso e ad aumentare l’attività fisica. Modificare lo stile di vita, in molti casi, può ridurre il ricorso a una terapia farmacologica» dice l’esperto.

Perché è importante la dieta?

Per un paziente con alto rischio cardiovascolare, la dieta è importante per:

  • ridurre il consumo totale di grassi (non devono superare il 30% dell’apporto energetico totale giornaliero)
  • ridurre i grassi saturi (non devono superare un terzo dei grassi totali, vanno sostituiti in parte con grassi di origine vegetale e in parte con carboidrati complessi)
  • aumentare il consumo di frutta fresca, cereali e verdure
  • aumentare il consumo di pesce
  • ridurre l’apporto calorico totale, specie se è necessario perdere peso
  • ridurre l’assunzione di sale e di alcool qualora la pressione arteriosa sia elevata.

«Tutti i pazienti dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti a cambiare stile di vita – sottolinea il dottor Ruffin –, aumentare l’attività fisica, specie l’esercizio aerobico, e quindi camminare a passo veloce, nuotare, ballare o andare in bicicletta per almeno 30 minuti 5 volte a settimana, e se si riesce, tutti i giorni. Questo, sia perché aiuta a ridurre il peso, sia perché se l’attività fisica viene associata a una dieta corretta, aiuta a aumentare il colesterolo “buono” HDL, a ridurre i trigliceridi e anche la tendenza alla trombosi».

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 780 medici