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Stitichezza in vacanza: cause e rimedi

La stitichezza o stipsi da viaggio (o in viaggio) è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne. Spesso, anche prima di partire, l’intestino non è sempre regolare, ma in viaggio e in vacanza può diventare un ulteriore disagio. Gonfiore, dolore addominale, stimolo ad evacuare quando non si è nella propria camera d’albergo o a proprio agio, sono tutte situazioni che possono compromettere il piacere della vacanza, per sé e per chi è con noi. 

Ne parliamo con il professor Jacques Lucien Megevand, responsabile di Chirurgia Generale e del Centro del Pavimento Pelvico di Humanitas San Pio X. 

Quante volte è normale andare in bagno? 

E’ considerata normale, cioè si parla di regolarità intestinale, quando il numero di evacuazioni varia da 2 volte al giorno a 2-3 volte alla settimana. Quando le evacuazioni sono meno frequenti, oppure le feci sono molto dure e nonostante l’evacuazione permane lo stimolo a svuotarsi, cioè si ha la sensazione di non essersi svuotati completamente, si parla di stipsi o di sindrome da ostruita defecazione.

Stitichezza in viaggio: quali sono le cause?

La stitichezza, o stipsi, può avere diverse cause: se compare a seguito di un viaggio, è temporanea e passa in qualche giorno, può essere causata da cambiamenti di alimentazione o temperatura, oppure al jet lag (il fuso orario) che può contribuire ad alterare la regolarità intestinale. 

Quando invece la stitichezza è una consuetudine che ci si porta anche in vacanza, allora è il caso di indagare sulle cause. Infatti, la stipsi cronica può essere causata da un ridotto transito intestinale delle feci che si “bloccano” a causa di una ridotta motilità intestinale (peristalsi): in questo caso, la muscolatura dell’intestino non è efficace al fine di spingere le feci nel retto e quindi dall’ano, all’esterno. Si tratta di una condizione patologica meno frequente rispetto alla sindrome di ostruita defecazione che comporta invece un incompleto svuotamento del retto, e può avere origine da un disturbo del pavimento pelvico.

Infatti, la presenza di un rettocele o di un prolasso rettale, specie nelle donne che hanno subito interventi ginecologici o hanno avuto più parti, può essere tra le cause di stipsi cronica e alterazione della meccanica defecatoria. Parlarne con un esperto può aiutare a indagare le cause, ricevere una diagnosi corretta e quindi il trattamento specifico sulle cause, per risolvere definitivamente il problema.

Quali rimedi in caso di stipsi?

Sia che compaia durante la vacanza, sia che si tratti di un stipsi cronica, seguire alcuni consigli può aiutare l’intestino:

Dieta e idratazione

  • Preferire un’alimentazione varia, ricca di frutta fresca, verdura, prodotti a base di soia, pane integrale e cereali opportunamente aggiunti alla dieta
  • Ridurre formaggi elaborati, cioccolato, carne, riso e farina raffinata (bianca), se le feci sono in genere dure
  • Masticare bene e a lungo gli alimenti
  • Bere almeno due litri di acqua al giorno incluse zuppe, tè e spremute

Lassativi e clisteri

  • Evitare l’uso prolungato e continuativo di lassativi quali senna, liquirizia ed erbe perché hanno un effetto irritativo e contribuiscono ad impigrire ancor di più l’intestino. I clisteri non hanno efficacia nella sindrome di defecazione ostruita
  • In viaggio e in caso di necessità, preferire lassativi-integratori alimentari a base di fibre psillio e guar che contribuiscono ad ammorbidire le feci e favoriscono l’evacuazione

Corretta evacuazione

  • Non rinviare o trattenere lo stimolo evacuativo

Attività fisica

  • Camminare a passo moderato, anche su tapis roulant, ogni giorno, aiuta la tonicità dei muscoli intestinali

Se però la stipsi non passa, e l’evacuazione è inferiore a 2-3 volte a settimana, si ha la sensazione di tappo, manca lo stimolo alla defecazione, si avverte dolore o sensazione di pesantezza a livello pelvico, è bene consultare lo specialista proctologo. 

In Humanitas San Pio X, il primo colloquio con il medico specialista del pavimento pelvico si può effettuare anche con la televisita, che permette alla persona di spiegare i propri disturbi, di cui spesso è difficile parlare, nel comfort della propria abitazione. Il medico, grazie allo strumento della televisita, potrà raccogliere le informazioni (anamnesi) sui sintomi e sulla storia clinica della persona, e fornire i primi consigli, prescrivendo eventualmente indagini di approfondimento ed esami.

Sarà comunque necessario eseguire una visita specialistica affinchè il medico possa effettuare tutti gli approfondimenti necessari esaminando il/la paziente nel corso dell’incontro.

Responsabile di Chirurgia Generale
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