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Supplementazione di Vitamina D, ecco a cosa serve

I benefici della vitamina D per i bambini

La vitamina D è essenziale per il normale sviluppo osseo del bambino e svolge anche altre importanti funzioni, soprattutto di supporto al sistema immunitario. Questa vitamina è prodotta dal nostro organismo in risposta all’esposizione al sole ed è disponibile in un numero limitato di alimenti: alla nostra latitudine la maggior parte degli adolescenti e degli adulti ne risulta carente.
L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda la supplementazione di vitamina D fin dalla nascita, indipendentemente dal tipo di alimentazione: infatti, sia il latte materno sia quello formulato non ne garantiscono il fabbisogno giornaliero.
La profilassi deve essere giornaliera e deve proseguire almeno per tutto il primo anno di vita.

Come avviene la supplementazione di vitamina D?

La supplementazione di vitamina D viene in genere proposta in gocce, secondo un dosaggio stabilito e suggerito dal pediatra (400-800 UI/die).

Quali sono i benefici?

L’assunzione di vitamina D durante il primo anno di vita contribuisce a:

  • prevenire il rachitismo
  • facilitare l’assorbimento del calcio, influenzando così i processi di acquisizione della massa ossea e favorendo lo sviluppo di una buona dentizione
  • agevolare la chiusura della/e fontanella/e, aree non ossificate del cranio
  • incrementare l’abilità del sistema immunitario a contrastare le infezioni
  • prevenire l’insorgenza di asma, diabete e patologie cardiovascolari, attenuare i sintomi allergici, laddove presenti.

L’esposizione ai raggi solari aiuta la produzione della vitamina, pertanto alla supplementazione di vitamina D è importante affiancare passeggiate all’aria aperta, anche nei mesi invernali.

Per questo motivo, il pediatra potrebbe consigliare la sospensione dell’assunzione della vitamina D nei mesi estivi, quando si trascorre più tempo all’aria aperta ed esponiamo maggiori aree di cute ai raggi solari.

“Nel Nord Italia – spiega il dottor Marco Nuara, allergologo dell’Unità Operativa di Neonatologia – un’esposizione al sole sufficiente a garantire livelli adeguati di Vitamina D è possibile solo da Aprile ad Ottobre; ma le nostre abitudini di vita e la corretta applicazione di creme protettive nei periodi più caldi limitano ulteriormente la produzione endogena.”

“Un’altra limitazione – continua il medico – è rappresentata dalla pigmentazione della pelle: la pelle più scura filtra maggiormente i raggi UVB e di conseguenza i bambini di origine asiatica, mediorientale e africana sono maggiormente a rischio di deficit di Vitaminia D.”

Supplementare con la dieta

La dieta può rappresentare una fonte di Vitamina D, ma solo l’olio di pesce la contiene in quantità significative. Alcuni alimenti come i cereali per la colazione vengono fortificati con vitamina D, ma questi non sono sufficienti a raggiungere il fabbisogno giornaliero.

“Pertanto – conclude il dottor Nuara – sarebbe consigliabile proseguire la supplementazione di vitamina D ben oltre il primo anno di vita e anche nell’età adulta, almeno nei mesi invernali”.

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