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Tumore al pancreas, oggi la giornata mondiale

Il tumore al pancreas si forma quando le cellule del pancreas si moltiplicano in modo anomalo.

Che cos’è il pancreas?

Il pancreas è una ghiandola, lunga 15 cm, situata in profondità nell’addome che ha il compito di produrre diversi ormoni che regolano i processi di assorbimento e utilizzo del cibo, tra i quali l’insulina che regola, a sua volta, il metabolismo degli zuccheri nel sangue. Il pancreas produce anche i succhi pancreatici necessari a decomporre il cibo che ingeriamo.

Le cause del tumore al pancreas

Il tumore al pancreas si forma quando le cellule pancreatiche subiscono un’alterazione genetica. Queste alterazioni portano le cellule a moltiplicarsi in modo incontrollato, senza mai morire.

Vi sono diversi tipi di tumore al pancreas; il più comune è l’adenocarcinoma, un tumore che origina nei dotti che trasportano gli enzimi digestivi, cresce, si diffonde rapidamente ed è di difficile diagnosi allo stato iniziale.

È difficile risalire alle cause che generano il tumore. Alcuni dei fattori di rischio evidenziati dalle ricerche sono:

  • Età: quella più a rischio è dopo i 60 anni
  • Sovrappeso, obesità e scarsa attività fisica
  • Pancreatite: infiammazioni croniche del pancreas
  • Diabete
  • Fumo: è ritenuto il principale fattore di rischio. Il rischio di ammalarsi di un fumatore è 2-3 volte superiore a quello di un non fumatore.
  • Presenza in famiglia di casi di tumore al pancreas
  • Presenza in famiglia di malattie genetiche: mutazione del gene BRCA2 (responsabile di alcune forme di tumore alla mammellla), sindrome di Peutz-Jeghers, la sindrome di Lynch, il melanoma-nevo multiplo atipico familiare.

Quali sono i sintomi?

Segnali e sintomi del tumore al pancreas non insorgono durante la fase iniziale della malattia, ma è consigliabile rivolgersi ad un medico in presenza di:

  • Ittero: colorito giallo della cute e delle sclere che compare quando la bilirubina si accumula nel sangue. La bilirubina è una sostanza prodotta dal fegato che fluisce normalmente dalle vie biliari all’intestino passando attraverso il pancreas; se il passaggio è bloccato da un aumento delle dimensioni del pancreas, la bilirubina si riversa direttamente nel sangue causando l’ittero che solitamente si accompagna ad un colore scuro delle urine e ad un colorito chiaro delle feci.
  • Dolore addominale: quando la massa tumorale aumenta potrebbe comprimere i nervi dell’addome, causando dolore, anche severo.
  • Mancanza di appetito, perdita di peso e nausea: sintomi che compaiono quando il tumore comprime e irrita lo stomaco
  • Comparsa del diabete: soprattutto quando non vi è familiarità.

Come si diagnostica il tumore al pancreas?

Di fronte a sintomi sospetti, una diagnosi accurata è necessaria. Si può ricorrere ai seguenti esami diagnostici:

  • Ecotomografia: è la spesso la prima indagine di imaging addominale quando il paziente accusa sintomi anche se non specifici.
  • Tomografia computerizzata (TAC): la TAC con mezzo di contrasto iodato rappresenta l’indagine più efficace per la diagnosi e la stadiazione del tumore al pancreas. È una tecnica radiografica che fotografa le parti interne del corpo attraverso l’uso di un computer che permette al chirurgo di disporre delle informazioni anatomiche necessarie per la programmazione dell’intervento, se possibile.
  • Risonanza magnetica (RM) e Colangio-risonanza: le onde magnetiche rilevano le immagini degli organi interni del corpo. La Risonanza magnetica permette di specificare la natura di una lesione al pancreas.
  • Ecoendoscopia (EUS): attraverso un endoscopio (gastro-duodenoscopio), una piccolissima sonda a ultrasuoni viene introdotta nello stomaco e nel duodeno, organi molto vicini al pancreas. In questo modo è possibile ottenere immagini dettagliate dell’organo ed eventualmente prelevare del tessuto con successivo allestimento di preparati citologici o inclusi microistologici. Questa indagine permette di differenziare il tumore del pancreas dalla pancreatite cronica o per caratterizzare le cisti pancreatiche, che spesso sono di natura precancerosa.
  • ERCP e PTBD: La ERCP (Colangio-pancreatografia endoscopica retrograda) sfrutta l’iniezione di mezzo di contrasto nel coledoco o nel dotto pancreatico attraverso un endoscopio (come nel caso precedente). Attraverso questa metodica possono essere inseriti stent o particolari drenaggi utili a far defluire meglio la bile attraverso l’ostacolo.
    Quando ciò non è possibile, si può ricorrere anche alla Colangiografia percutanea transepatica (PTC). Si tratta di una tecnica di Radiologia Interventistica che consente di opacizzare le vie biliari ostruite attraverso un ago molto sottile inserito nel fegato attraverso la cute e quindi di realizzare un Drenaggio biliare percutaneo transepatico (PTBD) tramite la stessa via, sempre allo scopo di permettere alla bile di superare l’ostruzione che in alcuni casi il tumore del pancreas potrebbe comportare.
  • Tomografia ad Emissione di Positroni (PET): è una metodica di medicina nucleare; glucosio radioattivo viene iniettato nelle vene e, attraverso un computer vengono elaborati i segnali provenienti da una macchina che rileva la distribuzione delle cellule che emettono positroni in risposta alla presenza del glucosio radioattivo. Questa tecnica permette di evidenziare le cellule tumorali che reagiscono al glucosio più delle altre.

Gli stadi del tumore pancreatico

Il tumore al pancreas ha diversi stadi:

  • stadio 1: il tumore è confinato al pancreas
  • stadio 2: il tumore intacca i tessuti e gli organi vicini e potrebbe diffondersi ai linfonodi
  • stadio 3: il tumore si è diffuso ai maggiori vasi sanguigni intorno al pancreas e potrebbe intaccare i linfonodi
  • stadio 4: il tumore si è diffuso al fegato e ai polmoni o alla cavità addominale.

Come si cura il tumore al pancreas?

Il tumore al pancreas rappresenta uno dei tumori più difficili da trattare. Le cure più adeguate dipendono dalla sede e dall’estensione del tumore, dall’età e dallo stato di salute generale del paziente.

Di seguito le diverse alternative per il trattamento del tumore pancreatico.

Chirurgia

Il primo approccio è sempre chirurgico. È l’opzione terapeutica più efficace nel caso in cui sia possibile asportare il tumore, ovvero quando questo non è esteso ai principali vasi sanguigni né diffuso ai polmoni, alla cavità addominale o al fegato. Tuttavia, la resezione pancreatica è tuttora una delle operazioni più difficili e impegnative sia per il chirurgo che per il paziente

Gli interventi di chirurgia pancreatica comprendono:

  • Duodenocefalopancreasectomia

È l’intervento più comune per il tumore del pancreas; consiste nell’asportazione della “testa” del pancreas (la porzione di pancreas situata accanto al duodeno, il primo tratto dell’intestino tenue). Durante l’operazione, il chirurgo asporta il duodeno, la cistifellea, la parte terminale del dotto biliare comune e, a volte, una porzione di stomaco. La porzione rimanente di pancreas, lo stomaco e il dotto biliare vengono poi anastomizzati ad un tratto dell’intestino tenue. Lo stravaso di succo pancreatico è una delle possibili complicanze dell’intervento. Tra le altre complicanze: perdita di peso e comparsa del diabete.

  • Pancreasectomia sinistra

L’intervento consente di asportare la parte del corpo e coda del pancreas, spesso insieme alla milza. Viene effettuato frequentemente per neoplasie cistiche ed endocrine. Questo intervento chirurgico sul pancreas si avvale della tecnica-mininvasiva.

  • Pancreatectomia centrale

È un intervento ad alta specializzazione che consiste nell’asportazione della porzione centrale o corpo del pancreas, conservandone la testa e la coda. La procedura viene impiegata per tumori benigni a uno stadio iniziale che interessano il collo del pancreas, un’area difficile da trattare senza asportare una lunga porzione della ghiandola. Riduce il rischio di diabete e di gravi disturbi digestivi.

  • Pancreatectomia totale

Consiste nell’asportazione di tutto il pancreas insieme alla cistifellea, una porzione di stomaco e di intestino tenue, il dotto biliare, la milza e i linfonodi regionali. Questo intervento si esegue in presenza di tumori multifocali o comunque diffusi a tutto l’organo. In caso di tumori benigni di piccole dimensioni viene risparmiato il tessuto pancreatico sano circostante tramite la semplice enucleazione del nodulo tumorale.

  • Chirurgia mini-invasiva

È possibile eseguire l’intervento tramite una procedura laparoscopica mini-invasiva. Questa tecnica richiede grandi abilità poiché l’intervento viene eseguito attraverso alcune piccole incisioni.

Radioterapia

In caso di malattia già avanzata, i pazienti vengono candidati a trattamento radiante più o meno concomitante a chemioterapia. Obiettivo della radioterapia è quello di ridurre il più possibile l’estensione locale della malattia anche a scopo sintomatico in caso di disturbi correlati al coinvolgimento e all’infiltrazione degli organi vicini.

Chemioterapia

Viene utilizzata per il trattamento del tumore del pancreas in diverse fasi della malattia. La gemcitabina rappresenta il farmaco cardine nel trattamento di questi tumori e può essere somministrata da sola o in associazione ad altri farmaci. Nelle forme non trattabili chirurgicamente, ma senza metastasi in altri organi, la chemioterapia ha lo scopo di ridurre le dimensioni del tumore così da renderlo operabile. Può essere indicata anche per le forme operabili come trattamento pre-operatorio per eliminare le cellule tumorali che potrebbero essersi diffuse al di fuori del pancreas.

In seguito all’intervento chirurgico, la chemioterapia viene impiegata allo scopo di ridurre il rischio di una recidiva della malattia, talvolta in associazione alla radioterapia.

In fase avanzata e in presenza di metastasi in altri organi, viene somministrata per rallentare l’evoluzione della malattia.

In collaborazione con il Prof. Jaques Lucien Mégevand, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale di Humanitas San Pio X.

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