Autorizzato da EMA (European Medicines Agency – Agenzia Europea per i Medicinali) e da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) dopo le regolari e consuete fasi di verifica, il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 è il secondo disponibile in Italia per contrastare il COVID-19, causato dall’infezione del virus SARS-CoV-2. La somministrazione, regolata dal piano nazionale di vaccinazione, prevede due fasi ed è stata indicata per le persone a partire dai 18 anni. 

Coronavirus: come fa a entrare nelle cellule?

Il virione (la singola particella di virus) di SARS-CoV-2 deve il nome coronavirus alla sua forma rotondeggiante con delle “punte” sulla sua superficie che lo fanno assomigliare a una corona. Sulle punte si trova la proteina Spike: legandosi a un enzima chiamato ACE2 (enzima di conversione dell’angiotensina 2) che si trova sull’epitelio polmonare e difende i polmoni dai danni causati da infezioni e infiammazioni, il virus “apre” come fosse una “chiave” la “serratura” delle cellule dell’organismo rappresentata da ACE2. ln questo modo, il virus entra nella cellula, impedisce all’enzima di compiere il proprio ruolo protettivo, rilascia il proprio codice genetico virale (RNA) e costringe la cellula a produrre proteine virali e diffondere l’infezione.

Come funziona il vaccino Moderna?

L’obiettivo del vaccino contro il COVID-19 è di bloccare le proteine Spike e quindi la trasmissione del virus alle cellule dell’organismo. Per raggiungere questo scopo, il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA-1273 racchiude delle molecole di RNA messaggero (mRNA) che portano le informazioni al citoplasma delle cellule per copiare e bloccare e proteine Spike del virus SARS-CoV-2. Successivamente, le cellule vengono stimolate dal sistema immunitario a produrre  anticorpi specifici. Le molecole di mRNA si trovano racchiuse in una “bollicina”, costituita da una microscopica vescicola lipidica, che le protegge e ne impedisce il degradamento prima di arrivare  a destinazione. Infatti, in qualità di corpo estraneo, l’RNA sarebbe altrimenti distrutto dal sistema immunitario dell’organismo. Pochi giorni dopo la vaccinazione, l’mRNA del vaccino si degrada naturalmente, senza rappresentare quindi alcun rischio di entrare nel nucleo delle cellule e modificare il DNA. Va ricordato che il vaccino non introduce il virus, ma solamente l’informazione genetica fondamentale alla cellula per costruire copie della proteina Spike e bloccare il virus, in caso eventuale di infezione. In altre parole, il vaccino non provoca COVID-19 nella persona.

Oltre a questo, il vaccino permette l’attivazione delle cellule T che stimolano il sistema immunitario a riconoscere in futuro il virus SARS-CoV-2. Questo significa che, se la persona vaccinata verrà in contatto con il virus, il suo sistema immunitario lo riconoscerà e saprà come comportarsi per contrastarlo, impedendo alle proteine Spike di legarsi alle sue cellule. 

La somministrazione del Vaccine Moderna mRNA -1273 viene effettuata nel muscolo della parte superiore del braccio, e richiede l’iniezione di due dosi a distanza di almeno 28 giorni l’una dall’altra.

Efficacia e sicurezza del vaccino Moderna: cosa dicono gli studi?

Tutte le procedure per verificare l’efficacia e la sicurezza del vaccino sono state completate, nonostante in tempi minori rispetto a quelli impiegati normalmente per testare un nuovo vaccino. La differenza in termini di tempo è stata permessa non solo dalla grande quantità di studi disponibili svolti in passato sui vaccini a RNA, ma anche dalle enormi risorse umane ed economiche attivate velocemente. Anche le valutazioni emesse da parte delle agenzie regolatorie in modo continuo e progressivo sui risultati ottenuti, invece di essere comunicate alla fine degli studi, ha permesso di accorciare i tempi di approvazione. Inoltre, agli studi ha partecipato un numero dieci volte superiore agli standard. Questo ha permesso di realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficiente per dimostrare efficacia e sicurezza del vaccino Moderna.

Lo studio di efficacia: risultati

La dimostrazione dell’efficacia del vaccino Moderna nella prevenzione di COVID-19 nelle persone a partire dai 18 anni risiede nei risultati di uno studio clinico di dimensioni molto ampie. Il profilo di sicurezza ed efficacia è stato valutato nel corso di ricerche svolte negli Stati Uniti, a cui hanno partecipato 99 centri su tutto il territorio, con un totale di 30.420 persone a partire dai 18 anni. Nello specifico, il 58,6% dei partecipanti aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, il 24,8% aveva 65 anni o più e il 16,7% un’età inferiore a 65 anni ma con malattie concomitanti che incrementavano il rischio di malattia COVID-19 grave. Le donne erano il 47,3%. Per la realizzazione dello studio, la metà dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l’altra metà ha ricevuto un placebo: un prodotto identico al vaccino, ma non attivo. Complessivamente, nel gruppo che ha ricevuto il vaccino sono stati registrati 11 casi di malattia COVID-19, contro 185 casi nel gruppo cui è stato somministrato il placebo e che fungeva da controllo. Il vaccino ha quindi dimostrato un’efficacia del 94,1% nel prevenire l’infezione con sintomi da SARS-CoV-2 rispetto al placebo.