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Vertigini posizionali: cosa sono e a cosa servono le manovre liberatorie?

Le vertigini hanno diverse cause che vanno sempre valutate in sede di visita specialistica otorinolaringoiatrica. Non sempre sono necessari farmaci per trattare le vertigini; nei casi di vertigini posizionali, per esempio, saranno sufficienti le manovre liberatorie eseguite dallo specialista ORL in ambulatorio, per far passare la sensazione illusoria che il mondo giri. 

Ma cosa sono le vertigini posizionali e a cosa servono le manovre liberatorie? L’abbiamo chiesto al dottor Michele Cerasuolo, otorinolaringoiatra di Humanitas San Pio X.

«Tra le cause più comuni di vertigini ritroviamo le vertigini parossistiche posizionali benigne (VPPB) – spiega l’esperto -. Queste vertigini, di tipo periferico, sono causate da uno spostamento anomalo degli otoliti, i cosiddetti “sassolini o cristalli” presenti all’interno del vestibolo che causano una sensazione vertiginosa oggettiva (è l’ambiente circostante che si muove) conseguente a movimenti del capo nello spazio. Si presentano solitamente quando ci si sdraia o si cambia posizione nel letto e sono caratterizzate da una intensa sensazione vertiginosa della durata di pochi secondi associata talvolta a nausea e/o vomito».

Come si manifestano le vertigini parossistiche posizionali benigne?

«Le manifestazioni cliniche delle vertigini parossistiche posizionali benigne possono presentare caratteristiche differenti a seconda della sede in cui si dislocano gli otoliti. Questi cristalli di carbonato di calcio, solitamente situati nella porzione del vestibolo chiamata utricolo, possono dislocarsi, spontaneamente o in seguito a traumi, all’interno dei canali semicircolari – prosegue il dottor Cerasuolo -. Quando ad essere interessato è il canale semicircolare posteriore la vertigine parossistica posizionale benigna si manifesta con crisi vertiginose rotatorie della durata di circa 20-30 secondi che esordiscono in genere al mattino al risveglio o al momento di coricarsi, nei passaggi dal clino all’ortostatismo e viceversa; talvolta anche le flesso-estensioni  rapide del capo possono scatenare la crisi. Quando ad essere interessato è il canale semicircolare laterale, le crisi possono durare fino a 1 minuto e insorgono solitamente durante il riposo quando il paziente si volta su un fianco. 

Il paziente riferisce frequentemente anche una instabilità posturale che può persistere per qualche giorno anche dopo aver trattato la vertigine. Tuttavia si tratta di una condizione benigna che necessita di una diagnosi e di un trattamento posizionale tramite l’esecuzione di particolari manovre liberatorie che il paziente dovrà eseguire con l’ausilio di uno specialista otorinolaringoiatra». 

Cosa sono e a cosa servono le manovre liberatorie?

«Le manovre liberatorie sono particolari movimenti eseguiti sul paziente dallo specialista otorinolaringoiatra con l’obiettivo di riportare nella corretta posizione gli otoliti all’interno del labirinto dell’orecchio, liberando il paziente dalla sensazione vertiginosa – spiega il dottor Cerasuolo -. Prima di eseguire le manovre liberatorie l’otorinolaringoiatra valuterà, con particolari manovre diagnostiche, le caratteristiche della vertigine per individuare quale canale semicircolare è interessato, cosi da poter eseguire le manovre liberatorie corrette. Sia le manovre liberatorie che le manovre diagnostiche prevedono che lo specialista esegua sul paziente specifici movimenti rapidi della testa e del corpo

Le manovre diagnostiche scatenano la sintomatologia vertiginosa nel paziente che si rende evidente al medico mediante il nistagmo, un movimento involontario degli occhi che avrà caratteristiche differenti in base al canale semicircolare interessato. Posta una diagnosi di lato e canale, lo specialista procederà ad eseguire le manovre liberatorie, che potranno a loro volta scatenare una vertigine liberatoria, segno che gli otoliti stanno ritornando nella loro corretta posizione. Alle manovre possono seguire sensazioni di instabilità e/o nausea che possono protrarsi anche per qualche giorno dopo un’adeguata terapia liberatoria; talvolta occorreranno diverse manovre liberatorie per riposizionare completamente gli otoliti. In caso di persistenza della sintomatologia vertiginosa acuta – conclude l’otorinolaringoiatra – sarà necessario effettuare una visita di controllo e ripetere il trattamento con le manovre liberatorie».

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