L’Unità Operativa di Oncologia di Humanitas San Pio X, diretta dalla professoressa Carmen Criscitiello, è dedicata alla diagnosi e al trattamento dei tumori della mammella, garantendo percorsi di cura personalizzati e basati su un approccio multidisciplinare. L’obiettivo è accompagnare ogni persona in tutte le fasi del percorso oncologico – dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up – con competenza clinica, attenzione alla qualità di vita e un ambiente dedicato e accogliente.
Il team dell’Unità Operativa di Oncologia lavora in stretta collaborazione con chirurghi, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi, genetisti e specialisti di supporto. Le decisioni terapeutiche vengono condivise in ambito multidisciplinare, così da valutare ogni caso nella sua complessità e definire la strategia più appropriata, sulla base delle caratteristiche biologiche della malattia e delle esigenze cliniche e personali della paziente.
L’attività clinica è strettamente integrata con la ricerca: la partecipazione a studi clinici consente di offrire accesso a terapie innovative e a nuove strategie di trattamento, in linea con i più avanzati standard internazionali, sia nelle fasi iniziali sia nella malattia avanzata.
Tumori mammari
Nel 2024 in Italia sono state stimate oltre 53.000 nuove diagnosi di tumore della mammella, che rappresenta circa il 30% di tutti i tumori nelle donne. La malattia può colpire anche gli uomini, seppure più raramente. Grazie ai programmi di screening e ai progressi terapeutici, oggi la maggior parte dei tumori viene diagnosticata in fase precoce e le probabilità di guarigione sono elevate. Anche nelle forme più avanzate, le terapie moderne permettono spesso un controllo prolungato della malattia, con attenzione alla qualità di vita.
Il tumore della mammella non è una malattia unica: esistono diverse forme che si distinguono per comportamento clinico e caratteristiche biologiche, elementi fondamentali per la scelta del trattamento.
1. Tumori “in situ” (non invasivi)
Sono forme molto precoci, in cui le cellule tumorali non hanno invaso il tessuto circostante.
- Carcinoma duttale in situ (DCIS)
È la forma non invasiva più frequente. Le cellule anomale sono limitate ai dotti mammari. Non dà metastasi, ma può evolvere in una forma invasiva se non trattato.
- Carcinoma lobulare in situ (LCIS)
Non è una forma invasiva, ma un indicatore di aumentato rischio sviluppare in futuro un carcinoma invasivo. Richiede un monitoraggio specialistico.
2. Tumori invasivi
In queste forme, le cellule tumorali hanno superato le strutture originarie (dotti o lobuli) e possono diffondersi ai linfonodi o ad altri organi.
- Carcinoma duttale invasivo
È la forma più comune (circa il 70–80% dei casi), origina dai dotti - Carcinoma lobulare invasivo
Origina dai lobuli e può presentarsi in modo meno evidente all’esame clinico.
Sottotipi biologici: la base della terapia personalizzata
Oggi il trattamento del tumore della mammella si fonda sulle caratteristiche molecolari del tumore, che consentono di scegliere terapie sempre più mirate.
- Tumori ormono-sensibili HR+ / HER2–: sono i più frequenti. Si caratterizzano per l’espressione dei recettori ormonali e rispondono bene alla terapia endocrina.
- Tumori HER2-positivi: caratterizzati dalla iperespressione della proteina HER2. Le terapie mirate anti-HER2 hanno modificato radicalmente la prognosi di queste forme.
- Tumori triplo-negativi (TNBC): non esprimono recettori ormonali né HER2. Negli ultimi anni nuove strategie terapeutiche, inclusa l’immunoterapia e farmaci mirati, hanno ampliato le possibilità di trattamento.
Tumore della mammella metastatico
È un tumore che si è diffuso ad altri organi (ossa, fegato, polmoni, cervello). Oggi il tumore metastatico viene sempre più considerato una malattia cronica: grazie a terapie innovative e sequenze terapeutiche personalizzate, molte pazienti possono convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità di vita.
Medicina di precisione e innovazione terapeutica
La medicina di precisione consente di individuare la terapia più appropriata per ciascuna paziente, superando il concetto di trattamento standard uguale per tutti.
La scelta terapeutica si basa su diversi fattori, tra cui le caratteristiche biologiche del tumore, le dimensioni della lesione, l’eventuale coinvolgimento linfonodale, le condizioni generali della paziente. Oltre ai parametri clinici e biologici, vengono considerati anche lo stile di vita, le abitudini quotidiane, il contesto familiare e lavorativo e le esigenze personali della paziente. Questo consente di definire un percorso terapeutico personalizzato che coniughi la massima efficacia con la migliore qualità di vita possibile.
I test molecolari e genomici permettono, nelle fasi precoci, di valutare con maggiore accuratezza la necessità della chemioterapia e, nelle forme metastatiche, di identificare bersagli molecolari trattabili con farmaci specifici. Questi strumenti permettono una selezione sempre più accurata delle terapie.
Accanto alla chemioterapia, oggi disponibili terapie endocrine, farmaci biologici mirati, immunoterapia e anticorpi farmaco-coniugati (ADC). Queste terapie hanno ampliato in modo significativo le opzioni terapeutiche sia in fase precoce sia nella malattia avanzata.
Effetti indesiderati delle terapie e recidive
Ogni trattamento oncologico può comportare effetti indesiderati, che vengono attentamente valutati e monitorati dal team. La paziente viene informata in modo chiaro e coinvolta attivamente nella gestione delle eventuali tossicità, per ridurne l’impatto sulla vita quotidiana.
Il rischio di recidiva viene affrontato fin dalla diagnosi attraverso trattamenti mirati e programmi di follow-up personalizzati, definiti in base alle caratteristiche biologiche del tumore, alla storia clinica e all’eventuale presenza di familiarità o mutazioni genetiche .
