Scintigrafia paratiroidea

Che cos’è?

La Scintigrafia paratiroidea è un esame che permette di visualizzare sia la tiroide che le paratiroidi dando informazioni sia funzionali che anatomiche su queste ghiandole. L’esame è indolore ed è praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.

A che cosa serve la scintigrafia paratiroidea?

Questo esame permette di individuare la presenza di adenomi o iperplasia delle paratiroidi, in presenza di iperparatiroidismo.
Le informazioni che si potranno ottenere da questo esame saranno di aiuto per giungere alla formulazione di
una diagnosi accurata ed eventualmente per indirizzare il aziente ad un intervento terapeutico il più possibile
appropriato.

Come si svolge l’esame?

La Scintigrafia Paratiroidea si suddivide in più fasi consecutive: somministrazione di radiofarmaci, attesa, acquisizione delle immagini e interpretazione del risultato.
Il medico nucleare, a termine del colloquio, somministrerà al paziente per via endovenosa tramite un ago cannula una sostanza debolmente radioattiva (radio farmaco 99mTc-Pertecnetato) che ha la particolare caratteristica di essere captato quasi esclusivamente dalla tiroide e che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun
disturbo né causerà fenomeni allergici. Contemporaneamente il paziente sarà invitato a deglutire due compresse di Pertiroid, un farmaco senza effetti collaterali, che favorirà l’eliminazione tardiva del tracciante dalla
tiroide.
Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente verrà fatto accomodare, per circa 15-20 minuti nella sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare: durante questo periodo dovrà sforzarsi di bere almeno un
bicchiere di acqua o altro liquido per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, utilizzando eventualmente
l’apposito bagno situato all’interno del Servizio di Medicina Nucleare. Durante il periodo di attesa, invitiamo a non allontanarsi dal Servizio senza avvertire il Personale e previo consenso da parte dello stesso.
Successivamente il paziente verrà prelevato dal personale del Servizio di Medicina Nucleare e fatto distendere su di
un lettino, in posizione supina, sotto la gamma camera, un’apparecchiatura dotata di due testate una delle quali
verrà avvicinata il più possibile al collo senza che ci sia alcun contatto.

Durante l’acquisizione delle immagini, della durata di 5 minuti circa, è necessario che il paziente resti immobile, per aiutarlo verrà immobilizzata la testa in un apposito poggia-testa. Al termine dell’acquisizione, rimanendo sempre sul lettino dell’apparecchiatura, sarà somministrato, tramite ago-cannula, un secondo radiofarmaco (99mTc-MIBI), che si andrà a distribuire anche nelle paratiroidi. A distanza di 10 minuti sarà eseguita un seconda acquisizione della durata di circa 10 minuti. Al termine dell’acquisizione delle immagini il paziente sarà poi invitato a recarsi nuovamente nella sala di attesa, dove resterà per i successi 90 minuti.
Durante il periodo di attesa, consigliamo di sforzarsi di bere dell’acqua o altro liquido per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco e, se ne necessario, utilizzare l’apposito bagno situato all’interno del Servizio di Medicina Nucleare.

Preghiamo nuovamente di non allontanarsi senza avvertire il personale e previo consenso da parte dello stesso.

Sono previste norme di preparazione all’esame?

L’esame non richiede alcuna preparazione o sospensione di farmaci.

Il giorno dell’esame sosterrà un colloquio preliminare con il medico nucleare, durante il quale dovrà mostrare
tutta la documentazione clinica relativa alla patologia di cui è affetto (esami diagnostici come l’ecografia –
valori di calcemia, fosforemia, calciuria, fosfaturia, PTH –, terapie in corso, interventi chirurgici eseguiti, etc..).

Follow-up

Il paziente potrà riprendere le normali occupazioni. Per eliminare rapidamente il radiofarmaco nelle 24 ore successive all’esame, dovrà bere molta acqua o liquidi per favorire la diuresi ed osservare le seguenti norme:

  • evitare il contatto o la vicinanza con donne in gravidanza, mantenendo una distanza di almeno un metro
  •  dopo aver utilizzato il WC far scorrere abbondantemente l’acqua e lavarsi accuratamente le mani
  • se si ha o si entra in contatto con dei bambini piccoli, è preferibile evitare di tenerli in braccio per lungo
    tempo, se ciò non è strettamente indispensabile.

Alternative diagnostiche

Nella ricerca di adenomi o iperplasia delle paratiroidi anche altre metodiche forniscono risultati analoghi come ad esempio l’Ecografia, la Risonanza Magnetica (RM) o la Tomografia Computerizzata (TC), ma è solo la Scintigrafia delle paratiroidi che è in grado di fornire una valutazione sia anatomica sia funzionale delle ghiandole paratiroidi.

L’esame è doloroso e/o pericoloso?

L’esame è indolore e non sono descritte complicanze specifiche. Gli eventuali rischi sono legati alla somministrazione del radiofarmaco e consistono, nella maggior parte dei casi, in manifestazioni cutanee o nel percepire un sapore metallico in bocca durante l’iniezione del radiofarmaco (occasionale e di brevissima durata).

Quali pazienti possono sottoporsi all’esame?

L’esame non può essere eseguito in caso di gravidanza o allattamento.

L’incompatibilità della somministrazione del radiofarmaco durante la gravidanza in atto o presunta è da riferirsi all’irradiazione dell’embrione e/o del feto pertanto se è in gravidanza o sospetta di esserlo, informi immediatamente il Medico Nucleare che valuterà l’opportunità di eseguire l’esame.

L’allattamento al seno costituisce la seconda controindicazione alla somministrazione del radiofarmaco e
quindi all’esame; se è in fase di allattamento informi immediatamente il medico nucleare che valuterà la
necessità di eseguire l’esame e l’eventuale intervallo di sospensione dell’allattamento stesso.

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