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Test del portatore (o Carrier Screening)


Cos’è il test del portatore?

Il test del portatore è un test di screening utile a identificare i portatori sani di malattie genetiche frequenti, nel caso la coppia desideri valutare le probabilità di avere un figlio affetto da malattia genetica. Non essendo un test diagnostico, il test del portatore non esclude che la coppia possa avere un bambino affetto da malattia genetica, ma ne riduce significativamente la probabilità. 

E’ importante precisare che, nonostante l’evoluzione delle tecnologie, in nessun caso possono essere individuate tutte le malattie di cui due futuri genitori siano portatori sani, a prescindere dall’estensione e dalle qualità tecniche del test che si decide di effettuare.  Esisterà sempre la probabilità di avere figli affetti da una delle 7000 malattie genetiche, da valutare caso per caso sulla base anche di altri fattori individuali quali l’etnia della coppia, la consanguineità tra i coniugi, la conoscenza o meno dell’anamnesi familiare. 

Cosa significa essere portatore sano di una malattia genetica? 

Ogni individuo della popolazione è portatore sano, cioè senza sintomi, di almeno 3 o 4 malattie genetiche trasmissibili. Una coppia formata da due portatori sani della stessa malattia ha un rischio elevato, ad ogni concepimento, di avere figli affetti. Ad esempio, per la talassemia, in Italia la probabilità di individuare una coppia ad alto rischio è di 1 su circa 600 coppie sottoposte al test del portatore. Per questo motivo, nel nostro Paese è stato istituito lo screening universale e gratuito per identificare i portatori sani di talassemia.

A cosa serve il test del portatore?

Il test del portatore serve a identificare i portatori sani delle malattie genetiche più frequenti, affinché possano avere l’opportunità di evitare la nascita di un figlio affetto dalla patologia genetica ereditaria, trasmessa senza esserne consapevoli.

In cosa consiste il test del portatore?

Il test del portatore consiste in un prelievo di sangue effettuato su entrambi i futuri genitori (test simultaneo) o su solo uno dei partner (test sequenziale) della coppia, da cui si verrà estratto il DNA e su cui verranno eseguite le indagini genetiche. Il test simultaneo del portatore viene eseguito contemporaneamente su entrambi i partner della coppia nei casi in cui la gravidanza sia già avviata e quando si vuole raggiungere una certezza maggiore. Il test sequenziale del portatore può essere eseguito prima su uno dei due partner, con eventuale estensione dell’indagine al secondo partner in caso di positività.  Questo approccio è tipico della fase preconcezionale. 

I percorsi riproduttivi delle coppie a rischio, in base ai risultati ottenuti, sono molteplici e devono essere sempre valutati nell’ambito della visita preconcezionale.

Si può scegliere di sottoporsi al test del portatore?

L’appropriatezza del test del portatore viene valutata durante una visita di genetica medica anche in telemedicina, o durante una visita preconcezionale. La visita è caratterizzata dalla raccolta dei dati familiari (anamnesi) che permette di individuare eventuali malattie genetiche diagnosticate in precedenza tra i familiari.

Sulla base della propria convinzione, guidata dallo specialista, dopo aver condiviso il consenso informato, la coppia si potrà sottoporre al test del portatore.

Il percorso appropriato prevede una restituzione dell’esito, accompagnato dalla definizione scritta del rischio residuo di essere portatore sano, in base alle caratteristiche del test e dell’indicazione a priori al test stesso. 

In quali casi è raccomandato il test del portatore?

Il test del portatore e/o del cariotipo sono fortemente raccomandati in caso di presenza di familiari  con malattie genetiche già diagnosticate (familiarità positiva) e per coppie che  abbiano sperimentato poliabortività, morte fetale o sterilità. 

Inoltre, il test del portatore è consigliato a coloro che scelgono di sottoporsi a tecniche di fecondazione assistita sia omologa sia con donazione di gameti. In questi casi il pannello delle malattie indagate può essere più ampio, anche sulla base delle esigenze informative della coppia.

Quanto costa il test del portatore?

Nei casi in cui sia presente familiarità positiva per malattie genetiche diagnosticate, il costo del test del portatore è coperto dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN). In assenza di familiarità per malattie genetiche, il costo del test non è coperto dal SSN, in quanto è extra-LEA.

Quando richiedere il test del portatore?

Il momento ottimale per richiedere il test del portatore è la fase preconcezionale, quando la coppia programma una gravidanza, ma può essere proposto anche nelle prime settimane di gravidanza.

Quali sono gli esiti del test del portatore?

Un risultato negativo (nessuna variante patogenetica trovata) si associa a un rischio residuo, solitamente molto basso, che  comunque va sempre discusso con lo specialista.

Un risultato positivo per varianti patogenetiche può avere implicazioni anche importantissime sul percorso riproduttivo della coppia e modificare, a volte, il rischio riproduttivo dei familiari. Si parla di test “a cascata” quando, a seguito dell’individuazione di un portatore sano in una famiglia, si realizza la possibilità di eseguire il test per i consanguinei della stessa linea genetica.

Quali sono i pannelli utilizzati nel test del portatore?

Con il termine di pannello si intende un elenco di malattie di cui si vuole indagare la presenza o meno di mutazione. Esistono pannelli di diversa estensione:

Pannello standard: si avvale di diverse metodiche specifiche per l’indagine dei meccanismi molecolari che causano le patologie recessive (autosomiche e X-linked) più frequenti nella nostra popolazione e per le quali vi è una rilevanza clinica maggiore (Distrofia muscolare di Duchenne e Becker, Sindrome X-Fragile, Atrofia Muscolare Spinale SMA, Fibrosi Cistica).

Pannello esteso (ECC): è un’indagine, anche molto estesa, del genoma di un individuo attraverso la tecnologia di Next Generation Sequencing (NGS). Il vantaggio di questo approccio risiede nella possibilità di analizzare simultaneamente più geni responsabili di diverse patologie rare o ultra-rare a cui si associano quadri clinici gravi.  Le patologie incluse nel pannello esteso sono state accuratamente selezionate secondo i principi dell’ACOG (The American College of Obstetricians and Gynecologists, committee opinion Number 690; March 2017), tenendo conto di alcuni criteri-consenso quali:

  • frequenza del portatore della patologia  superiore a 1/100
  • fenotipo ben definito
  • effetto grave sulla qualità della vita
  • compromissione cognitiva o fisica
  • possibilità limitata di intervento medico o chirurgico
  • esordio precoce nella vita.

Un pannello esteso di ragionevole ampiezza, che comprenda malattie particolarmente frequenti in alcune etnie, include dai 17 ai 27 geni.

Pannelli molto estesi: includono centinaia di geni, anche molto rari, spesso proposti da aziende su base commerciale, ma che non presentano necessariamente vantaggi clinici. Infatti, spesso non si conosce il fenotipo, non esiste una precisione sufficiente per indagare il partner di un portatore ed è difficile stabilire il rischio residuo. Infine, hanno impatto clinico molto minore i test che includono condizioni autosomiche dominanti per le quali, di regola il soggetto con la mutazione mostra i sintomi del quadro clinico correlato che, pur nella sua variabilità, dovrebbe essere individuato clinicamente. Ad esempio sindrome di Marfan, Neurofibromatosi, Neuropatie periferiche, Rene policistico dell’Adulto.