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Artrosi e sport: la protesi di rivestimento d’anca

L’artrosi d’anca non risparmia nemmeno gli sportivi, per i quali questa patologia può rappresentare un vero e proprio freno alla carriera agonistica che stavano per intraprendere o avevano avviato. Tuttavia, molti giovani e sportivi tendono a ritardare il momento della chirurgia perchè temono che l’intervento di protesi significhi una sola cosa: rinunciare per sempre allo sport, alla loro passione e, in alcuni casi, al loro lavoro.

Per questi pazienti attivi, sportivi, spesso cinquantenni, l’intervento risolutivo per il dolore da artrosi è una protesi che non sostituisce ma riveste la testa del femore malata.

Quali sono le caratteristiche di questa particolare protesi d’anca e perché è considerata la protesi più adatta agli sportivi? Ne parla il dottor Pierantonio Gardelin, chirurgo ortopedico di anca e ginocchio di Humanitas San Pio X.

Perché la protesi di rivestimento anca è indicata per gli sportivi

«La protesi di rivestimento femorale è particolarmente indicata per gli sportivi perché mantiene intatta la testa del femore che, nell’anca sana, è perfettamente inserita nell’osso del bacino chiamato acetabolo, rendendo così possibile le funzioni biomeccaniche dell’articolazione – chiarisce l’esperto -. A differenza delle altre protesi d’anca, quella di rivestimento preserva la testa del femore anche se artrosica, che viene ricoperta da uno speciale metallo che, posizionato in particolari condizioni e in pazienti opportunamente selezionati, si integra perfettamente alla naturale fisiologia dell’articolazione.

L’impianto della protesi di rivestimento, quindi, non prevede il taglio della testa del femore e neppure la sostituzione con degli elementi più piccoli. In questo modo, il paziente, dopo l’intervento, continua ad avere sensibilità e stabilità del movimento, due componenti fondamentali per la buona riuscita di una performance sportiva. Inoltre, la protesi di rivestimento è più resistente e duratura rispetto a quelle tradizionali, grazie alla sua composizione in una lega di metallo di altissima qualità, molto resistente e priva di imperfezioni che può sostenere carichi elevati senza rischi di rottura. In questo modo, dopo l’intervento di protesi d’anca, il paziente può continuare a praticare l’attività sportiva di prima, anche a livelli agonistici, senza che lo sforzo intenso a cui si sottopone l’articolazione danneggi precocemente l’impianto».

E’ possibile tornare alle performance sportive dopo l’intervento?

«Per contrastare la progressione dell’artrosi, quando le altre terapie non hanno più benefici – prosegue l’esperto -, l’intervento di protesi costituisce l’unica soluzione. Grazie ai progressi della ricerca sui metalli con cui è fatta la protesi di rivestimento e sulle tecniche chirurgiche di impianto, l’intervento di protesi di rivestimento negli adulti sportivi permette proprio a questi pazienti di curare l’artrosi, recuperare la qualità di vita di prima della malattia e poi ritornare in campo o in pista senza timore o cali della performance. Tuttavia, sebbene si tratti di una protesi molto performante per gli sportivi, ha indicazioni precise ed è destinata solo ai maschi perchè hanno una testa femorale di dimensioni maggiori rispetto alla femmina»

Il Centro di Primo Intervento Ortopedico composto da un team multidisciplinare è dedicato a tutti i traumi ortopedici non urgenti. Garantisce un percorso di cura completo anche per eventuali diagnostica ed esami, intervento chirurgico, riabilitazione, visite di controllo.

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