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Centro multidisciplinare di Patologia Ostetrica: dopo uno o più aborti si può avere un figlio?

La medicina descrive con queste parole situazioni che le donne in gravidanza, le coppie e le famiglie vivono come un trauma: aborto del primo trimestre (entro la 12 settimana) o aborto tardivo (entro la  22  settimana), aborto spontaneo ricorrente (dopo 2 o più aborti spontanei). Non si tratta però di eventi rari, e quando accadono, la coppia e la donna possono vivere una successiva gravidanza con grande apprensione e paura di un nuovo aborto o della morte in utero del feto o della paura  per la nascita pretermine del proprio bimbo. Un team di specialisti del Centro di patologia ostetrica di Humanitas San Pio X, guidato dalla professoressa Nicoletta Di Simone, aiuta le donne e le coppie a portare a termine una gravidanza dopo aborti spontanei, pregresso parto prematuro, pregressa morte in utero del bambino.

Abortività e fattori di rischio

«Età della donna, stress, alimentazione scorretta, infezioni, patologie autoimmuni, un aumentato rischio trombotico, obesità rappresentano fattori di rischio, cioè aumentano le probabilità di abortività spontanea – spiega la professoressa Di Simone -. L’abortività ricorrente ha un’incidenza del 5-6%, l’incidenza di parto pretermine con conseguente rischio di morte del bambino per immaturità di organo è inferiore al 10%. La morte endouterina, ovvero la morte del bambino in utero, ha un’incidenza dello 0,3%. Le donne che hanno avuto un pregresso evento di morte endouterina hanno un rischio 5 volte maggiore di una ricorrenza, cioè del ripetersi dell’evento, nelle gravidanze successive.

Le percentuali però non descrivono il dolore per la perdita, il lutto e il dramma che vivono le donne e le coppie – sottolinea l’esperta -. Identificare i fattori di rischio è fondamentale perchè non accada di nuovo, perchè quando la causa è identificabile e viene effettuata una terapia per evitare una ricorrenza, con l’aiuto di un team di esperti, è possibile portare a termine la gravidanza e coronare il desiderio di avere un figlio».

Il percorso dal dolore alla gioia di un figlio

La perdita di un figlio è un evento difficile da affrontare. «Da medici però usiamo tutte le competenze, la tecnologia, l’esperienza scientifica per aiutare le donne e le coppie ad avere un figlio nonostante queste pregresse problematiche della gravidanza – dice la professoressa Nicoletta Di Simone -. Per arrivare alla gravidanza e al parto, dopo uno o più aborti o parti pretermine o morte del feto in utero, è necessario intraprendere un percorso di diagnosi e terapia delle cause che hanno portato alla morte prematura. Il percorso, che si può iniziare o proseguire anche a distanza con i consulti di telemedicina, si svolge in più fasi e prevede una prima visita ginecologica per capire la problematica e iniziare a identificare le cause, visite specialistiche successive con ginecologo, ematologo, immunologo, endocrinologo, genetista e psicoterapeuta in un lavoro di équipe, per definire le cause degli aborti ricorrenti o dei pregressi parti pretermine o della pregressa morte endouterina, e infine stabilire una terapia al fine di poter programmare e poi portare a termine una gravidanza. Nel Centro multidisciplinare di Patologia Ostetrica presso Humanitas San Pio X, la donna viene seguita e supportata per tutta la durata del percorso intrapreso, prima della gravidanza, durante tutta la gravidanza, dall’espletamento del parto al post-partum insieme al suo bambino».

 

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